Hisense alla Milano Design Week 2026 con The Colorful District
Intervista a Tatiana Pampalone, Head of Marketing di Hisense Italia, sull’evoluzione della comunicazione del brand tra experience, innovazione tecnologica, advertising e posizionamento
Se il colore diventa un modo per raccontare la tecnologia, allora anche un’installazione può trasformarsi in una dichiarazione di marca. Parte da qui la riflessione di Tatiana Pampalone, Head of Marketing di Hisense Italia, che ci accompagna dentro una visione della comunicazione sempre più immersiva, accessibile e integrata.

Con “The Colorful District” Hisense torna al Fuorisalone con un’installazione immersiva che mette al centro il rapporto tra colore, tecnologia e vita quotidiana. Come nasce questo progetto e perché avete scelto proprio il linguaggio del colore per raccontare oggi l’innovazione del brand?
“The Colorful District” nasce da una riflessione molto semplice: la tecnologia è ormai parte integrante della nostra quotidianità, ma spesso viene ancora raccontata in modo distante, tecnico, poco emozionale. Noi abbiamo voluto ribaltare questa prospettiva, partendo dal colore come linguaggio universale, immediato e profondamente legato alle emozioni e al modo in cui viviamo gli spazi. In questo progetto il colore non è solo estetica, ma esperienza. È una chiave di lettura dell’innovazione, che diventa qualcosa di percepibile, vissuto, quasi fisico. Questo si riflette anche nella tecnologia che portiamo in scena: i nostri TV con tecnologia RGB MiniLED, a partire dal modello da 116”, lavorano sui tre colori primari per restituire immagini più fedeli, luminose e profonde, garantendo al tempo stesso un maggiore comfort visivo e una migliore efficienza energetica. È un prodotto iconico, ma soprattutto un esempio concreto di come la tecnologia possa trasformarsi in atmosfera ed emozione. E questo approccio non resta confinato ai prodotti flagship: la stessa tecnologia è alla base anche di serie con polliciaggi più accessibili come UR8 e UR9, perché la nostra visione è quella di rendere questa esperienza tecnologica e sensoriale parte della vita quotidiana delle persone.
L’installazione sembra tradurre in esperienza un’idea di tecnologia meno fredda e più emozionale, quasi narrativa. Quanto è importante per Hisense costruire occasioni in cui il prodotto esce dalla logica espositiva tradizionale e diventa parte di un racconto più coinvolgente?
È fondamentale, perché oggi le persone cercano esperienze significative. Per questo al Fuorisalone abbiamo costruito un vero e proprio percorso narrativo: non uno spazio da osservare, ma un “distretto” da attraversare. Il viaggio inizia all’Entrance, una soglia simbolica in cui il visitatore smette di essere spettatore e diventa parte attiva dell’esperienza. Qui riceve due strumenti – una matita con lente a sottrazione colore e una mappa – che lo accompagnano nella scoperta di parole nascoste e contenuti lungo tutto il percorso. Si prosegue verso The Central Plaza, uno spazio aperto e condiviso, quasi una piazza contemporanea, che rappresenta il cuore collettivo del distretto: un luogo di pausa e relazione, dove il colore si manifesta come esperienza condivisa. Il percorso continua in The Inner Court, primo ambiente interno e fulcro dell’intero progetto, una corte contemporanea in cui le finestre colorate diventano accessi a mondi diversi. Da qui si sviluppano le diverse room tematiche – Sport, Cinema, Fun, Kitchen & Winery, Bedroom e Laundry – ognuna legata a un momento della vita quotidiana e a un’atmosfera specifica. Il viaggio si chiude con The Immersive Room, che non è una fine ma una sintesi: dopo aver attraversato il distretto, il visitatore arriva a una nuova consapevolezza, quella del colore come chiave per leggere e vivere gli spazi. In tutto questo, la tecnologia non è mai protagonista dichiarata: è integrata, naturale, parte dell’esperienza.
Partendo da questa attivazione, vorrei allargare lo sguardo: come sta evolvendo, più in generale, la comunicazione di Hisense in Italia? Su quali asset state puntando oggi per rafforzare riconoscibilità, posizionamento e distintività del brand?
La nostra comunicazione in Italia sta evolvendo verso un modello sempre più integrato, continuo e omnicanale, in cui costruzione di brand e attivazioni di prodotto convivono lungo tutto l’anno. Negli ultimi anni abbiamo ampliato in modo significativo il nostro media mix, passando da una forte focalizzazione su digital e influencer marketing a una pianificazione più bilanciata che include TV, digital, radio e canali connessi, con l’obiettivo di aumentare reach, continuità e coerenza del racconto. Al centro di questo percorso c’è il posizionamento di Hisense come ecosistema tecnologico integrato, non come somma di singoli prodotti, ma come brand capace di rispondere in modo trasversale ai bisogni delle persone tra TV, home appliance e climatizzazione. Questo si traduce in una comunicazione always-on, dove campagne corporate costruiscono awareness e campagne più verticali approfondiscono l’innovazione di prodotto. Gli asset su cui stiamo puntando sono tre: continuità e copertura multicanale, capacità di rendere l’innovazione semplice e accessibile, e integrazione tra media, contenuti e partnership. In questo senso giocano un ruolo importante sia le collaborazioni più recenti, come quella con Rosy Chin, sia le partnership sportive storiche, tra cui la partnership globale con FIFA World Cup, che ci permettono di rafforzare rilevanza culturale e distintività del brand.
Oltre ai progetti speciali come il Fuorisalone, che ruolo hanno oggi le attività advertising nel vostro marketing mix? E come lavorate per tenere insieme brand awareness, racconto dell’innovazione tecnologica e obiettivi più direttamente commerciali?
Le attività advertising rappresentano oggi un pilastro centrale del nostro marketing mix, con un ruolo che va ben oltre la sola attivazione commerciale. Solo nell’ultimo anno abbiamo registrato un incremento degli investimenti pubblicitari tra il 12% e il 15%, a conferma di una strategia di crescita strutturata e continuativa. L’obiettivo è costruire un sistema integrato in cui brand awareness, posizionamento e performance convivano e si rafforzino reciprocamente. Lavoriamo su un media mix che combina TV, digital, social, radio e attivazioni esperienziali, con una logica di funnel integrato. L’advertising, in questo senso, diventa un elemento di connessione: da un lato costruisce notorietà e riconoscibilità del brand, dall’altro rende accessibile e rilevante il racconto dell’innovazione tecnologica, accompagnando il consumatore fino alla fase più vicina alla conversione. Il lavoro quotidiano è proprio quello di mantenere questa coerenza, evitando la separazione tra comunicazione di brand e comunicazione commerciale. Per questo le campagne sono progettate in modo sempre integrato, alternando momenti corporate e momenti di prodotto, e garantendo continuità narrativa su tutti i touchpoint, inclusi progetti speciali come il Fuorisalone, che rappresentano un’estensione esperienziale naturale del nostro racconto di marca.