Confsal, emolumento, assicurazione e tutela legale per preposti

(Adnkronos) – Rendere la contrattazione collettiva una buona prassi di tutela per il preposto, attraverso il riconoscimento di un emolumento commisurato al grado di rischio del settore produttivo, una copertura assicurativa e strumenti di tutela legale. È la proposta presentata oggi da Confsal a Bologna Fiere, a coronamento della sua partecipazione ai tre giorni di Ambiente Lavoro 2026 – il 36° Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro – che si conferma l’appuntamento fisso e punto di riferimento per l’intero settore. L’iniziativa ha posto al centro la funzione del preposto, figura sempre più rilevante nel sistema della prevenzione. Proprio da questa centralità, secondo Confsal, passa la necessità di trasformare la sicurezza da principio enunciato a pratica concreta nei luoghi di lavoro. 

Il segretario generale della Confsal, Angelo Raffaele Margiotta, ha rimarcato la necessità di un cambio di passo radicale: “Tutti parliamo di cultura della sicurezza e riconosciamo che sia un valore fondamentale. Ma la sicurezza non va solo enunciata: va praticata e vissuta attraverso azioni concrete. Di fronte alla piaga delle morti sul lavoro, deve evolvere da semplice valore a standard operativo. 

È in questa prospettiva che la figura del preposto assume un ruolo decisivo: un vero baricentro della cultura della prevenzione in azienda, quale punto di contatto tra le regole della prevenzione e la loro applicazione concreta nella vita quotidiana dell’azienda. Per questo la Confsal punta a valorizzare il preposto attraverso la contrattazione collettiva, riconoscendone il ruolo, le responsabilità e le necessarie tutele. La sicurezza nei luoghi di lavoro non può essere interpretata esclusivamente in una chiave punitiva o sanzionatoria, come semplice rispetto formale di obblighi e adempimenti, ma deve essere concepita come un sistema di prevenzione partecipata, fondato su responsabilità chiare, partecipazione attiva e capacità di intervenire prima che il rischio si trasformi in tragedia. 

 

 

Inserire il preposto in una norma pattizia significa trasformare un principio in una pratica effettiva: dare forza a una figura che, se correttamente attivata, può contribuire ogni giorno a intercettare rischi, correggere comportamenti e prevenire errori. Per questo riteniamo fondamentale proseguire il confronto anche con interlocutori istituzionali qualificati, a partire da Inail, che può rappresentare un alleato prezioso in questo percorso”. 

  

Sul piano contrattuale, Margiotta ha rivendicato la portata innovativa del modello promosso dalla Confsal: “Si tratta di un impianto moderno, capace di superare una visione ormai datata della contrattazione, fondata su una frammentazione eccessiva delle categorie produttive. Non si tratta di negare le specificità dei singoli settori: esse devono trovare spazio nelle discipline settoriali, mentre le tutele fondamentali devono essere riconosciute a tutti i lavoratori, indipendentemente dal comparto di appartenenza. Questo percorso ha incontrato anche critiche e resistenze. Ma oggi possiamo dire che quel modello, inizialmente guardato con diffidenza, trova riconoscimento anche in autorevoli sedi istituzionali, dove viene indicato come una possibile direzione per il futuro della contrattazione collettiva. La strada intrapresa è quella di una contrattazione capace di unire valori, idee e strumenti concreti; una contrattazione che non si limita a enunciare principi, ma prova a tradurli in norme, istituti e buone pratiche applicabili e la clausola sul preposto ne è un esempio concreto”. 

Durante l’evento è stata presentata anche la pubblicazione ‘La valorizzazione del Preposto nella Contrattazione Collettiva’, dedicata al quadro normativo e giurisprudenziale, alla formazione, alle tutele e al ruolo della contrattazione collettiva nella prevenzione. “Con questo convegno abbiamo voluto richiamare l’attenzione su una figura chiave per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Il preposto, chiamato per legge a vigilare, intervenire e, in determinati casi, interrompere le attività, non può essere lasciato solo di fronte a responsabilità così dirette. Con preposti più tutelati cresce anche il livello della prevenzione. Per questo la contrattazione collettiva ha il dovere di farsene carico, come Confsal ha già fatto nei propri contratti”, ha dichiarato Giovanni Luciano, presidente Osl Confsal e autore della pubblicazione. 

 

 

Al confronto hanno preso parte anche Marcello Fiori (Direttore Generale Inail), Walter Rizzetto (presidente della Commissione Lavoro della Camera dei deputati), Andrea Cafà (Presidente Cifa) e Chiara Tenerini (componente della Commissione Lavoro della Camera). I lavori sono stati coordinati da Rosalba La Fauci, vice segretario Generale Confsal. La presenza di rappresentanti istituzionali, dell’ente previdenziale dedicato agli infortuni lavorativi e delle parti sociali ha suggellato il successo della presenza di Confsal al salone bolognese, confermando la centralità del tema e la necessità di un intervento condiviso sul piano normativo e contrattuale per accompagnare imprese e lavoratori verso una tutela più efficace della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. 

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