Richmond Italia punta a 40 eventi entro il 2030. Honegger: “Il 2026 anno di consolidamento”
L’Amministratore Unico della società racconta l’evoluzione del Marketing Forum, il ruolo dell’AI nel mercato, i nuovi eventi 2027 e la strategia di crescita, sempre nel solco della filosofia Human2Human Events
Richmond Italia si appresta a chiudere questo 2026 con un calendario di 28 eventi e guarda già ai prossimi anni con un obiettivo chiaro: arrivare a quota 40 forum entro il 2030. A raccontarlo è Claudio Honegger, Amministratore Unico della società, intervistato in occasione del Richmond Marketing Forum, evento di cui Touchpoint è media partner, in programma dal 10 al 12 giugno 2026 al Grand Hotel Billia di Saint-Vincent. Dal 1996 il Marketing Forum rappresenta uno degli appuntamenti di riferimento per il marketing in Italia. La formula Richmond resta quella degli Human2Human Events: incontri b2b, conferenze, seminari, laboratori di soft skill e momenti di relazione concentrati in due giorni e mezzo, con l’obiettivo di favorire non solo il business matching, ma anche lo scambio professionale e umano.

Claudio Honegger
Come sta andando questo 2026 per Richmond Italia?
Richmond Italia sta andando molto bene. Quest’anno facciamo 28 eventi. Abbiamo deciso di prenderci un anno di pausa nella crescita per consolidare, perché negli ultimi anni siamo cresciuti tanto e la crescita porta anche complessità e qualche ansia gestionale, che bisogna saper governare. Siamo molto soddisfatti. Penso che chiuderemo l’anno tra i 12 e i 12 milioni e mezzo di euro.
Il Marketing Forum è stato storicamente il vostro primo evento. Che tipo di evoluzione ha avuto?
Il primo Marketing Forum è stato nel 1996. È stata un’evoluzione pazzesca nel mondo del marketing. Devo dire che quest’anno l’evento è andato meglio dell’anno scorso: stiamo lavorando per rilanciarlo. Per farlo credo sia importante capire meglio questo settore, che ha sempre avuto un’anima un po’ mescolata. Se torniamo indietro di trent’anni, il marketing era centrale: spesso dal marketing si arrivava anche ai vertici dell’azienda. Anche l’advertising, la “réclame”, aveva un peso enorme. Le pubblicità degli anni Ottanta e Novanta guidavano molto le aziende, le agenzie erano grandi e molto influenti. Poi sono successe tante cose. Oggi vedo però una ripresa di identità del marketing e della figura del direttore marketing all’interno delle aziende.
Guardando al 2027, avete annunciato tre nuovi eventi. Quali sono?
L’obiettivo è crescere ancora. Vorrei arrivare a 40 eventi nel 2030. Questo significa aggiungere circa tre eventi all’anno nei prossimi quattro anni. Nel 2027 lanceremo tre nuovi appuntamenti: il Richmond People Development & Learning Forum, previsto a febbraio 2027; il Richmond Risk Management Forum, previsto a marzo 2027; e il Richmond Hospitality Procurement Forum, previsto a ottobre 2027.Il primo riguarda il mondo HR e della formazione. Il Risk Management Forum tocca un ambito che vedo in parte vicino anche al mondo assicurativo, ma è un mercato nuovo e dovremo conoscerlo bene. Il terzo riguarda gli acquisti nel mondo dell’hospitality.
Perché proprio l’hospitality procurement?
In Italia il turismo è una delle aree più importanti. Abbiamo moltissimi hotel, e gli hotel comprano moltissime cose. È un mercato interessante perché può generare altri sviluppi: si può immaginare un evento dedicato al catering, uno all’arredo, uno ai software gestionali e così via. Noi abbiamo già un mercato importante legato al procurement. In più viviamo negli hotel, perché i nostri eventi si svolgono spesso lì. Quindi viene naturale chiedersi: perché non sviluppare un’area specifica dedicata agli acquisti nell’hospitality?
Come individuate le nuove aree da presidiare?
Ci sono due metodi. Il primo è sviluppare un’industria che già presidiamo. Faccio un esempio: siamo partiti dal Marketing Forum, che è stato il nostro primo evento. Poi sono nati eventi collegati al mondo della customer experience, del digital marketing e così via. Cerchiamo di capire come si frammenta un mercato e dove possono nascere nuove esigenze. C’è spazio per lavorare su segmenti e verticalità. Lo stesso vale per il mondo HR: facciamo due HR Forum, abbiamo un evento dedicato al wellbeing, che è un’area nuova, e poi ci sono i trend che aprono nuovi mercati. L’AI Business Forum, per esempio, è arrivato perché l’intelligenza artificiale è diventata un tema centrale: siamo al terzo anno. Il secondo metodo è guardare ai trend nuovi, capire dove si muove il mercato e dove possono nascere esigenze b2b.
Quindi si tratta anche di “spacchettare” mercati già esistenti?
Sì, esatto. Il procurement è un buon esempio. Abbiamo già un mercato degli acquisti molto forte per noi. Poi ti chiedi: ha senso creare una verticalità sugli hotel? Probabilmente sì. Da lì puoi segementare ulteriormente… È un modo per crescere: guardare ai mercati che già conosci, capire dove si possono aprire nuove nicchie e costruire eventi che rispondano a esigenze più specifiche.
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