Montagna estate: boom di turisti +5% in 5 anni, la fuga dal caldo rilancia le vette italiane

(Adnkronos) – La montagna quest’anno intercetta sempre di più la domanda di vacanze all’aria aperta, complice la ricerca di luoghi più freschi. Molti italiani, in fuga dalle città bollenti preferiscono concedersi un periodo di ferie nelle località montane, dalle Dolomiti alle vette della Val D’Aosta, del Piemonte e della Lombardia ma anche al centro sud con i massicci abruzzesi del Gran Sasso, la Maiella e il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, i rilevi toscani dell’Abetone e dell’Amiata, fino al magnetico Etna al Sud. La conferma di un trend in crescita arriva da Valeria Ghezzi, presidente di Anef, l’associazione degli esercenti funiviari di Confindustria che l’Adnkronos ha interpellato proprio per capire come sta andando la stagione estiva in base ai flussi degli impianti di risalita.  

“Partiamo da una constatazione, la montagna d’estate da 4 o 5 anni è in crescita ed è in crescita forte. La partenza è stata buona. Abbiamo visto un ottimo giugno, vedremo luglio”, afferma Ghezzi con enfasi. “La riscoperta è iniziata dopo il covid ma è un trend che si va consolidando. Ovviamente il caldo ci aiuta – spiega – perché è capitato di avere a 2000 metri più di 20 gradi. Quindi la tendenza è nata in un periodo non sospetto, però si sta rafforzando e io credo che la situazione climatica sia un fattore molto importante, poi è vero che noi abbiamo fatto la nostra parte”, sostiene Ghezzi alludendo agli sforzi che gli imprenditori del settore hanno compiuto per rendere la vacanza in montagna sempre più attraente. “La montagna si sta strutturando anche per l’estate e sta cercando di offrire prodotti competitivi e vari per chi sale in quota, dai percorsi in bicicletta ai sentieri ma anche la ristorazione e le aree attrezzate con giochi interattivi per i bambini. Un’offerta che in 10 anni è cresciuta veramente tanto”.  

Certo, le attrezzature e l’offerta non sono dappertutto uguali e così tra giugno e luglio si possono trovare gli impianti chiusi in alcune località montane dell’Appennino, ad esempio in Abruzzo. “Sicuramente le regioni del Centro Italia hanno la concorrenza del mare molto più forte, – spiega – quindi chiaramente magari arrivano un po’ in ritardo rispetto alle Alpi dove, se non ti dai da fare, non c’è altro. Tuttavia, all’Abetone, per esempio, si lavora tanto d’estate, e anche in Emilia Romagna, con i percorsi per le bike. C’è da dire, comunque, che se d’inverno vengono aperti 10 impianti nella stessa località, d’estate, ne resta aperto solo uno. Nel comprensorio Dolomiti Super Ski d’estate circa un terzo degli impianti è aperto. Del resto – argomenta l’imprenditrice – vi sono situazioni in cui non hai altro che lo sci e non avrebbe senso aprire d’estate perché poi qualche numeretto lo devi fare, devi riuscire a far stare in piedi l’apertura estiva”.  

“Diversamente è l’andamento della stagione estiva in Valle d’Aosta: Cervinia sta aperta tutto l’anno e anche la Skyway del Monte Bianco è aperta tutto l’anno, dove presumo si raggiungano numeri più alti d’estate rispetto all’inverno”. Per non parlare di Cortina, protagonista dei giochi olimpici 2026 che “ha un prodotto estivo molto, molto buono” sottolinea. “Quando si gira sulle Dolomiti d’estate i rifugi sono aperti ma non tutti prendono gli impianti e i paesi sono comunque pieni, in queste montagne si viene anche per assistere alle numerose iniziative che vengono messe in campo”. La Lombardia con posti come Livigno e Bormio segue il trend delle Dolomiti, si lavora molto bene d’estate soprattutto con il prodotto bike che è diventata un must. In Piemonte anche il Sestriere sta investendo sull’estate, è partito dopo altri posti però sicuramente sta prendendo quota”. 

Ma al di là della boccata d’ossigeno la gente va in montagna anche perché in questo periodo viaggia di meno all’estero. “Il fattore sicurezza incide, non lo sottovaluterei, e se riesco ad andare in un posto molto bello restando in Italia, perché no?” afferma. Quanto all’affluenza di turisti stranieri sulla montagne italiane Ghezzi dice: “Nel mese di giugno ho avuto la sensazione di vedere più stranieri sulle Alpi di quanto ne vedevamo normalmente, soprattutto tedeschi, francesi, inglesi, ma anche provenienti da altri Paesi dell’Est Europa”. Una buona partenza dunque che promette bene per il resto dell’estate. (di Cristina Armeni) 

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