Altro che “Game Over”: torna TEDx Fermo

Giuseppe Visi ci illustra le novità dell’appuntamento fissato per il 12 aprile

In vista della sesta edizione di TEDx Fermo, in programma domenica 12 aprile 2026 al Teatro dell’Aquila, abbiamo intervistato Giuseppe Visi, Organizer dell’appuntamento, per approfondire la visione e le scelte che stanno dando forma all’evento. Anche quest’anno Touchpoint è Media Partner dell’iniziativa, accompagnando il racconto di un appuntamento che si è ormai affermato come riferimento culturale per il territorio.

Giuseppe Visi

Che tipo di esperienza state costruendo per chi entrerà in sala?
Dal momento in cui si spegneranno le luci e si aprirà il sipario sul palco del Teatro dell’Aquila di Fermo, il prossimo 12 aprile, vorremmo che il pubblico sospendesse il giudizio ed entrasse in un’esperienza immersiva unica di partecipazione, che non sia soltanto di ascolto ma di condivisione, riflessione e pensiero critico. Il TEDx Fermo nasce con l’obiettivo di diffondere idee di valore nel nostro territorio, e negli anni l’evento è diventato sempre più strutturato: partecipare è un po’ come fare un viaggio che ci arricchisce. Nulla è lasciato al caso, dalla musica alle luci, dai momenti di silenzio ai cambi di ritmo. Concretamente, il pubblico non assisterà a una semplice sequenza di talk, ma a un racconto corale in cui ogni intervento contribuisce a costruire un significato più ampio. Ci saranno momenti di forte intensità emotiva e altri più introspettivi, momenti che spingono a guardare fuori e altri che invitano a guardarsi dentro. L’obiettivo è creare uno spazio sicuro, autorevole e stimolante, in cui le persone possano interrogarsi sul tema dell’evento, che ogni anno è volutamente provocatorio. Alla fine dell’evento, quando le luci si riaccendono, ci piacerebbe che ciascuno degli ospiti portasse a casa con sé non una risposta o una soluzione, ma una nuova prospettiva, uno sguardo diverso sulle proprie “partite aperte”: personali, professionali, sociali. Il TEDx Fermo 2026 vuole essere questo: un’esperienza che continua anche dopo essere usciti dal teatro!

Il titolo “Game over? La storia continua” promette un evento che non racconta solo finali, ma passaggi. In che modo questo tema influenzerà la scelta dei talk, il ritmo dell’evento e la sua narrazione complessiva?
Il cuore del tema sta proprio in quel punto interrogativo. “Game over” è un’espressione che tutti conosciamo, spesso associata alla fine di qualcosa, alla perdita, alla sconfitta. Ma cosa succede se ci fermiamo un istante prima di accettare quella fine come definitiva? “La storia continua” è un invito a guardare i momenti di crisi, di rottura o di cambiamento come passaggi, non come conclusioni. Questo approccio ha influenzato profondamente la scelta degli speaker e dei relativi talk. Abbiamo cercato di dare voce a persone che hanno vissuto un momento di “game over” – personale, professionale, sociale, culturale – e che hanno saputo trasformarlo in un nuovo inizio, anche quando guardare oltre non era evidente o semplice. Non parliamo solo di storie di successo, ma di percorsi autentici, complessi, talvolta incompiuti, che rispecchiano la realtà che viviamo. Anche il ritmo dell’evento seguirà questa logica: non sarà lineare, ma costruito per accompagnare il pubblico attraverso fasi diverse, come accade in ogni processo di cambiamento. La narrazione complessiva non vuole offrire soluzioni preconfezionate, ma stimolare una riflessione profonda sul tempo che stiamo vivendo e sul modo in cui scegliamo di attraversarlo. In un momento storico in cui parlare di limiti, di rotture e di rinascite è cruciale – perché siamo tutti immersi in un senso di precarietà collettiva – serve più che mai trovare nuovi modi per affrontare le sfide. Servono storie vere, di chi ce l’ha fatta a rinascere dalle ceneri, più autentiche e coraggiose. “Game over?” è un invito urgente a guardarsi dentro, a cambiare prospettiva, e a scoprire il potere di reinventarsi.

Una delle novità più significative sarà il coinvolgimento diretto degli studenti.
Il coinvolgimento degli studenti rappresenta una scelta culturale ed etica prima ancora che organizzativa. Nello spirito del TED, crediamo che ogni evento debba essere aperto e accessibile a tutti e tutte, a prescindere dall’età e dal background sociale e culturale, perché ognuno può apportare un contributo prezioso alla discussione. Per questo abbiamo deciso di includere attivamente gli studenti, dando loro un ruolo reale nella costruzione dell’edizione 2026. Quello che proponiamo, quindi, nel quadro del nostro “Progetto Scuole” è un incontro all’interno dei principali istituti scolastici del Fermano, in cui i volontari del TEDx Fermo illustreranno la mission e il funzionamento di un evento TEDx, con un focus particolare sulla tematica 2026. Promuovere la fruizione dei TEDxTalk tra i giovanissimi stimola la crescita del pensiero critico e degli stimoli culturali, oltreché lo sviluppo di competenze trasversali: tra cui public speaking, capacità di analisi, creatività e problem solving. I vari incontri verranno poi filmati e mostrati il giorno dell’evento al pubblico in sala: crediamo che dare spazio allo sguardo delle nuove generazioni significhi credere in un futuro che noi adulti spesso fatichiamo a immaginare.

