Parole D’Amore – A. A. A. Copywriter freelance offresi

C’è stato un periodo nel quale avevo deciso di fare il copywriter freelance e mi trovavo a considerare le varie possibilità per comunicarlo. 

Avevo a disposizione i social, certo: potevo aprire una pagina e programmare ads.

Oppure acquistare un dominio e uscire con un blog. 

In rete, consigliavano anche di concentrarsi sui contenuti SEO. 

Fonte: Depositphotos

C’era poi il direct marketing: i libri in inglese, che sfogliavo alla velocità con la quale si leggono i fumetti, mi entusiasmavano presentandomi la possibilità di stampare coinvolgenti lettere da spedire ai vari, ipotetici e futuri, clienti.

Infine, alcuni colleghi mi passarono i link di siti dedicati alle offerte, nell’ambito delle professioni creative. 

Ma, prima di tutte queste cose, situazioni nuove che ancora non conoscevo, prima ancora di scoprire il social dedicato al lavoro, prima di maturare un cv, un portfolio, una case history da condividere sui portali specializzati, provai a mettere un annuncio sui giornali. 

Tipo A. A. A. copywriter offresi. 

Chissà che CTR potrei raggiungere, mi chiedevo, mentre scrivevo un bodycopy che stesse nei caratteri indicati dalle linee guida, entusiasta della possibilità di comunicare il mio desiderio di imprendere in modo sobrio, quasi silenzioso. 

Era stata mia mamma, a consigliarmi. 

E mi piaceva pensare che il mondo potesse essere, ancora, così semplice e diretto, così concreto.

Scrivendo le varianti dell’annuncio, mi ricordai di quando, da bambino, in un giorno di mercato, chiesi cento lire di lenticchie da seminare nel cotone, ricevendo, in cambio, una mini-bustina di carta che, in quel frangente, mi apparve splendida. 

“Non servono tanti soldi!!!” esclamai quella volta, elettrizzato “Vedi? Mi piace che con cento lire ci siano delle possibilità!” 

E, allo stesso modo, pensai la stessa cosa mentre scrivevo A. A. A. copywriter etc. 

Già mi immaginavo a sfogliare le pagine del quotidiano, magari in una mattina di sole, con un caffè e una brioche, ritrovarmi lì, in un quadratino, e fare un sorriso.

Poi, invece, non successe mai. 

Non ricordo se fosse una questione di budget, di categoria annuncio o se, invece, mi chiamarono per una presentazione da consegnare in meno di ventiquattro ore e tutto quel momento di sogni e profumi di carta da rotativa fu messo in pausa perché cominciai, in effetti, a lavorare. 

Sta di fatto che, questa settimana, vi ho raccontato il backstage di una campagna mai uscita, la quale, scorrendo le varie classificazioni dell’adv unconventional, penso si potesse classificare nella categoria seeding (proprio come i miei investimenti al mercato di quando ero piccolo). 

Ma, in effetti, c’è che questa rubrica si intitola Parole D’Amore e, quelle che avevo scritto, stando nel numero di caratteri e nel formato richiesto, erano così cariche di entusiasmo da rischiare di essere pubblicate negli annunci… sentimentali!


Michele D’Amore

Per Touchpoint News, ho scritto vari reportage e, soprattutto, una rubrica ospitata, periodicamente, sul Today. In questo numero, esco con un nuovo pezzo. Spero vi piaccia!

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