La rivoluzione analogica – Misconosciuto alla ripresa della stagione. Faccio un lavoro rinnegato dallo Stato

Tornato dalle vacanze ricevo un messaggio da un’amica architetta che mi scrive: “Ho una buona idea per una campagna. Ti allego un link”. La prima considerazione è stata quella che io che faccio il pubblicitario non scriverei mai a un architetto: “ho avuto una buona idea per il progetto di una piazza”. In ogni caso, tant’è. Vado a controllare il link, si tratta di una pagina di Zooppa, la massima espressione dello svilimento di ogni professione della comunicazione.

Fonte: Depositphotos

Nel sito, le aziende di ogni dimensione indicano un budget (quasi sempre ridicolo) per la realizzazione di marchi, script e campagne. Si tratta di gare aperte a tutti. Il peggio è che la campagna che mi indica la mia amica parla di una gara del MiBACT (Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo) per il lancio del turismo lento, per dirla all’inglese, visto che al burocrate di turno sarà sembrato più “fico”, dello Slow Tourism.

La gara è aperta a tutti, anzi invitano “giovani visionari”, “…chi ha un nuovo sguardo”, “registi”. Insomma, invitano tutti, ma non fanno nessun riferimento alle imprese di comunicazione, agli art director, ai copywriter. Insomma, quella del comunicatore è una professione che possono fare tutti. Il bando è ancora più esilarante, nessun riferimento specifico ai target, ai media utilizzati, alla programmazione.

I miei anni di esperienza, i soldi investiti nello IED…tutto buttato, tempo e denaro. Allora cari amici, inutile portare avanti le vostre imprese di comunicazione, cari ragazzi smette di gettare i vostri soldi negli studi della comunicazione, degli istituti accademici.

Un Ministero dello Stato sta sconfessando i corsi accademici in comunicazione, design, marketing e pubblicità delle università statali e di prestigiose scuole private che hanno una grande credibilità anche all’estero.

Lo Stato sta rinnegando un’intera categoria professionale. Che tu sia dentista, barista, gommista, salumiere o avvocato puoi partecipare alla gara. Dopotutto basta un “giovane creativo”, “un nuovo sguardo”. È già abietta l’idea della gara senza un rimborso spese, perché quando fai una gara in comunicazione il lavoro (dall’impianto teorico al layout) l’hai già fatto. Come andare in sei ristoranti e pagare il conto solo a quello che ti è piaciuto di più.

Una gara pubblicata da un Ente statale nelle pagine che rappresentano la massima espressione dell’umiliazione. Il ring della lotta dei polli per quattro chicchi di grano. Un marchio realizzato per un piatto di pasta o una campagna ideata e progettata per quattro soldi.

Insomma, partecipate tutti, è vero, potenzialmente siamo tutti creativi, ma non tutti siamo professionisti. Art director, copywriter, il vostro è un “non lavoro”. Le vostre esperienze non hanno valore. Da un ministero mi sarei aspettato un invito aperto solo alle eccellenze. Una selezione tra agenzie che aderiscono alle associazioni professionali. Da un ministero mi aspetto un invito rivolto ai creativi dell’Art Director’s Club Italiano.

In poche parole, mi aspetto che quanto meno ammanti di serietà la tua gara, per quanto molte di esse sono già decise prima dello svolgimento… oppure era un’abitudine della Prima Repubblica.

Adesso siamo nella Repubblica dell’uno vale uno, quindi se volete un impianto dentistico creativo, dei calcoli strutturali generati da “un nuovo sguardo” o se volete un’amministrazione fiscale “laterale”, andate su un portale di gare e invitate barman, salumieri, giovani creativi, registi e perché no, anche qualche pubblicitario.

Alla fine ho chiamato l’amica architetta che mi ha proposto di fare insieme questa gara e le ho detto che al momento sono impegnato nella scelta dell’arredo urbano del mio quartiere e a strutturare la viabilità della rete ferroviaria.

 

Gianfranco Moraci. Sono siciliano e faccio il copywriter. Non facciamone un caso.
Lavoro e ho lavorato per agenzie di comunicazione nazionali e multinazionali, ma anche come consulente di comunicazione freelance per aziende italiane, internazionali ed Enti Pubblici.
Attualmente sono nomade tra Milano, Roma e la Sicilia. Mi alterno tra la coltivazione dell’orto e il terziario avanzato; tra la raccolta delle melanzane in campagna e le campagne per nuovi e vecchi media in città.
Ho lavorato a campagne internazionali e a Roma ho diretto il reparto creativo di importanti agenzie nazionali e internazionali.
Attualmente sono stato accolto amorevolmente da Milano e spero che possiate divertirvi a leggere le mie inutili divagazioni accolte dagli amici di Touchpoint.