Le sei startup su cui punta il Governo per l’Ai nazionale
(Adnkronos) –
Generative Bionics, Niulinx, Algorithmiq, Camgraphic, Allsides e Smartness: sono le sei startup che il Governo ha deciso di citare comunicando le disposizioni attuative in materia di intelligenza artificiale della legge 132/25, il quadro normativo organico sul settore. La scelta delle startup non è casuale. Tra i loro investitori c’è naturalmente Cdp Venture capital, il principale canale d’investimento del Governo, che fino ad oggi ha scommesso 300 milioni di euro su 150 startup AI. Ora arriverà un altro miliardo, per cercare di far crescere un ecosistema che vale quasi due miliardi di euro, mentre Palazzo Chigi segnala anche il Polo SophIA per Ai e cybersecurity con una dotazione di circa 30 milioni. Ma chi sono e cosa fanno le sei startup AI scelte per far capire che l’Ai italiana fa sul serio? Selezionate dal portafoglio di Cdp Venture Capital per le iniziative concrete già intraprese, spesso il filo conduttore è un altro: sono aziende che al sostegno di Cdp Venture capital hanno aggiunto la propria capacità di attirare fondi. In alcuni casi per centinaia di milioni di euro.
Generative Bionics, guidata da Daniele Pucci, si occupa di robotica umanoide, ed è partito come uno spinoff Istituto italiano di tecnologia a Genova. In pochi mesi ha registrato il più grande round seed (le raccolte di fondi all’inizio della vita di una startup) in Italia, con 70 milioni di euro raccolti e l’obiettivo scontato di attirarne nell’ordine di centinaia a breve. Tra gli investitori ci sono nomi pesanti: Amd Ventures (con Amd si collabora sulla tecnologia), Duferco, Eni Next, RoboIT e Tether, oltre a Cdp Venture Capital. Dopo aver attirato già un centinaio di persone, l’obiettivo è assumerne a breve altre 50. Il gran debutto internazionale è avvenuto al Ces del 2026 dove la startup ha svelato il suo umanoide Gene.01. L’unicità è la pelle tattile avanzata, garantendo un’interazione più sicura in ambienti complessi. Tra le iniziative lanciate e in fase di sviluppo ci sono i robot saldatori di Fincantieri.
Niulinx (la guidano Sergio Savaresi e Luca Foresti) è la startup italiana più promettente nel mondo della guida autonoma e uno spinoff del Politecnico di Milano, con 40 milioni di euro di capitali attratti e 40 nuove posizioni altamente specializzate attivate. Investe anche A2A, oltre a Cdp Venture Capital, e poi Afl, Fs, Pirelli, VC Partners SGR, Most, Fondazione Ico Falck. Oltre al software la startup costruisce un ecosistema tecnologico per robotaxi che intende scalare attraverso un modello di franchising in collaborazione con gli operatori locali. Il progetto più concreto al momento è un pilota sulle strade di Brescia (in sinergia con A2A e il Centro Nazionale per la mobilità sostenibile) per abilitare un modello di car sharing innovativo: i veicoli raggiungono l’utente da soli e tornano in totale autonomia alle stazioni di ricarica wireless.
Algorithmiq (guidata da Sabrina Maniscalco) è uno dei gioielli italiani del quantum e si è trasferita di recente a Milano; si occupa di software quantistico per l’aumento delle prestazioni infrastrutturali (un punto fondamentale per lo sviluppo dell’AI stessa) e registra 36 milioni di capitali attratti dopo il più grande round per il quantum computing in Italia; la sua ultima iniziativa tecnologica ruota attorno allo sviluppo di una “digital quantum interface”, progettata per far comunicare i migliori computer classici in commercio con i più avanzati computer quantistici. L’obiettivo delle loro ricerche è applicare algoritmi proprietari di chimica quantistica e AI per rivoluzionare lo sviluppo di nuovi farmaci.
CamgraphIc (Andrea Ferrari, Marco Romagnoli) del Gruppo 2D Photonics è forse la tecnologia abilitante per AI più promettente per l’autonomia tecnologica Europa. L’azienda italiana (laboratorio a Pisa, futura facility in Lombardia) si occupa di sviluppo di tecnologie fotoniche per l’high-performance computing, è in grado di efficientare i centri di calcolo superando i limiti del silicio e della densità di banda tradizionale, ed ha attirato più capitali di tutti il gruppo di aziende citate dal Governo grazie a un grant da 211 milioni di euro sbloccato negli scorsi mesi dall’Unione europea e finanziato dallo Stato italiano. Su tutti i capitali raccolti il 90% è da programmi europei; il motivo dell’innamoramento Ue è il materiale su cui si fonda la tecnologia: il grafene, contenuto anche nell’ultimo Chips Act 2.0, la cui proposta è stata presentata dalla Commissione.
Allsides, guidata da Franz Tschimben, sede a Bressanone, è una startup che unisce hardware di scansione ad altissima precisione e intelligenza artificiale per la digitalizzazione del mondo reale e si occupa di sviluppo proprietario di hardware e dataset 3D AI. Ha attirato circa 7 mln di capitali dopo un round da cinque milioni, avvenuto a seguito di un’operazione di rebranding profonda. Hanno investito Meta e Adidas. L’obiettivo è costruire una gigantesca libreria digitale 3D con i loro scanner.
Smartness (il Ceo è Luca Rodella) ha sviluppato una AI agentica per il settore hospitality con un ultimo round record da 48 milioni di euro. Nata originariamente per ottimizzare le tariffe (con il nome di Smartpricing), nel 2025 l’azienda ha effettuato un rebranding diventando un ecosistema AI completo per il settore turistico. Ora ha 4.000 clienti, 41 mercati e 140 dipendenti. Obiettivo: rendere le strutture ricettive del tutto indipendenti facendone crescere i ricavi e abbattendo la dipendenza e le commissioni verso i portali online di prenotazione. (di Alessandro Pulcini)
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