BRUM: l’autoscuola digitale che rivoluziona il modo di prendere la patente in Italia
La start up riprogetta l’intera esperienza della scuola guida, attraverso un modello ibrido che unisce tecnologia - per semplificare studio e burocrazia -, autoscuole fisiche e community di istruttori certificati
BRUM è la start up italiana che sta rivoluzionando il modo di prendere la patente in Italia. L’autoscuola “niente sbatti”, 100% digitale, fondata per semplificare studio, burocrazia e pratica di guida, ha già raccolto milioni di euro di investimenti e punta a diventare la più grande autoscuola nazionale, con un modello che unisce app, autoscuole e istruttori certificati. Ne abbiamo parlato con Luca Cozzarini, CEO e Co-Founder, e Lorenzo Milano, Marketing & Sales Lead.

Il team di Brum
Come nasce BRUM? E cosa vi ha spinto a innovare un settore tradizionale come quello delle autoscuole?
Luca Cozzarini: BRUM nasce da un’evidenza chiara: il modo in cui si prende la patente in Italia è rimasto fermo agli anni ’80 (per logiche, strumenti e linguaggi), mentre le persone hanno completamente cambiato il loro rapporto con lo studio, la tecnologia e i servizi. E quindi BRUM nasce per riprogettare l’intera esperienza di conseguimento della patente: dallo studio teorico alla gestione della burocrazia. Il nostro è un modello ibrido: usiamo la tecnologia per semplificare studio e burocrazia, le nostre autoscuole fisiche per garantire qualità e presidio sul territorio, e la nostra community di istruttori certificati al centro del processo. L’idea non era quindi solo quella di “fare un’app”, ma di ripensare l’intero sistema autoscuole, alzando lo standard di un settore rimasto troppo a lungo invariato.
Qual è la mission di BRUM nel mercato italiano, per antonomasia un po’ restio ai cambiamenti?
L.C.: La mission di BRUM è costruire un nuovo standard per la formazione alla guida in Italia. Più semplice per gli studenti, più trasparente per le famiglie, più efficace per il sistema nel suo complesso. Digitalizzare i processi, ridurre la burocrazia percepita, costruire spazi fisici riconoscibili e parlare un linguaggio diretto. In pratica, stiamo dimostrando che anche un settore tradizionale può evolvere mantenendo solidità e affidabilità. Il cambiamento non solo è possibile, ma porta benefici concreti: migliori risultati agli esami, maggiore soddisfazione degli utenti, processi più chiari e ancora più sicurezza nelle strade.

Con la campagna di comunicazione “Wanted” avete dimostrato di saper utilizzare un linguaggio non convenzionale per raccontare il vostro round di investimento e la vostra visione. Come nasce l’idea di questa campagna e come si inserisce nel racconto strategico di BRUM?
Lorenzo Milano: La campagna “Wanted” nasce dalla volontà di raccontare una notizia corporate/finanziaria con lo stesso tone of voice che BRUM usa ogni giorno per parlare ai propri utenti. Niente comunicazione autoreferenziale, niente storytelling patinato. Siamo partiti da una nostra consapevolezza: quando tocchi un settore immobile da decenni, qualcuno si sente inevitabilmente minacciato. BRUM ha deciso di raccontare ciò con ironia: trasformando il round in una “taglia da 5 milioni di euro” e il team dei “ricercati per attentato alla burocrazia” – in modo da posizionare l’azienda come player che si prende la responsabilità di innovare davvero. Di fatto è una dichiarazione di intenti.
Avete appena chiuso un importante round di investimento: come avete intenzione di utilizzare il ricavato e cosa c’è nel futuro di BRUM?
L.C.: Il round è una leva, non un traguardo. Le risorse verranno utilizzate principalmente su tre fronti: espansione territoriale con nuove autoscuole fisiche brandizzate (una nuova autoscuola al mese nei prossimi tre anni), sviluppo tecnologico (dall’evoluzione dell’app ai veicoli dotati di dashcam con sistemi di intelligenza artificiale) e rafforzamento del team. Gli istruttori sono un asset strategico, non un costo: per questo nel 2026 partirà anche la prima Academy BRUM, dedicata alla formazione di nuove figure professionali. Il futuro di BRUM è quello di un network nazionale riconoscibile e scalabile, dove digitale e fisico convivono senza frizioni. La visione è quella di diventare la più importante autoscuola d’Italia per qualità dell’esperienza, solidità del modello e impatto sulla sicurezza stradale.