Caldo, operai lavorano a 38 gradi a Mantova: “Divieti tardivi e paura di denunciare”
(Adnkronos) –
Cinque operai al lavoro sul tetto nonostante circa 38 gradi e il divieto regionale di operare nelle ore più calde. A Gonzaga (Mantova) i Carabinieri hanno sospeso un cantiere attivo su una villa storica. L’intervento, insieme al Nucleo Ispettorato del Lavoro, ha portato anche alla denuncia del responsabile dei lavori e a una sanzione per mancata vigilanza. L’attività è stata fermata fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
“Anche quest’anno ci troviamo di fronte a un’ordinanza arrivata troppo tardi, quando l’emergenza caldo era già pienamente in corso”, commenta all’AdnKronos Alem Gracic, segretario generale Filca Cisl Lombardia. “Le imprese hanno avuto pochissimo tempo per adeguarsi e mettere in campo una vera prevenzione, e i lavoratori faticano ad accettare misure che comportano la perdita di una parte della retribuzione”.
“I sistemi di rilevazione del caldo risultano spesso poco affidabili, e questo rende difficile applicare correttamente le sospensioni”, rimarca Gracic che insiste: “A questo si aggiunge un problema serio: molti operai hanno paura di denunciare situazioni di rischio, temendo ripercussioni sul lavoro”. “Il monitoraggio da parte degli enti è scarso e, quando segnaliamo cantieri che dovrebbero fermarsi, spesso ci troviamo di fronte a spostamenti temporanei dei lavoratori all’ombra, senza un reale intervento strutturale”.
“Il sistema di utilizzo della cassa integrazione per emergenze climatiche non è né veloce né conveniente: le procedure sono lente, e sia lavoratori che imprese ne escono penalizzati”, dice ancora il sindacalista.
“I divieti comunali sugli orari di lavoro stanno generando una distorsione pericolosa: per evitare le ore più calde, molti operai sono costretti a iniziare a lavorare alle 4 del mattino, affrontando trasferte lunghe e rischi crescenti sulla strada. In queste settimane, sulle principali arterie come l’A4, abbiamo registrato un aumento di micro‑incidenti nelle prime ore del giorno”.
La chiosa finale: “I cantieri stradali, spesso pubblici, sono i più esposti e quelli che meno rispettano l’ordinanza. Gli orari di inizio sono eccessivamente anticipati e pochissime imprese proseguono le attività dopo le 16, nonostante temperature ancora proibitive” (di Andrea Persili)
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