PepsiCo Beverage Italia: digitale ed experience guidano la comunicazione
Cambia la composizione degli investimenti: un mix più ampio, in cui digitale, contenuti, social e progetti integrati hanno un ruolo sempre più centrale
Dopo la recente partecipazione a Beer&Food Attraction 2026 di Rimini, PepsiCo Beverages Italia (presente con uno stand immersivo e ad alto impatto) ha raccontato le sfide e gli obiettivi futuri nel nostro Paese attraverso le parole e la visione di Paolo Rizzo, nominato Country Manager e Amministratore Delegato lo scorso gennaio.

Paolo Rizzo
Come vede il mercato italiano e quanto conta nell’organizzazione globale?
Il mercato italiano è estremamente interessante, ma anche molto sfidante. È un Paese in cui i consumatori hanno aspettative alte, soprattutto su gusto, qualità percepita e coerenza di marca, e in cui il contesto competitivo è particolarmente dinamico. Allo stesso tempo, è un mercato con un’enorme rilevanza culturale: i rituali di consumo, il legame con il food e la socialità rendono l’Italia un punto di osservazione molto importante anche a livello europeo. Per PepsiCo è un Paese chiave, proprio perché richiede un approccio su misura: qui non funziona un modello “standard”, serve local relevance, capacità di attivazione e un lavoro molto integrato sui canali.
Che cosa è la strategia PEP+ (PepsiCo Positive) e cosa cambia rispetto al passato? Rientra in questo “capitolo” anche la scelta, dopo 25 anni, di rinnovare la propria immagine corporate per riflettere la trasformazione dell’azienda in una realtà più proiettata al futuro?
PEP+ è la strategia con cui PepsiCo definisce la propria evoluzione di lungo periodo: un modello di crescita per porti azioni con impatto positivo per il pianeta e le persone. È stato avviato un percorso che abbia questa come base quando si parla di ingredienti, della filiera di trasporti, di come ispiriamo le persone attraverso i nostri brand. Significa guardare al business con una logica sempre più di trasformazione in termini di sostenibilità. La differenza rispetto al passato è che oggi questi elementi non sono più “iniziative parallele”, ma diventano parte del modo in cui l’azienda opera e prende decisioni. In questo percorso rientra anche l’evoluzione dell’identità corporate, con un cambio dopo circa 25 anni, che riflette esattamente chi siamo oggi: un’azienda globale che ha l’obiettivo di portare un impatto positivo, con un portfolio unico di brand iconici nel food & beverage, che vantano ingredienti di alta qualità e benefici funzionali. È per noi l’opportunità di raccontarci in modo reale e umano, e la nuova tagline “Food.Drinks.Smiles” rinforza il nostro impegno in questa missione: creare più sorrisi a ogni sorso e a ogni morso, servendo più consumatori e più occasioni di consumo. Un aggiornamento che riflette una PepsiCo sempre più proiettata al futuro, con un portafoglio forte, un approccio moderno al marketing e una visione di crescita sostenibile nel tempo.

Oggi il consumatore cerca qualità, equilibrio tra gusto e salute, trasparenza nella comunicazione ed experience: come si è trasformato il rapporto con loro?
Il rapporto con i consumatori è diventato molto più diretto, ma anche più esigente. Oggi le persone non si aspettano solo un prodotto: si aspettano coerenza, chiarezza e un’esperienza complessiva che sia credibile. Questo ha cambiato profondamente il modo in cui costruiamo i brand: dobbiamo essere presenti nei momenti reali di consumo, con un linguaggio autentico e con una comunicazione che non sia solo “pubblicità”, ma relazione. Motivo per il quale le nostre campagne sono molto focalizzate sugli eventi e sul legame con le piattaforme sportive.
Inoltre, il tema della trasparenza è centrale: non basta raccontare, bisogna dimostrare. Per questo lavoriamo sempre di più su continuità, qualità del contatto e contesti in cui il brand può essere vissuto in modo naturale.
