Alberto Sangiovanni Vincentelli premiato con l’ASFOR Award for Excellence 2026
Figura di riferimento mondiale nell’innovazione tecnologica e nella progettazione elettronica, Alberto Sangiovanni Vincentelli ha ricevuto il premio durante la XXIV Giornata della Formazione Manageriale ASFOR ed è stato protagonista di un dialogo con il Presidente ASFOR Marco Vergeat. Nel suo intervento ha richiamato l’importanza del pensiero critico, della scienza e di una formazione capace di integrare competenze tecnologiche e cultura umanistica nell’era dell’intelligenza artificiale.

Al centro prof. Sangiovanni Vincentelli, alla sua destra Antonio Ragusa, Dean di Rome Business School e alla sua sinistra Marco Vergeat, Presidente ASFOR
Credit foto: Danilo D’Auria
Scienziato e imprenditore, pioniere dell’automazione nella progettazione elettronica e figura di riferimento mondiale nel campo dell’innovazione tecnologica, Alberto Sangiovanni Vincentelli, titolare della cattedra Edgar and Harold Buttner di Ingegneria Elettrica e Informatica presso l’Università della California, Berkeley, è stato premiato con l’ASFOR Award for Excellence 2026.
Il riconoscimento, con cui ASFOR Associazione Italiana per la Formazione Manageriale celebra l’eccellenza nel campo dell’innovazione, della cultura, del management e dell’imprenditoria, è stato conferito dal Presidente di ASFOR Marco Vergeat al culmine della XXIV Giornata della Formazione Manageriale ASFOR, intitolata “HUMANᴬᴵ. Ripensare la cultura e la formazione manageriale nell’era dell’intelligenza artificiale”, andata in scena il 17 e 18 giugno a Roma presso la sede di Rome Business School.
Dal 2013, l’ASFOR Award for Excellence viene assegnato a personalità che si sono distinte nei rispettivi campi di attività, imprimendo un segno nello sviluppo economico e sociale e contribuendo in modo significativo al progresso e al benessere della collettività attraverso l’attività di impresa, di ricerca scientifica e accademica.
«Nel 2026, abbiamo il piacere di conferire questo riconoscimento al professor Alberto Sangiovanni Vincentelli, Scienziato, Imprenditore e Leader Visionario che ha saputo trasformare i risultati della ricerca scientifica in imprese e tecnologie capaci di generare un impatto globale», ha spiegato il Presidente di ASFOR, Marco Vergeat, nel consegnare la targa.
Le realizzazioni scientifiche di Alberto Sangiovanni Vincentelli – si legge nelle motivazioni del premio – hanno trasformato la progettazione dei circuiti integrati, ponendo le basi tecnologiche che rendono possibile la produzione dei microchip presenti oggi in quasi tutti i sistemi elettronici avanzati.
«Le aziende da lui cofondate, Cadence e Synopsys, oggi leader mondiali nell’automazione della progettazione elettronica, rappresentano un esempio della sua capacità di coniugare eccellenza scientifica, innovazione e sviluppo industriale. Attraverso la sua attività accademica presso l’Università della California, Berkeley, il mentoring e la promozione del dialogo tra università e impresa, Alberto Sangiovanni Vincentelli ha contribuito a creare un ambiente in cui il talento dei giovani ha potuto trasformarsi in innovazione, responsabilità e impatto concreto sulla società», ha sottolineato ancora il Presidente Vergeat.
La consegna del premio è avvenuta nel contesto di un dialogo a cura del Presidente Marco Vergeat intorno al tema “Più Umanità nell’era dell’AI”, nel corso del quale Alberto Sangiovanni Vincentelli ha affermato: «L’intelligenza artificiale non trova sempre la soluzione: la scienza rimane fondamentale, sbaglia chi pensa il contrario. È fondamentale applicare il critical thinking tutte le volte che si usano tecnologie nuove di cui non si conoscono i meccanismi interni. Un principio fondamentale che ho tentato di seguire, per quanto possibile, è focalizzarsi sui principi, non sulla mera applicazione dello strumento. Per affrontare la sfida dell’intelligenza artificiale occorre conoscerne i fondamenti, non solo sapere come scrivere un prompt».
Vincentelli si è poi soffermato sul tema della formazione: «Troppo spesso si insegna a utilizzare gli strumenti senza averli davvero capiti. Per innovare, poi, a volte non bastano le materie scientifiche, bisognerebbe integrare le materie umanistiche in una visione globale del problema. Nel mio caso, alcuni dei risultati che ho ottenuto si sono ispirati alla filosofia classica, a Platone, a Sant’Agostino, a Kant, per esempio. Infine, i risultati della ricerca possono essere “eleganti”: in alcuni costrutti scientifici c’è bellezza, poiché spiegano il perché delle cose in modo essenziale e generalizzabile. Purtroppo, al momento, l’intelligenza artificiale ottiene risultati dispiegando un numero enorme di componenti e si avvale quindi di forza bruta, non di eleganza».
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