Il Ritorno del Pubblivoro – La pubblicità che prova a cambiare il mondo

Donne in cerca di guai, così inizia la bellissima canzone di Zucchero.

Ma la verità è che i guai non hanno bisogno di essere cercati perché le donne nascono e crescono in una cultura che spesso ancora le relega a dei ruoli prestabiliti solo per una questione di genere. La pubblicità, nella sua espressione artistica, può dare il proprio contributo al cambiamento promuovendo valori sani e aiutando le persone a prendere consapevolezza sia dello stato dell’arte sia di cosa si può fare per cambiare in meglio questo piccolo pianeta sempre più fragile.

Oggi analizziamo due pubblicità che vanno in questa direzione.

Indesit rappresentando un piccolo ma efficace esperimento mette due genitori di fronte alla percezione che i figli hanno di loro. E sì, perché c’è sempre una differenza tra la percezione che noi abbiamo di noi stessi e quella che gli altri hanno di noi. Il risultato dell’esperimento è disarmante. Il figlio maschio passa il tempo sul divano a leggere il giornale e a guardare il telefonino mentre la bambina rappresenta la propria madre riordinando e pulendo. Il passaggio più disarmante è quando il maschio deve in qualche modo contribuire all’ordine della casa e svolge tutte le attività in maniera superficiale e svogliata. Nella seconda parte dello spot entrano in scena i prodotti Indesit con lo slogan “Basta un gesto per dare il buon esempio” mettendo in evidenza la facilità di uso degli elettrodomestici dell’azienda di Fabriano.

Poco importa se la seconda parte dello spot è introdotta con uno stacco troppo netto e non è perfettamente legata con la prima parte. Il messaggio è forte, arriva legando il brand ad un valore alto che promuove la parità di genere nell’ambiente domestico e che alla fine conta ancora di più della facilità d’uso dei prodotti.

Su un registro completamente diverso Rolling Stone che con un film di 90 secondi percuote lo spettatore attraverso un’esperienza visiva di altissimo livello. Ottima la scelta del bianco e nero e del voiceover “raw”.

Le scene si susseguono in maniera ritmata e veloce come nei video musicali. L’alternanza tra fotografie e movimenti di camera è ben studiata. Il testo è forte. La conclusione “To the one true rockstar of the year… Your mama” è ottima. Forse l’unica immagine debole è proprio quella di chiusura con la mamma centauro. Una scena più di vita quotidiana sarebbe stata sicuramente più efficace e avrebbe dato più forza ad un finale molto ben scritto.