Che cosa rende questa edizione diversa dalle precedenti, al di là del tema scelto?
Ogni edizione del TEDx Fermo è stata un passo in avanti, ma quella del 2026 segna un momento di particolare consapevolezza. Dopo anni di lavoro, sperimentazione e ascolto del territorio, sentiamo di essere entrati in una fase di maggiore maturità. Questo si traduce in una visione più ampia, che non riguarda solo l’evento in sé, ma l’impatto che vogliamo generare intorno a noi. La differenza sta nel metodo: più dialogo con il territorio, più collaborazione tra mondi diversi, più attenzione alla costruzione di una comunità che viva il TEDx Fermo non come un appuntamento isolato, ma come un punto di riferimento culturale. Abbiamo scelto di osare di più, di uscire da schemi già collaudati, mantenendo però una forte coerenza con i valori TED: idee che meritano di essere diffuse, ma anche ascoltate con responsabilità. Il TEDx Fermo 2026 non è solo un evento più grande, ma un evento più profondo, che prova a lasciare un segno duraturo nel modo in cui il territorio pensa, dialoga e immagina il futuro.

Il Teatro dell’Aquila è un luogo simbolico per la città di Fermo. Che valore ha ospitare il TEDx Fermo 2026 proprio lì?
Il Teatro dell’Aquila non è solo una location prestigiosa, ma un simbolo identitario per la città di Fermo. È uno spazio che da secoli ospita storie, emozioni, trasformazioni. Portare il TEDx Fermo in questo luogo significa inserire il nostro racconto all’interno di una continuità storica e culturale. Vogliamo che si crei un dialogo autentico tra lo spazio e i contenuti. Le idee che verranno condivise sul palco parlano di cambiamento, di passaggi, di nuove possibilità: farlo in un teatro storico rafforza il messaggio che ogni epoca affronta le proprie sfide e riscrive la propria storia. Il pubblico non sarà solo spettatore, ma parte attiva di questo dialogo, immerso in un contesto che amplifica il valore delle parole. Inoltre, la storia del Teatro ha anche un legame stretto con il tema stesso dell’evento: infatti, nella notte tra il 23 e il 24 gennaio 1826 l’edificio è stato colpito e distrutto da un incendio, che sembrò segnare la fine del Teatro. La successiva chiusura, invece, si trasformò in una straordinaria stagione di rinascita architettonica. Grazie al progetto di Giuseppe Ghinelli, la sala assunse la forma attuale con 124 palchi e un nuovo palcoscenico, arricchendosi nel 1828 del “volto” di Luigi Cochetti, la decorazione a tempera del soffitto dedicata ai Numi dell’Olimpo. A completare questo capolavoro di restauro fu l’installazione, nel 1830, del monumentale lampadario parigino a 56 bracci in ferro dorato, simbolo del prestigio internazionale ritrovato dalla città di Fermo. Quando l’incendio del 1826 ha spento le luci del Teatro dell’Aquila, nessuno immaginava che il sipario si sarebbe riaperto su un capolavoro del Ghinelli. Un “Game Over” trasformatosi in un nuovo livello di bellezza, dove l’arte di Cochetti sfida il tempo da quasi due secoli. 

Che tipo di pubblico vi aspettate e perché, secondo te, vale la pena esserci dal vivo al TEDx Fermo 2026?
Ci aspettiamo un pubblico curioso, eterogeneo, molto diverso per età e background. Studenti, professionisti, imprenditori, insegnanti, creativi, cittadini che sentono il bisogno di fermarsi e di riflettere su ciò che sta cambiando intorno a loro. Il TEDx Fermo è sempre stato uno spazio inclusivo, dove la diversità degli sguardi è una ricchezza. Essere presenti dal vivo è fondamentale perché il TEDx non è solo contenuto, ma relazione. È l’energia che si crea in sala, il silenzio condiviso durante un talk, lo scambio di idee nei momenti di pausa, gli incontri inattesi. Tutti elementi che non possono essere replicati da uno schermo. Il TEDx Fermo 2026 è un invito a prendersi del tempo, a lasciarsi attraversare dalle storie degli altri per rileggere la propria. In un’epoca che corre veloce e spesso sembra dirci che la speranza in un mondo migliore “è finita”, essere presenti significa scegliere di credere che, invece, la storia continua.

Per maggiori informazioni e partecipare all’evento: tedxfermo.it

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