Parole D’Amore – Pulizie di primavera a tema promo
Non gli armadi, ma le borse piene di cataloghi, flyer, brochure e bv.
Dunque, in questi giorni di pausa, tutto a un tratto, ti rendi conto di avere svariate tote bag che traboccano di materiali promozionali, stipate un po’ ovunque, in casa.
Com’è stato possibile? E, mentre ti poni questa domanda, parte un flashback istantaneo.
Giorno, interno fiera, stand interessantissimo, personale sorridente dietro al desk.
Ti chiedono: Posso lasciarle un catalogo? E tu: ma certo! E anche questa brochure? Ovviamente! E questa serie di ingombranti, ma splendidi, sample di prodotto? Evviva, grazie!
È andata sempre così. Mentre raccoglievi kg di materiale, in quell’attimo preciso, entusiasta di tutte le nuove informazioni, di quegli utilissimi strumenti di aggiornamento e possibilità, mentre ritiravi pesantissime tote bag con la disinvoltura di shopping addicted nel giorno delle promozioni, è stato facile dirsi che, questa volta, però, davvero! una volta a casa le avresti svuotate, avresti studiato i cataloghi, operato una cernita sugli articoli da tenere e, questi ultimi, li avresti archiviati ordinatamente negli scaffali domestici (I’m a freelancer!) che hai destinato al business.

Fonte: Depositphotos
Ma, invece, poi, una volta a casa, dopo aver passato un’intera giornata in fiera, hai ritrovato l’agenda con le mail a cui rispondere, la spesa da fare per cena, le chiamate, i progetti e quel film imperdibile, in tv.
Così, hai appoggiato le tote bag da qualche parte e, le stesse, il giorno dopo, in qualche modo, sono scomparse alla vista, spostate sempre un po’ più di lato: prima di fianco al divano, poi su un ripiano della libreria, poi sopra l’armadio e poi ciao.
Ed eccoti qui, in questo lento pomeriggio off, a decidere di fare ordine.
Le sollevi con fatica (ma come hai fatto a trasportarle da Rho fino al tuo appartamento?) e le svuoti, una alla volta, sul tavolo della cucina.
Leggere le brochure, i volantini, senza fretta.
Sfogliare i cataloghi tenendo un blocco di fianco (o un file aperto sul pc), per scrivere le note, le impressioni, le idee.
Sistemarli sugli scaffali come fossero libri: di costa, uno dopo l’altro.
Spedire qualche e-mail di richiesta informazioni.
Magari con una tazza di caffè e un dolcetto, nel relax di una giornata soffice, il telefono silenzioso, la città fuori un po’ assopita, forse il cielo velato che regala uno di quei pomeriggi nei quali è anche bello stare a casa.
In fondo, ce lo diciamo sempre che vorremmo avere del tempo per fare backoffice in pace e, dopo che hai svuotato la prima borsa, ti rendi conto che, in effetti, rappresenta un momento splendido di questo lavoro.
Non c’è un fatturato istantaneo, non ci sono closing né gare vinte, nessun nuovo cliente e nemmeno un contatto a cui inviare un preventivo.
Ci sei solo tu, magari in pantofole, a realizzare un desiderio di cui parli spesso ma che, chissà come mai, avevi sempre scalato in fondo alla classifica dei to do.
Fino a oggi.
E, ora che è tutto ordinato, vivace, fruibile, mentre guardi fuori dalla finestra la città in vacanza, ti torna la voglia di andare in fiera.
A scoprire, conoscere, incontrare, collezionare.
Adesso che i ripiani sono di nuovo liberi, c’è spazio per l’entusiasmo.
E, soprattutto… per la design week in arrivo.
Che belle, le giornate così.
Buona ripartenza!

Michele D’Amore
Per Touchpoint News, ho scritto vari reportage e, soprattutto, una rubrica ospitata, periodicamente, sul Today. In questo numero, esco con un nuovo pezzo. Spero vi piaccia!