CoorDown lancia la campagna «Just Evolve» contro il linguaggio abilista

CoorDown lancia la campagna «Just Evolve» contro il linguaggio abilista

In occasione del World Down Syndrome Day 2026, il Coordinamento nazionale delle associazioni delle persone con sindrome di Down, CoorDown, presenta la campagna internazionale «Just Evolve», realizzata in collaborazione con l’agenzia SMALL di New York.

L’iniziativa invita a riflettere su un tema spesso sottovalutato: l’uso delle parole legate alla disabilità come insulto o come espediente comico. Un linguaggio che, anche quando non è rivolto direttamente a una persona con disabilità, contribuisce a rafforzare stereotipi e discriminazioni.

L’obiettivo della campagna è semplice ma ambizioso: far evolvere il linguaggio e la cultura, trasformando espressioni offensive in un ricordo del passato.

Il problema del linguaggio abilista

Secondo CoorDown, il problema non riguarda soltanto l’utilizzo di una parola sbagliata, ma l’immaginario abilista che il linguaggio alimenta nella vita quotidiana, nei media e nelle istituzioni.

Quando la disabilità viene usata come insulto o come metafora negativa, le persone vengono ridotte a simboli o scorciatoie narrative. Il risultato è un impatto concreto: stereotipi rafforzati, discriminazioni legittimate e una partecipazione sociale resa più difficile.

Ogni cultura possiede il proprio vocabolario dell’esclusione. Nel mondo anglosassone si usa il termine «retarded», noto anche come R-word. In Italia espressioni come «ritardato» o «mongoloide» portano con sé lo stesso carico di stigma, così come parole simili in francese o in spagnolo.

Secondo la campagna, queste espressioni non sono semplici battute: producono un danno reale sulle persone con sindrome di Down e su tutte le persone con disabilità.

Il film «Just Evolve»

Al centro della campagna c’è il film «Just Evolve», che utilizza un tono ironico e sarcastico per mettere in discussione alcune abitudini linguistiche ancora diffuse.

Il protagonista è Noah M Matofsky, giovane attore britannico con sindrome di Down, che accompagna uno spettatore in un viaggio attraverso pratiche del passato oggi considerate assurde o crudeli. Tra gli esempi citati compaiono usanze storiche come lavare i panni con l’urina, applicare sopracciglia con pelo di topo o vendere la propria moglie al mercato.

Il messaggio è chiaro: se la società è stata capace di abbandonare comportamenti ormai inaccettabili, può fare lo stesso anche con parole che feriscono.

Il film è disponibile su YouTube e sui canali social di CoorDown e dei partner.

Social e intelligenza artificiale per promuovere il cambiamento

Fino al 21 marzo, i social di @CoorDown ospitano testimonianze di persone con disabilità e delle loro famiglie che raccontano quali abitudini del passato sono state superate e perché oggi sia il momento di evolversi anche nel linguaggio.

La campagna introduce anche un agente AI realizzato da FAIRFLAI, progettato per aiutare gli utenti a comprendere meglio il tema e a individuare azioni concrete per promuovere una cultura del rispetto e dell’inclusione.

Con il movimento «Just Evolve», CoorDown invita aziende, media, scuole, istituzioni e cittadini a impegnarsi per superare definitivamente l’uso offensivo delle parole legate alla disabilità.

Un fenomeno in crescita sui social

Nonostante anni di campagne di sensibilizzazione, alcune espressioni offensive stanno tornando a diffondersi, anche a causa della loro visibilità nei discorsi pubblici e sui social.

Secondo dati della Montclair State University, nel novembre 2025 l’utilizzo della cosiddetta R-word sulla piattaforma X è cresciuto del 200%.

Come sottolinea Martina Fuga, presidente di CoorDown:

«Siamo consapevoli che il 90% delle volte che le persone usano queste parole non è per offendere direttamente le persone con disabilità. Ma il loro utilizzo contribuisce a creare un contesto culturale che associa la disabilità a incapacità, fallimento e marginalità».

E aggiunge:

«Le parole che scegliamo modellano la realtà: possono includere o escludere. Vogliamo chiedere a ogni persona che ancora oggi pronuncia queste espressioni dannose di smettere. Non perché “non si può più dire niente”, ma perché appartengono al passato».

Il sostegno di Fondazione Cariplo

Il lancio della campagna vede il coinvolgimento di Fondazione Cariplo, impegnata nel promuovere una cultura inclusiva attraverso il programma Destinazione Autonomia.

L’iniziativa prevede un investimento di 20 milioni di euro per sostenere la realizzazione di 1.000 progetti di vita per persone con disabilità, intervenendo su ambiti come casa, lavoro, accessibilità culturale e tecnologia.

Come spiega Claudia Sorlini, vicepresidente di Fondazione Cariplo:

«Una cultura che valorizzi le persone consente di aprire la strada verso azioni concrete. Con il programma Destinazione Autonomia trasformiamo questi principi in attività tangibili, per garantire l’accesso alla casa, al lavoro e a occasioni di vera socializzazione».

Una campagna internazionale

La campagna «Just Evolve» nasce in Italia con CoorDown ma coinvolge numerose organizzazioni internazionali, tra cui:

  • National Down Syndrome Society

  • Down’s Syndrome Association UK

  • Canadian Down Syndrome Society

  • Global Down Syndrome Foundation

  • Down Syndrome International

  • Down Syndrome Australia

Il progetto creativo è stato sviluppato dall’agenzia SMALL New York e prodotto da Indiana Production, con la regia di Martin Holzman e la fotografia di Alvar Riu Dolz.

La musica originale è firmata Stabbiolo Music.

Il World Down Syndrome Day

Il World Down Syndrome Day, celebrato ogni anno il 21 marzo, è stato istituito ufficialmente dalle Nazioni Unite per promuovere una maggiore consapevolezza sulla sindrome di Down e favorire l’inclusione sociale.

La scelta della data non è casuale: la Trisomia 21, condizione genetica alla base della sindrome di Down, è caratterizzata dalla presenza di tre cromosomi nella coppia numero 21.

Il tema scelto per il 2026 è «Together Against Loneliness», dedicato al problema della solitudine che colpisce molte persone con sindrome di Down e che può avere conseguenze sulla salute mentale e fisica.

Credits:

Agency: SMALL

Executive Creative Directors: Luca Pannese, Luca Lorenzini

Creative Director: Paolo Montanari

Managing Director: Alberto Scorticati

Account Manager: Valeria Ravizza

PRODUCTION COMPANY

Production Company: Indiana Production 

Director: Martin Holzman

Director of Photography: Alvar Riu Dolz

Executive Producer: Karim Bartoletti

Senior Producer: Silvia Bergamaschi

Assistant Producer: Barbara Romanello

Senior Post Producer: Alga Pastorelli

Head of Talent Research: Giampaolo Rossi
Production Manager: Antonio Mastellone

Art Department: Amos Caparrotta
Costumes: Sara Gomarasca

Make-up&Hair: Teresa Basili

1st AD: Alberto Calveri

Editor: Luca Angeleri

Colorist: Danilo Vittori
Original Music: Alessandro Cristofori and Diego Perugini – Stabbiolo Music

Post Production Audio: Andrea Pestarino – Bravagente

Post Produzione Video: Proxima Milano

ACTORS
Noah Matthews Matofsky
Tim Daish
Harold Pierce
Sofia Chiarelli
Special thanks to Azzurra Vecchio

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