Il Ritorno del Pubblivoro – Pubblicità “a ritmo” di TikTok

Se creatività è rompere gli schemi, come si riesce a essere creativi in un momento in cui lo schema si è rotto da solo? Oggi riprendiamo la rubrica “Il ritorno del pubblivoro” analizzando due pubblicità che provano a definire un nuovo schema. Il coraggio sta nell’abbandonare lo storytelling (nel senso più compiuto del termine) per andare verso la massimizzazione dell’esperienza audiovisiva creando un mix tra i contenuti del videoclip musicale e il linguaggio di TikTok.

Partiamo da TIM che con la produzione che titola “Brava” mette al centro la celeberrima canzone interpretata da Mina. Il pezzo è, di fatto, una meta canzone poiché la cantante nel testo evidenza il proprio virtuosismo canoro interpretandolo attraverso cambi di tono e velocità. Necessariamente e giustamente la canzone è la vera protagonista dello spot e guida lo storyboard. Il risultato è eccellente, tanto che il “sono brava” diventa caratteristica identitaria dell’azienda, senza forzature. L’unico passaggio dove la voce si piega al video è il passaggio subacqueo. Ottimo escamotage che, come il suono del gong, riattiva lo spettatore. L’idea è di rappresentare la capacità di connessione dell’azienda attraverso delle linee evidenziate che compaiono durante tutto lo spot. Probabilmente questo dettaglio è un di più che distoglie l’attenzione dall’esperienza complessiva. Così come Dante che sembra tenere in mano un tablet. Penso che non ci fosse così bisogno di legare la visione ai servizi dell’azienda, perché già il fatto di arricchire di valore il brand è un risultato importante sul quale valeva la pena di concentrare il cento per cento degli sforzi. 

Molto ben riuscito anche lo spot dell’Amaro Averna che con “Open Sicily” ci catapulta in una Sicilia che abbandona la fermezza alle tradizioni per muoverle verso la modernità. Aspetto ben rappresentato dal vestito nero lasciato al vento. Dal punto di vista estetico e visivo tutto lo spot è notevole. I passaggi tra realtà e rappresentazioni metaforiche, dettagli e campi lunghi, staticità e dinamismo sono molto moderni e strizzano l’occhio al linguaggio veloce e a caccia di straordinarietà di TikTok. Le scene di consumo del prodotto non sono invasive e ben si sposano nell’insieme, così come la rappresentazione della bottiglia è perfettamente integrata nello spot. Penso che il montaggio sia uno dei più moderni e ben riusciti di quest’anno, molto particolare e di difficile interpretazione.