MFE Advertising presente in 24 Paesi europei. In Italia la stima 2026 è flat

La nuova strategia editoriale e strategica di MFE-MEDIAFOREUROPE (vedi notizia) si ripercuote anche su MFE Advertising, la concessionaria che con il nuovo assetto si è ampliata in Europa arrivando in 24 Paesi.

«Nel 2021 avevamo 5 Paesi più Mediaset e Spagna, adesso ne abbiamo 24 con un’accelerazione negli ultimi 2-3 anni ma il numero è destinato a crescere a 27-28 – ha raccontato Stefano Sala, Amministratore Delegato di MFE Advertising a margine della presentazione di ieri sera -.  Sono 6 Paesi di proprietà (quelli dove MFE è presente, ndr) e 18 in concessione dove vendiamo tutti i mezzi con una copertura di 580 milioni di persone, 310 canali TV, 775 brand digital, 230 stazioni radio e 900 milioni di follower social. L’accordo più importante è stato firmato con Ppf, il gruppo dell’Est Europa di cui rappresentiamo 56 televisioni tra Romania, Bulgaria, Polonia, Slovacchia, Slovenia e altri mercati dell’area. A questo si aggiunge un accordo per le televisioni turche. Stiamo costruendo un modello di scala europea per competere con gli OTT e sono allo studio nuovi formati pubblicitari paneuropei. Se un’azienda vuole comunicare in tutta Europa noi la accompagniamo. Nei Paesi controllati il budget entra nei ricavi locali, negli altri MFE incassa provvigioni.».

Se in Europa la concessionaria ha spiegato le vele con il vento in poppa, in Italia c’è attualmente un momento di stallo.

«Nel 2025 avevamo registrato un primo semestre a +2% poi nel secondo c’è stato un rallentamento di tutto il mercato, non solo in Italia ma in Europa, e noi a fine anno avevamo messo a segno un pareggio con il 2024. Nel primo semestre 2026 con Olimpiadi e Mondiali su altre reti e senza Supercoppa e Mondiale per Club, abbiamo definito un budget “prudente” tenendo conto di questi fattori, cioè con un segno meno davanti. È una tendenza che riscontriamo in tutti i Paesi, dovuta alla situazione di instabilità che ha creato la guerra: la TV ha rallentato ma in Spagna e in Germania, di fronte ad ascolti lineari in calo il digitale è molto più forte rispetto all’Italia, dove c’è una TV più di qualità e più performante. Sugli altri mezzi siamo gli unici positivi nella Radio con un mercato in calo nei primi sei mesi e anche il Digital va bene perché tra CTV (che cresce del 30% in tutti i Paesi ma con volumi inferiori rispetto alla lineare), digitale classico, DOOH siamo in doppia cifra positiva. Anche sul branded content in questo periodo con i tour delle radio stiamo andando bene. Contiamo comunque di recuperare nel secondo semestre fino a raggiungere un risultato flat, perché ci aspettiamo sia un rimbalzo rispetto al brutto pari periodo 2025 sia lo sviluppo di alcune operazioni finanziarie importanti – come l’Opa di TIM su Poste Italiane o quella di Banca Intesa su MPS -, che se andranno in porto dovranno essere comunicate», ha proseguito Sala.

E poi c’è sempre più tennis nell’offerta Mediaset con l’acquisizione dei diritti delle ATP Finals di Torino da cui la concessionaria si aspetta un risultato positivo, come ha evidenziato l’AD della concessionaria. «Siamo molto ambiziosi perché quando gioca Sinner gli ascolti sono quelli di una partita di calcio e riteniamo sia uno sport che avrà un grande futuro in Italia. A oggi abbiamo già raggiunto l’obiettivo sull’appuntamento di novembre e lo supereremo. Sarà un evento a 360° dove anche Infinity avrà un ruolo fondamentale. Abbiamo costruito un’offerta che consente agli investitori di presidiare l’evento prima, durante e post. Inoltre, noi siamo già ben posizionati grazie alla concessione della raccolta per il canale Supertennis che trasmette alcuni dei principali tornei in esclusiva».

Un’altra novità importante è l’ampliamento dell’offerta Kids con K2 e Frisbee, precedentemente di Warner Bros. Discovery, entrati nel portfolio di Mediaset all’interno della joint-venture BOING partecipata al 51% da RTI e al 49% da WBD. La raccolta è presa in carico da Publitalia anche se nella fase iniziale resterà un ruolo operativo per PRS Media, concessionaria che ha seguito finora la vendita degli spazi delle due reti.

Resta aperto anche il capitolo relativo a DAZN, «sulla raccolta della Serie A – ha precisato Sala -. Dobbiamo siglare l’accordo anche per i prossimi 2 anni sulla base dei risultati ottenuti, ma siamo fiduciosi e incontreremo a breve il loro nuovo AD».

Sull’altro “tema caldo di giornata” ovvero l’ufficializzazione dell’entrata di un nuovo player nella compagine societaria di Audicom (vedi notizia) si è espresso Matteo Cardani, Chief Marketing Officer di MFE Advertising: «I JIC sono basati su una logica di collaborazione e strutturalmente devono rappresentare le parti della domanda e dell’offerta, quindi l’assetto che Marco Travaglia sta dando è giustamente rappresentativo del mercato. C’è bisogno di misurazioni certe e facciamo il tifo perché entrino tutti i player rilevanti nell’interesse degli investitori pubblicitari, delle agenzie e anche nostri. C’è stata una dialettica sulla metodologia e stiamo cercando il migliore standard».

«Ma il presupposto è che le regole devono essere uguali per tutti», ha chiosato Sala. Conditio sine qua non.

 

 

 

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