The WAY Media Compass – Navigating the Myths of Modern Advertising
Comprendere cosa sta davvero cambiando nell’advertising, distinguendo tra innovazione reale e convinzioni ormai superate. Con questo obiettivo è nato “The WAY Media Compass – Navigating the Myths of Modern Advertising”, l’evento ideato da WAY – We Accelerate You che si è svolto ieri presso i Chiostri di San Barnaba a Milano.
Concepito come un’occasione di scambio ad alto valore per professionisti del settore media e marketing, l’evento ha proposto un format dinamico costruito attorno ai principali “miti” che ancora oggi influenzano strategie e modelli decisionali nell’advertising. Al centro, un approccio “mythbuster” che ha messo alla prova alcune delle convinzioni più diffuse, stimolando un dibattito aperto e diretto tra aziende, agenzie e partner tecnologici.

Ad aprire i lavori sono stati due interventi di scenario dedicati alle trasformazioni in atto nel mercato. Fabrizio Angelini, CEO di Sensemakers (Comscore), ha offerto una lettura dell’evoluzione dell’industria tra AI e AdTech, approfondendo come l’intelligenza artificiale stia rimodellando comportamenti e aspettative, il ruolo sempre più centrale delle piattaforme social nelle strategie di distribuzione e l’ascesa della Connected TV come nuova opportunità per un approccio di misurazione cross-mediale. A seguire, Nicola Mauri, Partner di The Vortex, ha analizzato il rapporto tra tecnologia, media e comportamenti, sottolineando come l’evoluzione degli ecosistemi digitali abbia reso necessario un ripensamento complessivo delle strategie media.
Il cuore dell’evento è stato rappresentato da tre sessioni di dibattito, ciascuna dedicata a un mito chiave dell’advertising contemporaneo.
Nel panel “Mythbusters – YouTube ha davvero poco in comune con la TV?” ci si è confrontati su una delle convinzioni più radicate del panorama mediatico. Con Matt Nash, SVP EMEA di Pixability, Francesca De Mola, Global Communication Director di ILLVA Saronno e Andrea Di Fonzo, CEO & Business Transformation Leader, il dibattito si è sviluppato attorno a interrogativi centrali per il settore: cosa distingue davvero YouTube da un canale CTV, dove si colloca lungo il percorso tra social, video platform e televisione digitale e,infine, come cambiano le strategie media in un ecosistema in continua evoluzione.In questo contesto, Pixability introduce una lettura evoluta di YouTube come infrastruttura media e non come semplice canale video, posizionandosi tra i pochi partner globali accreditati da Google con certificazioni su brand suitability, contextual targeting e audience intelligence su YouTube, elementi che rafforzano la capacità di pianificazione e misurazione avanzata delle campagne video su CTV e digital.
Successivamente, il confronto si è concentrato sul tema “Brandformance: solo una nuova buzzword, o forse no”, focalizzando l’attenzione sulla relazione tra brand e performance insieme a Shanti Franchina, International Sales Director di LoopMe, Enrico Girotti, Head of Strategy di Hearts & Science, e Paolo Giambertone, Head of Digital Marketing di Fineco. La discussione ha messo al centro la domanda se brand e performance restino ancora due logiche distinte o stiano convergendo verso un modello integrato, interrogandosi sul reale significato del concetto di “brandformance” oltre la dimensione di buzzword.In questo scenario, LoopMe si distingue per un approccio alla brand performance basato su intelligenza artificiale e modelli proprietari supportati da un portfolio di brevetti internazionali nell’ambito della misurazione e dell’ottimizzazione pubblicitaria, che consentono di colmare il divario tra upper e lower funnel e di unificare in modo avanzato brand awareness e performance. Una prospettiva in cui l’integrazione tra AI e dati si traduce in una sintesi concreta del dibattito, rendendo il “brandformance” un modello operativo, misurabile e scalabile, in grado di ottimizzare simultaneamente risultati di branding e performance di business.
Infine, durante “Mythbusters – Location Marketing e Proximity… sono la stessa cosa?” è stato affrontato uno dei fraintendimenti più diffusi nel media planning. Con Alvaro Mayol, Global CEO di TapTap Digital, Enrico Cavallari, CEO di Chateau d’Ax Spa, e Alessio Angiolillo, VP & CEO di Digitouch Marketing, il panel ha esplorato la relazione tra prossimità e contesto, interrogandosi su quanto la semplice vicinanza geografica sia sufficiente per attivare una comunicazione efficace e su come il ruolo del location marketing cambi quando entra in gioco il contesto decisionale del consumatore. In tale contesto TapTap Digital ha un ruolo attivo nel ridefinire il paradigma, attraverso una piattaforma proprietaria e un set di tecnologie di area-based marketing, mostrando come la location intelligence evoluta consenta di superare la logica della sola prossimità geografica per abilitare strategie omnicanale basate su dati comportamentali e transazionali. Queste strategie sono capaci di accompagnare il consumatore lungo l’intero percorso “sofa-to-store” in modo più contestuale, rilevante e misurabile.
Guidati dalla moderazione di Barbara Bontempi (Founding Partner di WAY – We Accelerate You) e Nicola Mauri, “The Way Media Compass” è stata un’occasione di confronto rapido e interattivo, aprendo un dibattito diretto tra i partecipanti, chiamati a prendere posizione e a mettere in discussione assunzioni consolidate.
«The WAY Media Compass nasce per stimolare conversazioni di valore in un momento in cui il mercato è attraversato da una forte accelerazione tecnologica e culturale – commenta Carlo Poss, Founding Partner & CEO di WAY -. Il nostro obiettivo è offrire uno spazio di confronto concreto, in cui testare idee e modelli e distinguere ciò che funziona davvero da ciò che è solo un trend del momento o una semplice abitudine».