La doppia partita di Dan Friedkin e una soluzione, accordo con l’Uefa e Roma più forte per Gasperini
(Adnkronos) –
Dan Friedkin sta giocando, in prima persona, una doppia partita per il futuro della Roma. Deve trovare un accordo con l’Uefa per restare dentro i parametri imposti dal calcio europeo e deve soddisfare l’ambizione di Gian Piero Gasperini, la stessa di una tifoseria intera, che vuole giocarsi campionato e Champions con la squadra più forte possibile.
A sei giorni dalla scadenza del 30 giugno, data spartiacque prevista dal settlement agreement, l’imprenditore americano si sta muovendo portando avanti due opzioni: la prima, quella che sembrava quasi scontata, prevede almeno una cessione eccellente nelle prossime ore, principali indiziati Manu Koné e Matias Soulé, per ottenere le plusvalenze che servono a uscire definitivamente dalla procedura imposta dal fair play finanziario; la seconda riguarda l’ipotesi di spostare di un anno in avanti il problema, facendo slittare la chiusura dell’accordo con l’Uefa e puntando a massimizzare i risultati della prossima stagione.
Le fonti interpellate dall’Adnkronos negli Stati Uniti evidenziano un elemento non secondario: “Gli aspetti finanziari e quelli sportivi si tengono insieme nella valutazione che Friedkin sta portando avanti, anche considerando l’interlocuzione in corso con il presidente della Uefa, Aleksander Ceferin”. Tecnicamente, lo slittamento di un anno dell’accordo include nel triennio di riferimento il 2027, insieme al 2026 e al 2025, escludendo invece l’esercizio 2024, chiuso con una perdita da 81,4 milioni di euro. Scommettere su una stagione di vertice, grazie agli introiti della Champions, e ai nuovoi sponsor in arrivo, vorrebbe dire investire su uno scenario che può migliorare grazie ai risultati. In estrema sintesi, i maggiori ricavi spinti da quello che si riesce a fare sul campo possono consentire di capovolgere la prospettiva: “non una soluzione difensiva, con le cessioni e la chiusura a ogni costo del contenzioso con l’Uefa, ma un ulteriore rilancio tecnico e finanziario, all’interno di parametri concordati, per andarsi a prendere quello che la qualificazione in Champions League ha reso possibile”, spiegano le stesse fonti.
Ci sono, come in ogni opzione aggressiva, anche delle potenziali controindicazioni. La prima, la più evidente, è che non si risolve un problema ma lo si sposta in avanti. La seconda, non marginale, è che rimanere all’interno del settlement agreement comporta comunque vincoli che incidono nelle disponibilità economiche per il mercato. E tutto questo non vuol dire che non ci possano essere cessioni, anche dolorose. Ma, su questo piano, a contare è soprattutto la posizione di Gasperini. E la sua voce è stata chiarissima, fin da quando si è consumato lo scontro con Ranieri e con Massara: l’allenatore è fermamente convinto che la Roma, con le conferme del blocco storico e pochi, importanti, acquisti mirati sia abbastanza forte per provare a vincere, in Italia ma anche in Europa. Friedkin ha scelto di seguirlo e le decisioni di queste ore possono rafforzarlo ulteriormente. (Di Fabio Insenga)
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