Sotheby’s apre la stagione delle aste a New York
(Adnkronos) – Sotheby’s ha inaugurato la stagione delle grandi aste di primavera a New York con numeri da record e una vendita “white glove”, termine che nel gergo del mercato dell’arte indica un incanto con il 100% dei lotti venduti. Protagonista assoluta della serata di giovedì 14 maggio è stata la collezione del celebre mercante newyorkese Robert Mnuchin, scomparso nel 2025 all’età di 92 anni, capace di totalizzare 166,3 milioni di dollari grazie soprattutto a un capolavoro di Mark Rothko battuto per 85,8 milioni.
Il risultato complessivo delle aste serali di arte moderna e contemporanea ha raggiunto i 433,1 milioni di dollari, con un incremento del 133% rispetto alle vendite equivalenti del maggio 2025. Collezionisti provenienti da 32 Paesi hanno partecipato ai rilanci, mentre Sotheby’s, sottolinea con l’Adnkronos, il crescente peso dei compratori asiatici, protagonisti degli acquisti delle opere di Rothko, Andy Warhol, David Hockney e dei nuovi artisti emergenti.
Il capolavoro assoluto della serata è stato “Brown and Blacks in Reds” (1957) di Mark Rothko, monumentale tela espressionista astratta alta oltre due metri, battuta per 74 milioni di dollari e salita a 85,8 milioni con commissioni incluse. Si tratta del secondo prezzo più alto mai raggiunto da Rothko in un’asta pubblica. L’opera apparteneva un tempo al magnate degli alcolici Joseph E. Seagram e fu acquistata da Mnuchin nel 2003 per appena 6,7 milioni di dollari.
Sempre dalla collezione Mnuchin proveniva “No. 1” (1949), ancora di Rothko, venduto per 20,8 milioni di dollari, quasi sette milioni in più rispetto alla sua ultima apparizione sul mercato nel 2017. Grande entusiasmo anche per Willem de Kooning: un’astrazione senza titolo del 1970 ha raggiunto 10,8 milioni dopo una lunga battaglia tra sette offerenti, mentre tre opere dell’artista provenienti da diversi decenni della sua carriera hanno totalizzato complessivamente 27,2 milioni.
La seconda parte della serata, dedicata all’arte contemporanea, ha registrato 266,8 milioni di dollari con il 91% dei lotti venduti. A guidare la vendita è stato Jean-Michel Basquiat con “Museum Security (Broadway Meltdown)” del 1983, aggiudicato per 52,7 milioni di dollari e diventato la quinta opera più costosa dell’artista mai passata in asta pubblica.
Tra i protagonisti anche Andy Warhol con “Brigitte Bardot” (1974), realizzato per Gunter Sachs, ex marito dell’attrice francese. Dopo cinque minuti di rilanci serrati tra sei collezionisti, il dipinto è stato venduto ad un collezionista asiatico per 24,8 milioni di dollari, stabilendo il record per la serie dedicata a Bardot.
Molto bene anche la collezione di Jean e Terry de Gunzburg, che ha totalizzato 50,7 milioni di dollari con il 100% dei lotti venduti. Da questa raccolta provenivano un “Untitled” di Rothko, aggiudicato per 16,5 milioni, e “Concetto spaziale, Il cielo di Venezia” di Lucio Fontana, salito a 16,4 milioni dopo una competizione durata oltre cinque minuti, fissando il nuovo record per la serie ‘Venezie’.
La serata ha inoltre evidenziato la tenuta del segmento “ultra-contemporary”, dedicato agli artisti emergenti, che negli ultimi anni aveva subito un forte rallentamento. Il giovane pittore cinese Ding Shilun, nato nel 1998 e ancora senza una mostra personale a New York, ha quintuplicato le stime con “Three Princes” (2022), venduto per 358.400 dollari. Successo anche per Yu Nishimura, il cui “Leaves carpet” ha sfiorato il milione di dollari dopo una lunga gara tra collezionisti.
Nuovi record personali sono arrivati anche per Joseph Yaeger e Florian Krewer, mentre Sarah Sze ha superato i 600 mila dollari con “The Day Away”. Da segnalare inoltre il nuovo record per Kenneth Noland: il dipinto “Circle” è stato battuto per 5,5 milioni di dollari dalla collezione della collezionista Jennifer Gilbert, con il ricavato destinato a Lumana Detroit, futura fondazione culturale dedicata al sostegno di artisti e istituzioni nella città americana. (di Paolo Martini)
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