Realize Point – Così è aumentata l’attenzione al digitale da parte degli italiani

Una recente analisi di Gfk mostra come durante il lockdown in Italia sia cresciuto dell’11% il tempo dedicato al digitale soprattutto da parte dei baby boomers e dalla Generazione X

Thomas Philippon, professore di finanza della New York University, a fine aprile dichiarava al New York Times: «Le aziende che hanno reso meglio in questo periodo di crisi dovuto all’epidemia di coronavirus sono le stesse che hanno i modelli di business più adatti a resistere, perché possono fare tutto online». Facile pensare ai colossi americani come Google, Facebook, Amazon, Apple, Microsoft che non potranno che uscire più solidi da questa crisi, che sembra tagliata su misura per dare una spinta ulteriore ai loro business.

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Ma c’è una rilevazione di dati, prodotta dalla società di ricerche e analisi Gfk e pubblicata su Realize, il magazine del gruppo Agos, che mostra come la vita dei cittadini dal Covid-19 in poi, ha iniziato a essere sempre più tecnologica e sempre più legata alla comunicazione, ai social media e a tutto quello che avviene via streaming. Anche in Italia. Con conseguenze dirette sulle abitudini e sulle scelte e priorità di consumo. E un apporto positivo anche ai canali digitali di aziende che finora li avevano implementati ma con un risultato solo parziale.

Nell’ambito del monitoraggio settimanale che Gfk fa per analizzare gli effetti del Coronavirus sui mercati, sui consumatori e sui media, emergono dati che vanno proprio in questa direzione: durante il lockdown, tra il 21 febbraio e il 12 aprile, è cresciuta dell’11% la quota di tempo dedicata dagli italiani a tutto ciò che riguarda la vita digitale, da casa, in isolamento che ha interessato ambiti diversi a seconda dei gruppi sociali.

La crescita più forte ha riguardato proprio i Baby Boomers (nati tra il 1946 e il 1964, +16%) seguiti dalla Generazione X (nati tra il 1965 e il 1979, +14%), che probabilmente prima del lockdown utilizzava meno di frequente questi strumenti digitali e che si è dovuta attrezzare per comunicare a distanza, per necessità legate allo smart working o al mantenimento delle relazioni sociali.

Nelle generazioni più giovani, già abituate a dedicare molto tempo a questi aspetti della vita digitale, l’incremento è stato più ridotto: +9% per i Millennials (nati tra il 1980 e il 2000) e +3% per la Generazione Z (i nativi digitali nati tra il 1990 e il 2010).

I settori più frequentati online sono stati quelli della gdo, dei temi legati alla cucina e del fitness.

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Realize – Uno sguardo sul mondo dei consumi e dei consumatori in collaborazione con il magazine del gruppo Agos