Il Ritorno del Pubblivoro – Un’Italia “stereotipasta”

Italiani pizza pasta e mandolino. Da sempre siamo vittime di questo stereotipo che sembra ci accompagnerà per sempre. Certo, i tempi sono cambiati e nell’immaginario degli stranieri tutto si è attenuato, ma non è scomparso. Basta rivedere il film del grande Woody Allen To Rome with Love per comprendere come anche una persona intelligente e sofisticata, nel rappresentarci, cada comunque nello stereotipo, dalla gesticolazione fino alle musiche. Anche FCA, per il lancio della 500 negli Stati Uniti, ha giocato sullo stesso stereotipo con il claim “Let your Italian out”.

Oggi analizziamo due pubblicità con questo punto di attenzione, arrivando ad una conclusione che ribalta completamente le attese.

Pasta De Cecco con “Di De Cecco ce n’è una sola” realizza uno spot per il mercato italiano utilizzando lo stereotipo. Nonostante metta in campo un cast e una regia di primissimo livello, il risultato ha un sapore di “già visto”. Claudia Gerini e Can Yaman recitano bene, la regia di Ozpetek non passerà alla storia ma è ben fatta. L’inciso che riprende le pubblicità passate elencando le qualità della pasta rompe il ritmo narrativo che, già di per sé, non è lineare. Ma l’aspetto che più mi ha stupito è il fatto che la Gerini si porta da casa la pasta, aderendo perfettamente allo stereotipo oggetto di questo commento. Una pubblicità italiana per italiani che andrebbe bene per Paesi stranieri ad alta immigrazione dal Bel Paese. Certo, la scelta musicale poteva essere un ottimo indizio.

 

Pasta Garofalo con lo spot per i mercati stranieri prende come protagonisti gli italiani all’estero realizzando una pubblicità che non solo abbandona lo stereotipo dell’italiano ma riesce a creare una comunicazione moderna, contemporanea e fortemente creativa. L’esperienza visiva è notevole, sia per il ritmo molto veloce degno dello scrolling su TikTok che per la scelta dei quadri orizzontali e verticali che vanno dal cinema al telefono, passando per la macchina fotografica con la modalità “provini”. Le narrazioni, nonostante la velocità e i cambi d’immagine, sono ben comprensibili e realistiche. Uno spot che mantiene il giusto equilibrio tra la pubblicità e il social e che, soprattutto, ci risparmia le lasagne alla bolognese e la pasta all’Alfredo.