A Beer&Food Attraction 2026, l’azienda è stata presente con tutti i brand del gruppo, con un’attenzione particolare ai formati specifici per il canale Ho.Re.Ca e alle sinergie con il mondo food: quali le novità presentate?
Beer&Food Attraction è un appuntamento strategico perché ci permette di parlare con un pubblico professionale e con operatori che sono fondamentali per il canale Away from home. La nostra presenza è pensata per valorizzare le occasioni di consumo e le sinergie con il mondo food, che in Italia sono particolarmente rilevanti. Più che “novità” intese come singoli annunci, il valore è nel modo in cui presentiamo i brand: attraverso experience e momenti concreti che mostrano come possono vivere nel canale Ho.Re.Ca., con una proposta coerente per ciascuna marca e con un racconto chiaro sul ruolo che vogliamo avere in quei contesti.
È partita al Super Bowl la campagna globale di Pepsi-Cola “The Choice”: che attività di comunicazione sono previste in Italia?
Le campagne globali sono un asset molto importante, ma il nostro approccio è sempre quello di lavorare sulla rilevanza locale. Non tutto ciò che funziona negli Stati Uniti può essere replicato allo stesso modo in Italia, perché cambiano contesto, cultura e abitudini di consumo, ma soprattutto anche normative diverse.
Detto questo, continueremo a valorizzare i contenuti e le piattaforme di brand più forti, adattandole al nostro mercato e facendole vivere attraverso un ecosistema integrato: contenuti, attivazioni, partnership e canali capaci di costruire continuità, non solo visibilità.
Nel portfolio oltre a Pepsi (classica, Zero, Twist), ci sono 7UP, Mirinda, Lipton, Rockstar e Gatorade: come sarà la comunicazione di questi brand nel nostro Paese?
L’obiettivo è molto chiaro: preservare l’identità specifica di ogni brand, evitando un racconto “unico” che appiattisca il portafoglio. Pepsi lavora su entertainment e cultura pop, Gatorade è il brand della performance e della credibilità sportiva, sempre più legato a piattaforme di sport marketing globali quali Uefa Champions League e F1. Per Lipton prevediamo un rilancio in termini di portfolio e comunicazione che sarà rafforzato tramite una comunicazione instore e Digital. 7UP e Mirinda hanno una comunicazione prettamente instore mentre Rockstar ha un linguaggio più legato a energia e lifestyle, anche in questo caso con comunicazione prettamente instore. Il punto comune è il metodo: comunicazione sempre più integrata, più vicina alle occasioni reali, con un peso crescente di contenuti e touchpoint capaci di costruire relazione, soprattutto nel digitale e nelle esperienze.
Potete darci una stima degli investimenti in comunicazione in Italia nell’anno in corso e come si splitteranno tra i vari mezzi?
Non condividiamo numeri specifici, ma posso dire che l’investimento resta coerente con le nostre ambizioni sul mercato. La trasformazione più significativa riguarda la composizione: stiamo progressivamente spostando il focus verso un mix più ampio, in cui digitale, contenuti, social e progetti integrati hanno un ruolo sempre più centrale. Allo stesso tempo, continuiamo a valorizzare canali ad alto impatto, come l’Out of Home, che per noi è un mezzo strategico perché garantisce presenza nel mondo reale e lavora in modo complementare al digitale.
Quanto valgono nella strategia le sponsorizzazioni sportive per coinvolgere il pubblico?
Le sponsorizzazioni sportive sono fondamentali, ma non le consideriamo mai come semplice visibilità. Il loro valore sta nella capacità di diventare piattaforme di contenuto, engagement e presenza culturale. Oggi lo sport vive molto oltre l’evento: vive nei social, nelle community, nei momenti di commento e condivisione.Per questo il nostro obiettivo è trasformare le sponsorship in progetti che abbiano un senso per il pubblico italiano e che permettano ai brand di essere parte della conversazione, con coerenza e continuità.