Anica: nel 2024 tornano in sala 2 milioni di italiani in più

È stata presentata ieri al MIA, Mercato Internazionale dell’Audiovisivo, la nuova edizione dello studio “Sala e Salotto” di ANICA, curato da Michele Casula, partner ERGO Research. Giunta alla sedicesima edizione come spin off della ricerca multiclient “DigitalTRENDS”, la ricerca offre un panorama del mercato dell’audiovisivo. Ad emergere è un’Italia in cui aumentano gli spettatori, diminuisce il numero medio di ingressi, l’età del pubblico si abbassa e i modelli di fruizione cambiano. 

Alessandro Usai

Per il presidente ANICA, Alessandro Usai: «Il pubblico italiano sta tornando a vivere il cinema e, contemporaneamente, sta cambiando il modo in cui sceglie e fruisce i contenuti audiovisivi. Il pubblico giovane è ancora una volta quello che sta tenendo in piedi il consumo cinematografico. Stiamo tenendo sufficientemente in considerazione questo pubblico? Io penso che dovremmo e potremmo fare di più. Siamo sicuri che la percentuale di produzione cinematografica sia adeguata a quel target? Contemporaneamente resta un segnale incoraggiante vedere crescere gli spettatori e il rinnovato interesse per il prodotto italiano. Siamo sulla giusta strada. L’obiettivo ora è consolidare questo trend, continuando a investire nella qualità e nella varietà delle opere, nella valorizzazione dei nuovi talenti e nella costruzione di un’offerta che sia davvero rappresentativa e inclusiva, specialmente per i più giovani. Occorre anche continuare a sostenere strumenti che facilitino la frequentazione, come le formule di abbonamento e le iniziative dedicate alle famiglie e ai ragazzi».

Il 2024 segna oltre 2 milioni di italiani in più tornati in sala almeno una volta rispetto al 2023, ma con una diminuzione complessiva degli ingressi: quasi 2 milioni di biglietti in meno. La frequenza media scende a 2,8 ingressi per spettatore all’anno, nonostante il 42% della popolazione over 3 anni frequenti il cinema almeno una volta l’anno. Segno di una platea più ampia, ma meno assidua.

Cambia anche il profilo anagrafico del pubblico. In crescita il segmento 3-14 anni e i giovani tra 15 e 24 anni, che registrano un incremento di ingressi dell’11%. Gli under 25, il 20% della popolazione, generano il 43% degli ingressi totali. Al contrario, i 50+, 50% della popolazione, è sceso al 22% delle admissions. In particolare, il segmento 60+ si caratterizza per una frequenza in sala limitata. Gli ingressi del primo semestre 2025 superano i 18 milioni, ma la media per spettatore resta sotto i due biglietti. Calano i frequentatori abituali e aumentano gli spettatori occasionali (+2,2 milioni).

Per stimolare la domanda, entrano in campo anche le iniziative promozionali. Tra queste, il progetto Happy Cinefamily, che punta al pubblico under12, che intende incentivare l’esperienza cinematografica per tutta la famiglia.

Infine, il pubblico italiano si sta trasformando anche in relazione ai nuovi consumi audiovisivi. In dieci anni è raddoppiato il numero di over50 con accesso a pay TV e piattaforme. Oggi, questa fascia rappresenta il 46% dell’utenza SVOD, rispetto al 31% del 2015. Gli under35 invece, affiancano l’esperienza dello streaming e quella della sala, mentre il contributo alle admissions dei 50+ si è dimezzato nel post-pandemia.

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