Officina Talenti – Chi Odia Paga, così si battono gli hater

Se si guadagnasse un centesimo per ogni insulto in rete, probabilmente c’è chi sarebbe milionario in pochi secondi. Ed è la ragione per cui un celebre modo di dire, rivisitato, dà oggi forma a una realtà che affronta questo tema.

Bene, si chiama Chi Odia Paga (www.chiodiapaga.it), prima startup legaltech creata dal venture accelerator Nuvolab e dal suo fondatore Francesco Inguscio con l’obiettivo di estinguere l’odio in rete.

Modello semplice, già suggerito dal nome. Chiunque ha ricevuto un insulto in rete può contare su una schiera di avvocati pronta a difenderlo, e a far pagare l’hater per la propria ignoranza. Virtù della startup è quella di dare finalmente un nome ai tanti casi di bullismo online, discriminazione, diffamazione, revenge porn.

Alec Conti

Reati riconosciuti dalla legge e puniti duramente, purché denunciati (consiglio di visionare il video sulla loro homepage, ne vale la pena). La Legaltech, startup innovativa a vocazione sociale, erogherà i propri servizi attraverso un software che permette agli utenti di avanzare le denunce in modo semplice e guidato, e al team di legali specializzati in diritto delle tecnologie, privacy e cyber-sicurezza di intervenire in tempi brevissimi.

Primo obiettivo della nuova realtà, ancora in fase beta ma in cerca di partner per allargare il proprio bacino di influenza (si cercano aziende, organizzazioni, ambassador), è proprio quello di diffondere un’informazione corretta, limpida. Perché chi è informato non ha paura di far valere i propri diritti. In Italia sono tante le vittime di questo fenomeno, mai davvero contrastato: circa il 6% dei ragazzi tra i 9 e i 17 anni sono stati vittime di cyberbullismo.

In Italia viene postato un tweet al minuto contenente contenuti legati a razzismo, insulti sulla disabilità, misoginia, islamofobia, omofobia ed antisemitismo. Chi Odia Paga parte da questi dati, per piegarli e ripulire una rete ormai diventata ostile per troppe persone. In bocca al lupo. Questa volta, ne sono sicuro, ci finiranno dentro i “leoni da tastiera”.

 

UNIlancer (www.unilancer.it) è la piattaforma che permette alle aziende di collaborare con i migliori talenti dalle Università d’Italia