Fase 2, il digitale in aiuto al retail: 5 strategie elaborate da Thron

Lo stop imposto alla maggior parte delle attività commerciali offrirà una grande opportunità di digitalizzazione alle strategie retail. A sostenerlo è uno studio di Thron, piattaforma enterprise per la gestione intelligente di contenuti e prodotti. Il whitepaper completo “Perchè il retail ha bisogno del digitale” è disponibile online .

Thron accentra su un unico hub la gestione di foto, video, testi e prodotti, li distribuisce su diversi touchpoint (sito, NL, app, etc) e ne misura le performance grazie all’AI, per mostrare agli utenti ciò che corrisponde ai loro interessi. Attraverso Content Platform di questo tipo, non è solo possibile preservare la coerenza del brand sui canali online. Le enormi quantità di dati di queste settimane possono diventare, grazie alla Content Intelligence, una miniera di informazioni fondamentale per conoscere meglio i clienti e per orientare anche la produzione, le strategie espositive in-store e altri aspetti della filiera di vendita. Fattori che si riveleranno particolarmente critici al momento di riguadagnare la fiducia dei consumatori e affrontare le incognite della riapertura dei punti vendita, suggerite dai trend della Cina post emergenza. Se da una parte si assiste al fenomeno del “revenge spending” manifestato da molti consumatori, dall’altra negozi e centri commerciali stanno registrando meno del 50% dei clienti, secondo i dati di Walmart.

Ecco quindi 5 strategie che aiuteranno il mondo retail a ripartire dal digitale:

Empowerment delle forze di vendita

Conoscere in anticipo i comportamenti digitali del consumatore (ad esempio le caratteristiche di prodotto comuni alle sue visualizzazioni sul catalogo digitale o altri canali online) consente al personale in-store di costruire un servizio di vendita su misura, in grado di offrire prodotti in linea con le richieste, anche se non espresse direttamente. Il grado di personalizzazione può raggiungere anche livelli molto alti se l’utente condivide volontariamente, ad esempio, i propri dati di geolocalizzazione. Questo permetterà di individuarlo quando arriva in store, offrendogli consigli tailor made, basati sui propri dati di fruizione dei canali digitali.

Design del prodotto

Quelli che fino a poco fa erano i semplici “destinatari” delle campagne di marketing e comunicazione, oggi possono contribuire al co-design. Questo consente di migliorare i dettagli in-store in chiave personalizzata. Ad esempio, l’AI è in grado di riconoscere il colore dominante dei contenuti. In questo modo se l’azienda vede che gli utenti che acquistano un determinato prodotto amano interagire con contenuti di un determinato colore può presentare loro un packaging ad hoc o rivedere singoli dettagli personalizzabili (es. varianti di colore).

Assortimento dei prodotti

Dai contenuti arrivano spunti utili anche per strategie di disposizione dei prodotti più efficaci. Se nella navigazione sul sito gli utenti hanno privilegiato i contenuti relativi a certe linee di prodotti questi dati si rivelano utilissimi per decidere l’assortimento dei prodotti in-store. Il prodotto più apprezzato si guadagna di diritto un posto di primo piano sullo scaffale.

Upsell/Promozioni

L’analisi dei contenuti è in grado di rilevare, tra le altre cose, le sequenze di visualizzazioni/acquisto più frequenti. Se l’azienda scopre che rossetto+lucidalabbra sull’online è un’accoppiata vincente, la può riproporre anche sul fisico con promozioni che le congiungono.

Scelta di testimonial/Influencer

L’AI, tra le altre cose, è in grado di rilevare anche le figure rilevanti per il marchio. Se nella fruizione vengono privilegiati i contenuti con protagonista un certo atleta o una figura dello star system, è possibile individuare quali sono i testimonial più rilevanti per un brand e i suoi prodotti.

Antonio Comelli, Marketing Manager di Thron, commenta: «Il commercio potrà ripartire dopo questo momento critico, se saprà cogliere la grande opportunità offerta dal digitale. Durante il lockdown, le interazioni con i brand si sono spostate unicamente online e oggi abbiamo a disposizione un patrimonio consistente di dati che ci racconta molto sui nostri clienti finali. Sarà un’occasione unica per progettare esperienze sempre più rilevanti in uno scenario retail completamente ridefinito».