Infratel Italia accelera: ricavi a 50 milioni e ruolo sempre più centrale nella connettività nazionale

Infratel Italia

Crescita solida, maggiore prevedibilità dei ricavi e un posizionamento sempre più strategico nel sistema Paese. È questa la fotografia che emerge dalla Relazione Annuale 2026 presentata alla Camera da Infratel Italia, società del gruppo Invitalia.
Nel triennio 2023-2025, la società registra ricavi diretti che crescono fino a 50 milioni di euro nel 2025, rispetto ai 34,7 milioni del 2022, mentre il risultato netto si attesta a 5,3 milioni e il margine operativo lordo raggiunge i 5,8 milioni. In ottica di posizionamento e marketing pubblico, è la qualità della crescita: i ricavi ricorrenti segnano un incremento del 16% e oltre il 60% delle entrate risulta già coperto da contratti pluriennali. Una dinamica che rafforza la stabilità del modello e riduce l’esposizione alla volatilità tipica dei progetti infrastrutturali.

Infratel e PNRR: un ruolo centrale nella digitalizzazione dell’Italia

Il valore complessivo delle commesse gestite tocca gli 8,5 miliardi di euro, confermando Infratel Italia come uno degli attori chiave nell’implementazione delle politiche pubbliche per la digitalizzazione. Il ruolo della società si è infatti progressivamente ampliato, passando da braccio operativo della Strategia Banda Ultralarga a piattaforma istituzionale capace di coordinare interventi complessi anche nell’ambito del PNRR.

Questa evoluzione si riflette anche nell’impatto sul territorio. L’infrastrutturazione digitale ha raggiunto milioni di unità immobiliari con la fibra ottica e ha abilitato la connessione di scuole e strutture sanitarie su larga scala, contribuendo in modo concreto al miglioramento degli indicatori europei. Non a caso, secondo il DESI, la copertura FTTH italiana ha superato la media UE, attestandosi al 70,7% nel 2025. Un risultato che rafforza la narrativa dell’efficacia dell’intervento pubblico e consolida la credibilità del sistema Italia nel percorso di trasformazione digitale.

Infratel Italia: ricavi a 63 milioni e nuovi servizi digitali

Sul piano strategico, la traiettoria di crescita non si esaurisce con il ciclo del PNRR. Le proiezioni al 2030 indicano ricavi in ulteriore aumento fino a 63,1 milioni, sostenuti da una progressiva diversificazione delle attività che include, oltre alla gestione delle concessioni, anche lo sviluppo di servizi a maggior valore aggiunto. In questo scenario, anche il capitale umano diventa leva competitiva: la struttura organizzativa è destinata a crescere e stabilizzarsi, con una maggiore incidenza di personale a tempo indeterminato, segnale di consolidamento e maturità.

«La crescita dei ricavi è il risultato di un lavoro costruito negli anni, ma il dato più rilevante è il funzionamento della rete, elemento strategico e a servizio del Paese – ha affermato Alfredo Maria Becchetti, Presidente Infratel Italia -. I piani sviluppati da Infratel hanno rafforzato l’infrastruttura nazionale delle reti, contribuendo alla diffusione della banda Ultralarga. Abbiamo potuto constatare come, laddove siamo arrivati con le nuove infrastrutture, abbia preso avvio un nuovo processo di ripopolamento dei territori: la presenza di servizi digitali avanzati porta con sé imprese, sviluppo economico e ricchezza, offrendo nuove opportunità anche ai piccoli borghi. Riducendo il digital divide, abbiamo migliorato il livello e la qualità della vita dei cittadini: portare la fibra ottica ovunque, connettendo scuole e strutture sanitarie, significa creare reali condizioni di benessere diffuso e di inclusione digitale su tutto il territorio nazionale. Come società, stiamo finalmente ponendo le basi per una digitalizzazione a 360 gradi. In tal senso, il PNRR ha dato una spinta decisiva, permettendo di raggiungere anche le aree più difficili e a fallimento di mercato. L’obiettivo ora è completare la copertura entro il 2030, garantendo a tutto il Paese connessioni adeguate al futuro».
L’ambizione dichiarata è quella di evolvere da soggetto attuatore a protagonista stabile nella governance delle infrastrutture digitali. Infratel Italia si propone infatti come “abilitatore della sovranità nazionale di connettività pubblica”.

«L’obiettivo deve essere quello di assicurare una connettività stabile, performante e realmente fruibile, soprattutto nelle aree che ancora soffrono ritardi infrastrutturali – ha dichiarato Pietro Piccinetti, AD Infratel Italia -. La sfida non è solo completare le reti, ma anche garantirne nel tempo sicurezza, efficienza e capacità operativa, fattori cruciali per proteggere servizi essenziali come quelli sanitari, scolastici e amministrativi. Il PNRR ha rappresentato un potente acceleratore, ora occorre completare e rafforzare il presidio della governance delle reti pubbliche. Infratel Italia dovrà potenziare il proprio ruolo come presidio strategico dello Stato sulle infrastrutture di rete, contribuendo a garantire coordinamento, continuità e sicurezza».

 

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