Parole D’Amore – Se la città è un libro aperto
La prima stilla di fiducia l’ho registrata in metropolitana, la sera prima, perché, nel vagone, ho notato tre persone leggere libri tascabili e, per un momento, la quotidianità mi è apparsa simile a come la ricordavo pre- millecambiamenticontemporaneiinunsecondo.
Sai quegli spaccati di vita che ti fanno dire: che spettacolo?

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Così, il giorno dopo, sono uscito di casa un po’ più di buonumore rispetto al solito e, sempre in metropolitana, ho contato ben altre due persone che leggevano un libro (insieme alle tre di ieri facevano cinque). Non un ebook, non il cellu: un volume tascabile. Ho pensato: sono tantissime!
Ed è con questo entusiasmo, questa speranza e questo insieme di emozioni che, in una fresca mattina di aprile, faccio ingresso a Palazzo Marino.
In sala Alessi, affascinante spazio all’interno del municipio, è in programma la presentazione di Bookcity 2026, quindicesimo capitolo di una kermesse che, ogni anno, si rinnova delicatamente, senza stravolgimenti, in un costante, e ammirevole, percorso di crescita.
Il tema della prossima edizione, che si terrà in modalità diffusa dal 23 al 29 novembre, è Il senno sulla Luna(letterario, attuale, tutto da leggere).
Esco dal municipio con, in testa, un sacco di progetti autunnali; come nelle precedenti puntate sarà, infatti, possibile partecipare anche da indipendente, candidandosi entro il 15 settembre.
In questa giornata di aria fresca, di cielo azzurro a tratti, mentre mi dirigo verso la metropolitana per fare ritorno al computer, passo davanti alle vetrine delle librerie brillanti del centro, aggiornandomi sulle nuove uscite editoriali.
Scendo le scale, salgo sul treno diretto a nord, mi guardo in giro in cerca di lettori e, allo stesso tempo, ripenso alle numeriche di cui hanno parlato in sala Alessi, presentando, sui grafici, l’ampia fascia di pubblico che legge oltre dieci libri all’anno. Praticamente uno al mese, vacanze escluse!
Arrivo al desk, scrivo, mando e-mail, cucino, pranzo, lavo i piatti, leggo, mando e-mail, esco alle cinque. Direzione Corso Buenos Aires, dove è in programma l’apertura di una nuova libreria.
Dopo aver assistito al taglio del nastro, atteso che la coda si esaurisse e scattato un sacco di foto, entro a scoprirne gli spazi (e, ovviamente, a comprare un libro).
Ci passo un’ora, spulciando le varie sezioni e facendo lo slalom tra capannelli di invitati, vassoi e flûte.
Più tardi, mentre torno a casa con una tote bag che, oltre al mio acquisto, contiene anche gadget, volantini e bookmark, sul marciapiede di una via laterale (sembra una scena da film), incrocio una ragazza che cammina leggendo un romanzo, tenendolo alto come se fosse una guida turistica, immersa follemente nella lettura, proprio come di solito succede con gli smartphone.
È davvero primavera, penso: allo stesso modo di quando guardi i campi arati e scorgi, con felicità, le prime piante tingere di colore la terra invernale. Sarà così anche con i libri? Uno sbocciare di persone nuovamente affascinate dal panorama editoriale?
E allora, che ne dite di darci appuntamento a Bookcity?
O in una libreria di città?
O, magari, in metropolitana?
In qualsiasi caso: buona lettura!

Michele D’Amore
Per Touchpoint News, ho scritto vari reportage e, soprattutto, una rubrica ospitata, periodicamente, sul Today. In questo numero, esco con un nuovo pezzo. Spero vi piaccia!