World Tv Day: FCP-Assotv invita a riflettere su quattro aspetti con uno spot

Domani, 21 novembre, si celebra la giornata promossa dalle Nazioni Unite

Domani si celebra il World Tv Day, giornata mondiale dedicata alla televisione promossa dalle Nazioni Unite. Il tema di questa importante giornata è “TV makes a difference”.

La Tv infatti è sempre più centrale nel consumo mediale e nelle scelte di comunicazione, è una scelta a forti valenze sociali con informazione e intrattenimento di qualità, si trasforma ampliando accessi e modi di fruizione e i formati pubblicitari e vivrà un nuovo switch off nel 2022.

Per l’occasione, FCP-Assotv, l’associazione delle concessionarie Tv, trasmetterà durante il World Tv Day uno spot con i valori e le differenze della Tv e invita a riflettere su 4 aspetti a partire dalla centralità del mezzo Tv e totale ascolto in crescita nel 2020: i media sono stati profondamente colpiti e la Tv è stata sempre presente durante tutte le difficili fasi che abbiamo attraversato con un totale ascolto in crescita, complessivamente a doppia cifra (+11%) e ancora di più durante le fasi del lockdown di primavera (+35/40%).

La Tv ha dimostrato di essere ogni giorno un’utile risorsa: un companion media per le persone e al tempo stesso un media asset per le imprese per dialogare in continuità con i propri consumatori.

Il secondo aspetto è il ruolo sociale del media tra informazione e intrattenimento di qualità, cui fa seguito la trasformazione digitale della Tv, come fruizione del mezzo e offerta pubblicitaria: le concessionarie Tv hanno sviluppato la propria offerta di advanced advertising, veicolando formati innovativi sugli schermi diffusi, per estendere la reach e migliorare le campagne stesse.

Infine, la Tv come “bene di cittadinanza” e l’importanza dello switch off del 2022: la Tv è una risorsa di sistema per le aziende per sostenere i propri business, che dovrebbe avere nell’agenda politica almeno la stessa importanza data alla banda larga.

A meno di 2 anni allo switch off del 2022 (passaggio delle frequenze 700 Mhz alla banda larga mobile 5G) che obbliga tutti gli italiani ad avere almeno un televisore High Definition pronto per la tecnologia DVB-T2, è possibile affermare (RDB Auditel/Ipsos) che quasi 4 milioni di famiglie italiane su 24 sono ancora in Standard Definition. 

La normale rotazione di Tv non è sufficiente per garantire la totale sostituzione del parco Tv e nemmeno l’attuale destinazione di risorse pubbliche per sostenere questo passaggio appare sufficiente. L’importanza che il media Tv ha dimostrato nel 2020 chiede una maggiore attenzione a livello istituzionale per affrontare questo delicato switch off affinché non si trasformi in un “cut off” per molti italiani.