Ostia in crisi, Confesercenti in sciopero della fame per stabilimenti e locali chiusi
(Adnkronos) – Sit-in di protesta e uno sciopero della fame di 24 ore perché “le imprese hanno fame”. Valentina Fabbri Bianconi, presidente di Confesercenti Ostia, spiega all’Adnkronos la situazione che stanno vivendo molte attività del litorale romano, ad iniziare dagli stabilimenti balneari di Ostia. In difficoltà anche gli artigiani, i ristoratori e gli agenti immobiliari che non riescono ad affittare le case. Da qui la decisione della presidente Fabbri, insieme al vicepresidente Matteo Sampieri, di intraprendere questa protesta simbolica da venerdì mattina alle 8 a sabato 30 maggio alle 8, sotto la sede del decimo municipio.
Presidente Fabbri, da cosa nasce l’iniziativa di fare uno sciopero della fame per Ostia ?
“Lanciamo un sit-in e facciamo uno sciopero della fame di 24 ore perché ‘le imprese hanno fame’, come recita il nostro volantino. La protesta nasce dalla necessità di incontrare il sindaco di Roma Roberto Gualtieri in modo da ottenere un suo impegno ad aiutare le imprese di Ostia, a cominciare dagli stabilimenti balneari, che hanno chiuso”.
Che cosa chiede Confesercenti Ostia al sindaco Gualtieri?
“Il mare di Roma versa in una situazione difficile e anche se sono previsti investimenti per il futuro, con il Parco del mare, noi abbiamo bisogno di aiuti nel presente, nell’immediato, per sostenere il territorio”.
Presidente, ci sono ritardi sull’assegnazione delle concessioni demaniali ?
“Sì ci sono ritardi, l’assegnazione delle concessioni del bando dello scorso anno non sono ancora avvenute e siamo già a giugno. Il problema, tra l’altro, è che queste gare durano un anno e fare gare per strutture così grandi, che erano in mano a concessionari che stavano lì da tantissimi anni, alcuni storici, alcuni premiati diventa una cosa difficile”.
“Il lungomare di Ostia è tra i più lunghi d’Italia ed è una delle attrattive principali ma oggi non è fruibile, ci sono macerie e detriti ovunque. Basta pensare che su una settantina di stabilimenti esistenti solo una ventina sono aperti perché molte strutture che sono state sequestrate o tolte ai concessionari non sono andate a gara e sono state abbandonate, fra queste lo storico stabilimento Kursaal e lo Sporting Beach”.
Alcuni stabilimentisono aperti, in quali condizioni si trovano a operare?
“Una ventina in tutto: il ‘Venezia’ ad esempio è aperto, ma le sue cabine sono sotto sequestro, tanto per fare un esempio sicuramente ci sono situazioni borderline con abusi di vario tipo però, io mi chiedo siccome sono strutture che insistono da cinquanta anni lì com’è possibile che questi abusi emergano solo ora? Lo spettacolo è desolante, sul lungomare ci sono macerie ovunque”.
Il sindaco Gualtieri ha detto che ‘ora ci sono le condizioni per riportare trasparenza e legalità’. Che ne pensa?
“Il problema è che da quando il decimo Municipio, tre anni fa, ha restituito le deleghe del Demanio al Comune di Roma che ha dovuto fare uno studio delle consistenze e si sono persi tre anni…e si è creata un’incertezza mostruosa nel settore balneare e non solo, anche ristoranti storici come ‘Peppino al mare’ e ‘La vecchia Pineta’ hanno chiuso. Una situazione disastrosa”. (di Cristina Armeni)
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