Il Ritorno del Pubblivoro – Uno spot per manifesto

Sempre di più la comunicazione sta abbandonando la strada di descrivere funzioni d’uso e prestazioni per illustrare filosofia e valori, per rispondere all’ormai famosissimo “Perché” di Simon Sinek, visto da più di 50 milioni di persone su Ted. Oggi analizziamo due pubblicità che puntano sulla filosofia che sta dietro, o meglio sopra, la fabbricazione dei prodotti e dei servizi. Filosofia che diventa manifesto del brand.

Iniziamo con Mulino Bianco, che sembra prendere in prestito il bello e divertente libro di Francesco Piccolo “Momenti di trascurabile felicità” per raccontare la ricerca di questo giovane ragazzino di piccoli momenti di felicità, appunto. La narrazione è intrigante: il protagonista, acuto osservatore, coglie il piacere di altre persone in piccoli gesti e ne imita il comportamento cercando di capire cosa stanno provando in quel gesto. Ma copiare la forma non lo aiuta nel comprendere la sostanza. La ricerca si conclude quando, quasi per caso, trova il proprio gesto, che gli procura quel piccolo momento di felicità che racchiude la sua bellezza proprio nell’essere esclusivo di chi riesce a dargli un senso proprio. Ottima la scelta di non accompagnare con le parole la storia e di lasciare alla musica il compito di sottolineare la poesia della ricerca. Perché, così come non si riesce a spiegare cosa si prova in quei piccoli attimi, così è giusto lasciare allo spettatore lo stesso tipo di ricerca del protagonista nello svelare la storia. Bella l’idea di collegare il prodotto al momento per ancorare il valore al brand e per poi spiegare la filosofia sul finale.

 

Anche Eolo presenta la sua campagna manifesto illustrando la propria filosofia. Il voice over necessariamente spiega anche di cosa si occupa l’azienda, concentrandosi sulla missione e sfida piuttosto che sulle caratteristiche tecniche del servizio. E la scelta di rimanere più alti è giustissima. Bella l’idea di dare dinamismo e originalità alle immagini attraverso il gioco compositivo, permette un’esperienza visiva piacevole che cattura lo spettatore. Interessante la scelta di dedicare qualche istante al fondatore, raggiungendo così due obiettivi: quello di “mettere la faccia” personalizzando l’azienda e quello di rappresentare la visione, la prospettiva verso il futuro. Io non avrei sottolineato “La strada da fare è ancora tanta ma non ci fermeremo”, evidenziando il bicchiere mezzo vuoto, ma avrei detto “Abbiamo fatto molta strada e ne faremo ancora tanta”, mettendo in evidenza l’aspetto positivo. È una piccola cosa. Ma trovare il pelo nell’uovo, criticare attraverso il mio punto di vista è uno dei miei preferiti momenti di trascurabile felicità.