L’Arena di Verona celebra i 150 anni dalla nascita di Giovanni Zenatello
(Adnkronos) – Una conferenza con ascolti storici, un libro che ne ripercorre vita, imprese e influenza, un’esposizione lunga tutto il Festival, una serata dedicata. Fondazione Arena di Verona ricorda Giovanni Zenatello a 150 anni dalla nascita, tenore veronese, talent-scout e impresario d’opera in Arena nel 1913, atto di nascita dell’Opera Festival areniano.
Esattamente il 22 febbraio 2026, il giorno in cui l’Anfiteatro ospitava la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali, coincideva con uno dei compleanni più speciali per l’Opera Festival. Un compleanno ricordato, per l’occasione, a una platea televisiva di milioni di spettatori (oltre sei solo nella diretta Rai in Italia). Quello stesso giorno, 150 anni fa, nel 1876, nasceva a Verona Giovanni Zenatello. Tenore, artista, impresario coraggioso. Fu lui per primo a capire che l’Arena poteva ospitare spettacoli grandiosi destinati a scrivere la storia. E così, il 10 agosto 1913, portò in scena la prima rappresentazione di Aida in occasione del Centenario della nascita di Giuseppe Verdi, coinvolgendo Rovato, Cusinati, Serafin e altri artisti del tempo che credettero nell’impresa, così fortunata da ripetersi ogni anno, fino ad oggi.
Giovanni Zenatello (1876-1949) fu uno dei più grandi tenori dei primi decenni del Novecento: i massimi operisti del suo tempo, tra cui Puccini, scrissero nuove opere appositamente per lui; fu tra i primi artisti a registrare la propria voce per la commercializzazione della musica su disco, scoprì talenti di portata storica, da Fleta a Lily Pons, fino a Maria Callas, che ventitreenne fece il suo vero debutto internazionale in Arena grazie all’audizione avuta a New York proprio con Zenatello. Fondazione Arena dedica una serie di iniziative speciali per celebrare questo anniversario, a cominciare dall’incontro di presentazione tenuto oggi (lunedì 18 maggio) in Sala Maffeiana, aperto alla cittadinanza e aperto dagli interventi di Marta Ugolini, assessora alla Cultura di Verona, Cecilia Gasdia, sovrintendente di Fondazione Arena, Giovanni Zenatello, pronipote dell’omonimo tenore, e Michele Magnabosco, Bibliotecario conservatore dell’Accademia Filarmonica di Verona. A seguire una conferenza musicologica, in cui il critico e docente Davide Annachini ha ricostruito la vocalità di Zenatello, interprete di riferimento e creatore di personaggi, e il lascito artistico e discografico attraverso l’ascolto di rare esecuzioni storiche, fra le prime documentate dal disco. Una storia che si intreccia con la Storia del Novecento, tutta da scoprire.
Si intitola “Grazie Zenatello” la nuova pubblicazione promossa da Fondazione Arena di Verona con la famiglia Zenatello. A curarla lo stesso Davide Annachini: nel volume di 200 pagine, viene riproposta la biografia firmata dalla figlia, Nina Zenatello Consolaro, nel 1976, per la prima volta corredata da note storiche che contestualizzano accuratamente e talvolta correggono miti e ricordi personali, per completare un ritratto accessibile a tutti i lettori di oggi. Il volume è introdotto da un ampio saggio, che fornisce ulteriori informazioni storiche alla luce di più recenti scoperte, e corredato da un apparato iconografico di 50 fotografie d’epoca, molte delle quali inedite, con dediche autografe di compositori, colleghi, artisti scoperti dal tenore, poi anche Sovrintendente dell’Ente Arena. Il volume sarà donato in autunno a tutte le biblioteche e a tutte le scuole secondarie, accademie e università di Verona e provincia.
Durante tutto il 103° Arena di Verona Opera Festival sarà visibile un pezzo di storia: all’interno dell’arcovolo 1, a fianco della targa commemorativa dei fondatori del Festival, verrà esposta la storica spada bronzea realizzata appositamente per le prime recite di Aida nel 1913. In collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona che la custodisce tutt’oggi, sarà allestita una teca realizzata appositamente dai laboratori areniani per omaggiare Zenatello con il vasto pubblico internazionale dell’Arena.
Inoltre, la recita del 2 luglio 2026, rappresentazione di Aida numero 780 dalla prima serata 1913, sarà dedicata a Giovanni Zenatello con un ricordo speciale prima dell’opera. Un omaggio che è una riscoperta doverosa per il pubblico veronese e non solo.
Marta Ugolini, assessora alla Cultura, al Turismo e ai Rapporti con l’Unesco del Comune di Verona, ha ricordato il valore del coinvolgimento della città da parte di Zenatello, «un vero e proprio imprenditore culturale che ha saputo sognare e rischiare nella gestione del festival lirico. La generazione dei nostri nonni conosceva i brani dell’opera lirica a memoria anche grazie alla concezione popolare dell’opera in Arena introdotta da Giovanni Zenatello. Auspichiamo che la visione e il coraggio di Zenatello siano da esempio alla città di Verona e a tutti noi anche in futuro».
Cecilia Gasdia, sovrintendente di Fondazione Arena, ha espresso particolare soddisfazione per le iniziative presentate: «Sin dalla mia prima estate come Sovrintendente, ho desiderato un Festival che guardasse avanti senza dimenticare le proprie radici. Abbiamo costantemente ricordato i primi grandi mecenati dell’Arena di Verona. A Giovanni Zenatello dobbiamo davvero molto. Non solo per quanto ha ideato nel 1913, ma anche per le scoperte di talenti negli oltre trent’anni successivi. Questo 150° anniversario ci consente di conoscerlo meglio. Lui, dall’opera, ha avuto tutto e ha voluto donare l’opera a tutti».
Giovanni Zenatello, pronipote e membro delle 67 colonne per l’Arena di Verona, si è detto particolarmente emozionato: «Ho parlato spesso in pubblico dello zio Giovanni. Oggi però sono più emozionato del solito, per le diverse iniziative promosse da Fondazione Arena. La sua è la storia di un artista, imprenditore e veronese che merita di essere conosciuta da tutti. Spero che lo zio da lassù ci guardi e sia orgoglioso di noi e della sua città».
«Un artista nato nell’Ottocento ma tutto proiettato al secolo nuovo, solido nel canto e moderno nel gusto – ha illustrato Davide Annachini, con ascolti di incisioni realizzate da Zenatello tra il 1903 e il 1947 -. Tenore antidivo e uomo rimasto semplice nonostante il successo internazionale, non visse del suo passato ma seppe reinventarsi sempre, dimostrando capacità manageriali e di talent scout infallibile. Ma soprattutto rimase sino alla fine un veronese di grandi qualità umane, benvoluto da tutti quelli che ebbero la fortuna di averlo come collega e amico».
La presentazione, introdotta dai saluti dell’Accademia Filarmonica di Verona portati da Michele Magnabosco, si è conclusa con l’esposizione in anteprima della spada, destinata all’Arena per il Festival 2026, la stessa realizzata nel 1913 “dall’associazione veronese fra commercianti ed industriali” per Giovanni Zenatello, con i simboli della città e il nome del tenore dedicatario incisi tra le decorazioni egizie. Annunciate nuove sorprese, nel segno della valorizzazione di questo patrimonio storico, artistico e simbolico.
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