Parole D’Amore – Un esame da 25/30, una fiera editoriale e una copertina

All’uni, ho studiato su un certo numero di libri. 

Quasi tutti li ho acquistati, switchando tra i testi che ho trovato nelle librerie di seconda mano e quelli che, invece, ho preso nuovi, prima di passarci le ore di lunghissimi pomeriggi invernali e dense notti primaverili, l’aria profumata di alberi in fiore. 

Spesso, i titoli indicati nel programma, li potevi trovare anche nelle librerie generaliste: quelle in cui acquisti i romanzi, i gialli e, ultimamente, i manga. 

Invece, quando risultavano davvero introvabili, andavo in biblio e li prendevo in prestito. 

Fonte: Depositphotos

Ecco, ho memoria di un tomo, forse da studiare per qualche esame di teatro, che aveva una protezione trasparente in copertina. Questa, mi aveva colpito perché era esattamente della misura del tascabile, senza abbondanze: sembrava l’avessero realizzata per quell’esemplare.

Mi piaceva l’effetto brillante che, la copertina protettiva, regalava all’impostazione grafica del libro

e, soprattutto, lo stile con il quale si presentava il testo: c’era stato un pensiero, un’attenzione. 

Travolto da fotocopie di appunti scritti a mano, scadenze e ansia per l’appello imminente, l’idea di vivere tutta questa cosa in modo diverso mi aveva affascinato, facendomi apprezzare l’impegno della biblioteca, su quel particolare volume.

Che bello, lavorare ordinati, pensavo, fermarsi, un attimo, avere cura, valorizzare anche un libro come questo, non centrale nel programma, non parte del listone istituzionale. 

A quell’esame, probabilmente, presi un classico 25/30: così dimenticai tutte queste considerazioni, scagliai i libri più lontano possibile e mi tuffai al bar nella vietta dell’uni, a festeggiare con gli amici. 

Poi quest’anno, all’inizio della primavera, mentre vagavo per le corsie di una fiera editoriale, ho incontrato lo stand di CoLibrì Cover System.

“Davvero non ci conosce?” mi ha chiesto, stupito, un responsabile (in effetti ogni persona a cui ho anticipato l’idea di scrivere un pezzo su questo argomento ha commentato con un “Ah certo, CoLibrì!”).

“…no?” ho risposto, mentre fissavo il macchinario e la pila di copertine CoLibrì pronte all’uso. 

“Se ha un libro, le faccio vedere: lo ricopriamo”. 

Ho cercato nella tote bag e ho estratto il giallo tascabile acquistato pochi attimi prima, mentre, contemporaneamente, ponevo una pioggia di domande “Ma si incolla? Si fissa a caldo sulla copertina del libro? Rimane il segno? Si può togliere?” 

Il responsabile mi ha mostrato un testo dotato di una copertina CoLibrì e, in un attimo, l’ha sfilata dal volume, con naturalezza: “è il suo bello. Protegge senza risultare invadente!”

Ritirandolo, l’ho trovato piacevole al tatto, brillante, tutto da leggere. 

E così, mi è tornato in mente quel manuale del programma d’esame, insieme al desiderio di essere ordinato, attento e innamorato dei momenti dedicati allo studio. 

Ricordo che, quella volta, mi ero chiesto: Chissà come avranno fatto a realizzarla così precisa.  

Ora che l’ho scoperto, dopo anni, oltre a essermi tornata un’incredibile voglia di iscrivermi nuovamente all’uni (bellissimo), ho deciso che passerò più spesso in cartoleria, magari dopo un giro di shopping editoriale, per rendere i miei acquisti ordinati, belli, curati e, forse, tutti da studiare!

Grazie CoLibrì!


Michele D’Amore

Per Touchpoint News, ho scritto vari reportage e, soprattutto, una rubrica ospitata, periodicamente, sul Today. In questo numero, esco con un nuovo pezzo. Spero vi piaccia!

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