Bergader punta su formati proprietari in vista del centenario di Edelblu

Con un budget 2026 in linea con quello dello scorso anno, l’azienda intende però modificare il proprio media mix, scommettendo su nuovi progetti editoriali. A pochi giorni dall’evento dedicato al largo consumo organizzato da NIQ, ne abbiamo parlato con Diego Farinazzo, Direttore Marketing di Bergader Italia.

Diego Farinazzo

Quali saranno le principali attività di comunicazione di Bergader nel 2026? Su quali prodotti vi concentrerete?
Quest’anno lavoreremo principalmente su due direttrici: da un lato la costruzione di marca, dall’altro la valorizzazione dei nostri prodotti. Questo comporterà un lieve cambio di approccio, con una comunicazione un po’ meno descrittiva e più ispirazionale, nel senso che vorremmo riportare il formaggio al centro di un’esperienza, renderlo qualcosa di più che un semplice ingrediente. Abbiamo lavorato in maniera continuativa da ottobre dell’anno scorso fino a Pasqua sia sul brand Edelblu, di cui nel 2027 celebreremo il centenario, sia su Cremosissimo, che rappresenta per noi una porta d’ingresso verso un consumo un po’ più contemporaneo, perché è un prodotto un po’ meno tradizionale, estremamente versatile. Le campagne dovrebbero tornare on air in autunno con un ulteriore flight. Quest’anno non avremo nuovi lanci, ma siamo molto soddisfatti del prodotto che ha debuttato nel 2025, Briòlo, che è stato classificato da NielsenIQ come uno dei migliori nuovi lanci del mondo dairy in Italia.

Su quali mezzi investite in particolare? Quali saranno le novità nel media mix nel 2026?
L’intenzione è quella di avere un media mix ancora più integrato, dove ogni mezzo ha un ruolo preciso nel percorso del consumatore. TV e video sono centrali quando si parla di cibo, perché la parte visuale è fondamentale. Crescerà il peso del digitale per lavorare non solo su awareness e posizionamento, come succede in TV, ma anche sui contenuti e soprattutto sull’engagement del nostro pubblico. La vera novità è che investiremo sempre di più in formati proprietari e in progetti editoriali che siano capaci di vivere nel tempo e non legati a delle campagne tattiche momentanee. Non posso ancora anticipare troppo su questo progetto, ma dovrebbe vedere la luce entro la fine del 2026. 

Chi sono i vostri partner per la comunicazione?
Lavoriamo da diversi anni con dei partner consolidati, a partire da Agostino Toscana per la direzione creativa. L’agenzia Goodwill ci segue per quanto riguarda le media relations e la gestione dei canali social mentre la pianificazione media è a cura di MCM, con la consulenza di Sandra Grifoni. Al momento siamo molto soddisfatti di queste collaborazioni quindi non abbiamo motivo di cambiare. 

Anche quest’anno prosegue la partnership con lo chef stellato Riccardo De Pra: com’è nata questa collaborazione e come si sta evolvendo?
La collaborazione è nata per una sorta di prossimità concettuale: De Pra è uno chef “di montagna” e noi siamo produttori di formaggi di montagna. Abbiamo costruito una relazione molto proficua perché è una persona molto fantasiosa che ama mettere del suo in quello che fa e questo ci ha dato una marcia in più. Con lui abbiamo trovato un equilibrio interessante tra l’alta cucina e l’immersione nella quotidianità: un po’ meno celebrazione e più concretezza e convivialità.

Utilizzerete altri creator e food blogger?
Attualmente stiamo collaborando con creator e food blogger per i nostri canali social, ma con un approccio abbastanza selettivo: non vogliamo semplicemente “essere visti”, vogliamo credibilità. Quindi lavoriamo e lavoreremo con dei creator che abbiano una relazione autentica con il cibo e quindi anche col loro pubblico. In questo senso il loro ruolo non sarà solo quello di amplificare le campagne, ma proprio di contribuire alla creazione di contenuti.

Il budget di comunicazione subirà dei cambiamenti nel 2026?
Siamo in linea con lo scorso anno, quello che cambia non è l’ammontare del budget, quanto il modo in cui lo stiamo utilizzando, perché abbiamo spostato delle risorse da una logica puramente media a una logica più contenutistica e progettuale. La nostra azienda è cresciuta sia nel 2025 sia nei primi mesi del 2026, quindi, anche in vista dell’importante centenario, per il prossimo anno penso sia auspicabile spingere su questo acceleratore e vedere fino a dove possiamo arrivare.

Sarete presenti a Linkontro 2026: con quale obiettivo partecipate all’evento e che tipo di dialogo volete aprire con retail, industria e operatori del largo consumo?
Il nostro obiettivo è quello di confrontarci in modo concreto con il mercato: saremo gomito a gomito con persone che o fanno il nostro stesso mestiere, oppure sono la nostra controparte e quindi ci sarà un dialogo non solo in termini commerciali, ma anche soprattutto strategici.  Sarà importante per noi per capire come si evolve la collaborazione con il retail per costruire insieme del valore a scaffale, che è quello che interessa di più a tutti. Crediamo molto nella collaborazione tra industria e retail.

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