FreeWheel: Tv connessa e Video-on-Demand, i capisaldi del consumo mediale degli italiani

FreeWheel, società del gruppo Comcast nonché provider di software per il video advertising, ha rivelato oggi i risultati di una ricerca sull’utilizzo della TV connessa per l’accesso a contenuti di Video-on-Demand (VOD). Lo studio è stato condotto dalla società di ricerca indipendente Happydemics, con l’obiettivo di identificare le modalità di utilizzo di piattaforme e dispositivi video da parte degli spettatori italiani, comprendere le ragioni alla base delle preferenze ed esplorare gli atteggiamenti verso le piattaforme ad accesso gratuito supportate da pubblicità. L’indagine è stata condotta anche in Francia, Germania e Regno Unito.

Virginie Dremeaux, Executive Director, Product & Sales Marketing International di FreeWheel ha dichiarato che «i risultati di questo studio dimostrano come il Video-on-Demand appare uno dei capisaldi delle abitudini di consumo degli spettatori italiani. La Tv connessa rappresenta il dispositivo preferito dai partecipanti per l’accesso a questa tipologia di contenuti video e gli utenti apprezzano in particolare lo schermo Tv per la dimensione “sociale” e condivisa dell’esperienza. Tra i consumatori intervistati si osserva l’adozione delle nuove piattaforme di premium video nelle proprie abitudini di consumo mediale e gli utenti si dicono favorevoli alla presenza di messaggi pubblicitari pertinenti e personalizzati in cambio dell’accesso a contenuti video di qualità. È dunque fondamentale che gli inserzionisti esplorino le opportunità offerte dai servizi VOD supportati da pubblicità per approfittare dei numerosi vantaggi che essi comportano. Inoltre, è significativo constatare che gli intervistati manifestano un interesse notevole nei confronti delle piattaforme supportate da pubblicità, soprattutto tra gli abbonati ai servizi di contenuti video a pagamento».

 

Le smart Tv dominano tra i dispositivi di Tv connessa

Tra gli intervistati che possiedono una Tv connessa a casa, quasi tre quarti (74%) hanno detto di utilizzare una smart Tv con collegamento a internet integrato. Inoltre, un ulteriore 26% ha dichiarato di possedere una Tv connessa collegata alla rete tramite apparecchi esterni come dispositivi multimediali, decoder o console per videogiochi, mentre il 12% ha detto di utilizzare il set-top box di un operatore di Tv digitale.

Secondo i partecipanti, la Tv connessa permette un’esperienza Video-on-Demand condivisa

Dall’indagine emerge che gli utenti di Tv connessa in Italia si distinguono per un consumo massiccio di contenuti VOD: l’83% dei partecipanti che possiede una Tv connessa ha infatti dichiarato di utilizzare regolarmente questo tipo di piattaforme, sebbene il dato risulti lievemente inferiore alla media (89%) dei quattro paesi europei esaminati ai fini dello studio (Regno Unito, Francia, Germania e Italia). Quasi la metà (48%) degli utenti italiani di Tv connessa preferisce accedere a contenuti video sullo schermo TV, mentre il restante 30% assegna alla Tv connessa una preferenza equivalente a quella riservata ad altri dispositivi, come smartphone o computer.

Tra coloro che preferiscono la Tv connessa per la fruizione di contenuti VOD, il motivo principale (citato dal 55% degli intervistati) è la possibilità di condividere l’esperienza di visualizzazione con la famiglia o gli amici. Il desiderio di guardare la Tv in compagnia risulta essere più marcato in Italia rispetto agli altri tre paesi europei dell’indagine; tale opinione sembra dunque indicare che il televisore rimane un dispositivo dal carattere “sociale”, che favorisce la condivisione delle esperienze anche nell’ambiente non lineare del VOD. La seconda motivazione più citata che spiega la preferenza per la Tv connessa è la migliore esperienza di utilizzo, selezionata da un terzo (34%) dei partecipanti.

