Cloud Marketing what?

Il futuro del marketing è tra le nuvole. Intervista a Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di Gruppo DigiTouch

Cosa è cambiato negli ultimi anni a livello di tecnologia e di contesto di mercato?

Simone Ranucci Brandimarte

Se la tecnologia prima era al servizio del business, ora è diventata centrale per cogliere e servire le esigenze del nuovo consumatore digitale. Le tecnologie hanno un impatto sempre più pervasivo, coinvolgendo anche il marketing, la finanza, l’amministrazione e tutta la catena produttiva. Allo stesso tempo si nota come le aziende abbiano oggi una carenza di competenze in campo tecnologico, investano ancora poco nelle tecnologie rispetto alle opportunità che queste offrono per soddisfare i bisogni dell’audience – e non abbiano ancora progettato una digital experience per il consumatore digitale del futuro. A fronte di questo scenario e al fine di mantenersi competitive, le aziende devono affrontare una grande sfida: quella di adeguare il proprio modello operativo. Per farlo hanno due alternative: trasformarsi in aziende tecnologiche oppure avviare modelli collaborativi con realtà specializzate nelle tecnologie. La strada della trasformazione in software house in realtà non è percorribile perché la maggior parte delle aziende oggi non ha in casa le competenze per implementare queste tecnologie. Quindi, prima ancora di presentarsi lo scoglio della dotazione tecnologica, si presenta la criticità legata a una mancanza di competenze. L’alternativa è ricercare sul mercato un partner a cui esternalizzare quelle attività che necessitano di forti competenze tecnologiche. Un Cloud Marketing Partner, ovvero un player flessibile, dinamico e competente in grado di gestire in outsourcing delle parti del processo di marketing, di organizzazione dell’offerta e dei front end al consumatore finale.

 

Cosa succederà nei prossimi 5-10 anni?

Le aziende avvieranno un modello collaborativo con realtà focalizzate sulle tecnologie e in particolare sulle tecnologie applicate al marketing e all’utente. Queste permetterà alle aziende di esternalizzare parti della filiera produttiva dell’azienda stessa e non doversi più preoccupare perché avrà un partner tecnologico, incentivato nel raggiungimento dei risultati, che saprà gestire il processo end to end e si occuperà degli adeguamenti tecnologici di oggi, domani e dopo domani. Tutto questo processo svolto dal partner tecnologico è chiamato Cloud Marketing (CM). 

 

Che origini ha il Cloud Marketing? In cosa consiste la nuvola? In che modo il Cloud Marketing supporta le aziende? 

Il concetto di Cloud Marketing ha radici simili a quelle del cloud: così come all’inizio degli anni 2000 la crescita smisurata della quantità di dati ha spinto le aziende a spostare la propria infrastruttura dai server presenti in azienda all’infrastruttura cloud esterna (Google, Amazon e Microsoft hanno avuto un ruolo chiave, adesso anche IBM), esattamente allo stesso modo oggi la presa di coscienza delle aziende di non essere più in grado di gestire una parte del business della filiera le spinge ad esternalizzare queste attività spostandole sulla nuvola del cloud marketing.

Tramite il Cloud Marketing l’azienda riesce a far leva sulla nuvola gestendo alcuni dei suoi processi in modo efficiente, competitivo e scalabile. È così che il Cloud Marketing permette all’azienda di non preoccuparsi delle complessità di innovazione tecnologica perché è il partner della nuvola a gestirle. Parlando di processi si allude ad esempio a quelli collegati a un e-commerce, quindi la gestione del canale, del CRM, del cross selling, del performance marketing, del content management e di tutti quei processi che una volta erano utili e oggi sono diventati indispensabili, core, perché bastano poche per conseguire performance molto più alte e sostenere costi molto più bassi. In questi termini possiamo dire che il Cloud Marketing è la risposta agli imperativi tecnologici che vengono dati alle aziende internazionali nei prossimi anni, o meglio ancora, è l’unica soluzione che rappresenta una valida alternativa per le aziende rispetto a fare investimenti tecnologici immensi.