Il Ritorno del Pubblivoro – La GDO, fra convenienza e fantasia

La GDO è stata un settore anticiclico durante il lockdown. All’avvicinarsi della nuova normalità è interessante vedere quali siano le scelte verso i propri clienti, che hanno vissuto, per la maggior parte, tutta la ciclicità della crisi. 

Iniziamo con Coop che con “Convenienza forza 10” vuole stare a fianco del proprio cliente puntando appunto sulla convenienza, consapevole che il potere d’acquisto è diffusamente sceso e che più volte la stampa ha sottolineato come siano cresciuti i prezzi dei prodotti venduti nei supermercati.

Il protagonista è il carrello della spesa che rappresenta lo spirito dell’azienda, in piena continuità con le comunicazioni precedenti. Oltre all’offerta vantaggiosa l’accento è sull’italianità dei prodotti e sulla selezione “a marchio”, come a ribadire la qualità e la convenienza dei prodotti che riportano il brand del distributore. Nella sua semplicità è efficace. Unico punto debole è la rappresentazione troppo finta della vita all’interno del punto vendita: va bene la distanza sociale, ma il supermercato è veramente poco frequentato, niente code all’ingresso e il cliente che entra con la lista della spesa non ha guanti e non si igienizza le mani prima di avvicinarsi ai carrelli.

Scelta completamente diversa quella di Crai che con “L’appuntamento” gioca la carta della fantasia. Infatti, l’idea creativa si basa su una delle regole del grandissimo Bruno Munari descritte nel suo libro/manuale “Fantasia” in cui spiega come una delle possibilità per scatenare la creatività sia il cambio di funzione d’uso degli oggetti. Ed ecco che in questa pubblicità il Vesuvio diventa un fornello, la Mole Antonelliana un cestello per il ghiaccio e così via. Una bell’idea per rappresentare la bellezza dell’Italia senza cadere nella retorica abusata durante il lockdown. Ottima l’idea dell’animazione per rappresentare il valore dell’azienda. In questo caso la finzione, con tutta la poesia sottolineata dalla musica particolarmente ben riuscita, dà concretezza al valore promosso: la centralità del cliente. Tutto questo nonostante il protagonista dello spot non sia il cliente stesso ma bensì il lavoratore Crai. Scelta curiosa, ma pensandoci bene, gratificare il “cliente interno” che in questo ultimo periodo è stato sottoposto a ritmi stressantissimi è la giusta strada per costruire una relazione efficace e quindi un’esperienza d’acquisto gratificante per il cliente finale.