Spoleto celebra Robert Wilson con il Premio Carla Fendi al Watermill Center
(Adnkronos) – La Fondazione Carla Fendi rende omaggio al regista e drammaturgo statunitense Robert Wilson (1941-2025) con il Premio Carla Fendi Steam 2026, assegnato oggi al Watermill Center, il laboratorio internazionale per le arti e le scienze umane fondato dall’artista nel 1992. Il riconoscimento è stato consegnato al direttore artistico del centro, Charles Chemin, dall’attrice Isabella Rossellini prima del concerto finale in piazza Duomo a Spoleto a conclusione del 69esimo Festival dei Due Mondi.
La consegna è stata preceduta da un incontro al Teatro Caio Melisso Carla Fendi dedicato alla figura di Wilson e all’eredità del Watermill Center, moderato da Antonio Monda. L’evento ha riportato al centro della scena il rapporto profondo tra l’artista e la città umbra, legame nato nel 1974 quando Wilson, allora ancora poco conosciuto, arrivò a Spoleto invitato da Giancarlo Menotti per il Festival dei Due Mondi. Da quel momento il regista tornò per un decennio con produzioni memorabili, diventando una delle figure più innovative del panorama teatrale internazionale. La relazione artistica e umana con Spoleto si è consolidata negli anni anche grazie all’amicizia con Carla Fendi e successivamente con Maria Teresa Venturini Fendi, con cui Wilson condivise l’interesse per le connessioni tra arte e scienza.
Il tributo nasce anche dal ricordo di un progetto fortemente voluto da Wilson e rimasto incompiuto dopo la sua scomparsa: “1 have you been here before – 2 no this is the first time”, titolo della prima lecture/performance che il regista avrebbe dovuto realizzare al Cern di Ginevra, il più grande polo tecnologico per la ricerca nucleare e la promozione della scienza.
Nel lavoro di Wilson la scienza è stata spesso intrecciata alla ricerca artistica: dalle grandi installazioni ambientali alle relazioni tra matematica, musica e spazio scenico. Un territorio creativo in cui precisione e immaginazione convivevano, dando origine a una forma di teatro unica e riconoscibile. A colmare il vuoto lasciato dall’artista restano le sue opere, rappresentate ancora oggi in tutto il mondo, e il lavoro del Watermill Center, che continua a custodirne la visione.
Sul palco del Teatro Caio Melisso Carla Fendi, Charles Chemin ha raccontato aspetti inediti dell’universo creativo di Wilson. Regista e drammaturgo franco-americano, Chemin è stato prima allievo e poi co-regista di oltre venti produzioni di Wilson. Lo stesso artista lo aveva indicato come suo successore alla direzione artistica del Watermill Center. Tra i due si è sviluppato un rapporto durato quarantadue anni, nato da una conoscenza iniziata quando Chemin era ancora bambino. Come ha raccontato lo stesso Chemin, Wilson telefonava spesso ai suoi genitori – il padre attore e regista, la madre costumista – e chiedeva di parlare con lui quando ancora non aveva imparato a parlare.
“Abbaiava al telefono” dice scherzosamente Chemin “e io rispondevo abbaiando a mia volta. Questa comunicazione non verbale poteva durare a lungo. Era puro gioco e fuga dalla razionalità”. Un linguaggio fatto di gesti, silenzi e intuizioni che sarebbe diventato parte del metodo creativo di Wilson e del rapporto con i suoi collaboratori . “Ho 10 anni quando sono andato per la prima volta al Watermill Center”, ha ricordato Chemin. Nel corso degli anni Wilson ha condiviso sempre maggiori responsabilità con il suo collaboratore, arricchendo la propria ricerca grazie al contributo di artisti e professionisti diversi. Oggi Chemin porta avanti questo percorso nel segno della continuità e dell’apertura. “Continueremo a mettere in risalto la visione unica di Bob, ma anche l’apertura che come lui stesso ha voluto fin dall’inizio caratterizza il Watermill e garantisce che il nostro percorso verso la creazione artistica rimanga vivo e stimolante.”
Anche Isabella Rossellini ha ricordato il rapporto con Wilson e il suo modo rivoluzionario di intendere il teatro. “La prima impressione che ebbi di Bob fu ‘Che bell’uomo!’”, ha raccontato Isabella Rossellini. “Poi sono rimasta colpita dalla sua gentilezza. Un perfetto gentiluomo. Era così alla mano che ho osato dirgli: ‘Non capisco il tuo spettacolo’. Lui ha risposto: ‘Nemmeno io. Se dovessi capirlo, perché farlo?’. E con una sola frase mi ha liberata dal vincolo della razionalità, della logica e della narrazione”.
Maria Teresa Venturini Fendi ha ricordato il processo creativo di Wilson e la sua capacità di trasformare immagini e intuizioni in costruzioni artistiche complesse. “Bob ti stregava quando parlava dei suoi progetti. Da spettatrice la sua arte mi appariva totalmente libera, ma anche scientificamente precisa. Partiva sempre da un’immagine, mentale o anche reale: un suo schizzo sintetizzava pensieri molto complessi e inaspettate connessioni con la matematica e la scienza. Una volta sulla tovaglia di carta di un bistrot dove avevamo cenato insieme, tracciò davanti ai miei occhi lo schema matematico di come aveva concepito Einstein on the Beach. Il suo processo creativo è stato parte integrante della sua arte ed oggi è bello poterlo ricordare.”
Il Premio Carla Fendi Steam 2026 prevede un contributo finanziario destinato a sostenere le attività del Watermill Center, che Wilson aveva immaginato come “un luogo che offre a una comunità globale tempo, spazio e libertà per creare e ispirare”. Il centro continua oggi la propria attività attraverso residenze artistiche, mostre, programmi educativi per ragazzi e bambini e il Summer Festival, appuntamento in cui gli artisti sono chiamati a lavorare in modo collaborativo. (di Paolo Martini)
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