L’unico gruppo demografico in cui si evidenziano atteggiamenti nettamente discordanti nei confronti della Tv connessa sono i giovani di 15-24 anni. Solo il 37% dei partecipanti appartenenti a questa fascia di età ha detto di preferire la Tv connessa per la fruizione di contenuti VOD, mentre il 29% ha dichiarato di preferire il computer o lo smartphone. Le tre ragioni più citate per la preferenza attribuita ai dispositivi mobile sono la possibilità di guardare video in qualsiasi luogo e in ogni momento, la maggiore privacy e il beneficio di un’esperienza di visualizzazione più intima. Tale differenza negli atteggiamenti può essere attribuita anche dalla maggiore propensione di questo gruppo demografico verso l’utilizzo contemporaneo di più dispositivi. Tra i partecipanti in questa fascia di età, che hanno detto di preferire la Tv connessa per la fruizione di contenuti video, oltre due quinti (43%) hanno infatti dichiarato che preferiscono la Tv perché permette loro di usare contemporaneamente un dispositivo mobile.

 

Gli spettatori italiani intervistati sono favorevoli alle piattaforme video supportate da pubblicità

Stando ai risultati dello studio, gli utenti della Tv connessa utilizzano diverse piattaforme per la fruizione di video: il 59% ha detto di aver sottoscritto un servizio di Video-on-Demand su abbonamento (Subscription Video-on-Demand, SVOD), il 32% ha dichiarato di utilizzare servizi di Video-on-Demand e catch-up TV offerti da provider o emittenti specifiche (Broadcaster Video-on-Demand, BVOD), mentre il 14% si affida a piattaforme VOD gratuite supportate da pubblicità (Advertising Supported Video-on-Demand, AVOD).

Gli abbonati a piattaforme SVOD intervistati si sono detti interessati a prendere in considerazione servizi AVOD: il 35% li utilizza già regolarmente, il 22% ne sta considerando l’utilizzo accanto a piattaforme SVOD e il 13% sarebbe interessato a utilizzarli al posto del servizio a pagamento attualmente sottoscritto. Al di là dei servizi SVOD, gli utenti VOD italiani hanno anche dichiarato di utilizzare numerose piattaforme video ad accesso gratuito, con una media di due servizi BVOD o AVOD per partecipante.

Con appena il 14% di utenti di Tv connessa che utilizza servizi video supportati da pubblicità, l’AVOD risulta meno diffuso in Italia rispetto agli altri tre paesi europei intervistati (in cui si registra invece una media del 16%), il che indica un potenziale di crescita ulteriore. Inoltre, tra gli intervistati italiani che utilizzano un apparecchio esterno per collegare la Tv a internet, come set-top-box, dispositivi multimediali o console di videogiochi, si registra una maggiore probabilità di guardare contenuti video supportati da pubblicità (il 20% di questi utenti ha detto di usare una piattaforma AVOD). Tale tendenza potrebbe essere spiegata da una migliore distribuzione e da una maggiore facilità di accesso alle piattaforme AVOD da questi dispositivi.

Secondo il sondaggio, la percezione riguardo la pubblicità su Tv connessa sembra essere positiva. Oltre la metà (54%) degli utenti di Tv connessa considera la pubblicità meno intrusiva su questo dispositivo rispetto ad altri dispositivi. La maggior parte degli intervistati (56%) ha detto di preferire annunci personalizzati che siano pertinenti ai lori interessi individuali, mentre il 60% ha detto di essere favorevole alle pubblicità purché l’accesso ai contenuti sia gratuito.

 

Metodologia: Lo studio è stato condotto in Italia tra il 24 febbraio e il 2 marzo 2021, in collaborazione con la società di ricerca di mercato indipendente Happydemics. All’indagine hanno partecipato 1.302 intervistati rappresentativi della popolazione italiana. Lo studio è stato condotto anche in Francia (1.129 partecipanti), Germania, (1.015 partecipanti) e Regno Unito (1.006 partecipanti), per un totale di 4.452 partecipanti in quattro paesi europei intervistati tra il 17 febbraio e il 5 marzo 2021.