Bellezza e Benessere: gli acquisti sono sempre più eco-friendly

L’acquisto di prodotti di bellezza e skincare sono sempre più guidati da scelte eco-sostenibili e spesso i consumatori impiegano nuove tecnologie per prediligere soluzioni che soddisfino al meglio le loro esigenze e desideri in questo ambito.

Tuttavia, un nuovo documentario della BBC3, Beauty Laid Bare, rivela quanta poca plastica sia effettivamente riciclata. Il documentario, in tre parti, segue quattro persone sui vent’anni per due settimane in tutta l’America per indagare i segreti dell’industria del beauty e mostrare come sia uno dei peggiori contribuenti alla plastica non riciclabile.

La nostra ricerca, condotta attraverso Global Web Index (GWI) nel 2019, mostra che mentre il prezzo rimane in modo schiacciante uno dei principali motori dell’acquisto, i consumatori stanno sempre più volgendo la loro attenzione alle questioni ecologiche ed etiche. Quest’ultimo aspetto li motiva a scelte significative basate su tre punti principali: sostenibilità, adattabilità e inclusione. Le tecnologie, come la realtà aumentata e le app mobili, sono dei tool per aiutarli in tal senso.

Lo studio verticale appena citato s’intitola “Fresh Faces, The Global Beauty & Skincare Study 2019” e raccoglie le esperienze di un panel di 4.487 utenti di sesso femminile di età compresa tra i 16 e i 64 anni, suddivisi in quattro gruppi demografici chiave: Millennial (età 22-34 anni), Gen X (35-55), Reddito Familiare Alto e “Consumatori eco-consapevoli” (coloro che hanno a cuore la sostenibilità del packaging, dei test e degli ingredienti). Il concetto di adattabilità è essenziale: test e ricerche sono fondamentali per l’acquirente di oggi. La capacità di vedere, toccare e sentire i prodotti è al primo posto tra i motivi per cui i consumatori comprano un prodotto, insieme all’esigenza di trovare la soluzione più versatile alla loro routine quotidiana. Non sorprende come alcuni marchi lungimiranti stiano rispondendo a questa crescente domanda dei consumatori di acquisto consapevole. Si tratta di una tendenza che prevediamo continui a evolvere.

L’organizzazione non governativa dell’Unione Europea “Zero Waste Europe” nel 2018 riferisce che oltre 120 miliardi di unità di imballaggio vengono prodotte ogni anno nel settore cosmetico globale. L’Oréal si è impegnata pubblicamente a realizzare imballaggi ecologici al 100% entro il 2025 e Lush sta aprendo la strada al movimento “zero packaging” realizzando prodotti in forma solida. Altri stanno lavorando per ridurre la loro impronta di carbonio e innovare sia i prodotti che vendono, sia le catene di approvvigionamento.

Quest’anno, Procter & Gamble lancerà negli Stati Uniti una linea per la cura dei capelli chiamata Waterless. Inizialmente, è stato progettata per incoraggiare la conservazione delle risorse idriche a Cape Town, in Sudafrica, al fine di aiutare a preparare i residenti al “giorno zero”, quando le fonti d’acqua si prosciugeranno e inizierà il razionamento.

Anche i rivenditori si stanno adattando e persino contribuendo a guidare l’ascesa degli acquisti consapevoli. Nel 2020, infatti, Net-à-Porter ha lanciato una sezione shoppable dedicata ai prodotti di bellezza e cura della pelle eco-friendly. Si tratta di un progetto che segue di pari passo le scelte etiche fatte per l’abbigliamento nel 2019. È una mossa astuta per il rivenditore di lusso, influenzata da quello che oggi i consumatori richiedono, a conferma di quanto riveliamo nella nostra ricerca. Si tratta di un trend interessante perché mostra una linea di auto-consapevolezza distante da scelte che in passato potevano essere condizionate dagli influencer. 

Questi ultimi, inversamente, stanno perdendo sempre più appeal e fiducia. La nostra ricerca, per contestualizzare questi trend, rivela altri dati collaterali interessanti.

Il 43%* dei consumatori beauty/skincare dichiara di essere maggiormente influenzato dagli articoli online (o dal contenuto editoriale stesso o dalla pubblicità all’interno degli articoli) nel loro percorso di scoperta o acquisto di nuovi prodotti.

Il 37%* dei consumatori è attento all’eco-sostenibilità ed è disposto a pagare anche di più per rispettare questa necessità. Questi utenti concordano fermamente sul fatto che sia i packaging sia gli ingredienti dovrebbero essere ecologici e naturali. Il 52%* dei consumatori beauty/skincare afferma che pagherebbe di più per prodotti sostenibili ed ecologici. 

Il 76%* dei consumatori beauty/skincare dichiara di essere più propenso a effettuare un’azione come cercare maggiori informazioni o visitare il sito web della marca, dopo aver visto un annuncio pubblicitario video. 

Il 59%* dei consumatori beauty/skincare riconosce il valore nell’utilizzo di nuove tecnologie come l’AR, virtual advisor o chatbot. Francia, Giappone e Germania sono i Paesi in cui i consumatori sono più reticenti e preoccupati, mentre i consumatori in Brasile e Messico hanno meno propensione a esserlo.

Con i consumatori che cercano attivamente ulteriori informazioni per convalidare e giustificare le loro scelte di bellezza, i marchi che mettono la sostenibilità al centro dei loro sforzi e comunicano in modo onesto e trasparente saranno ben posizionati per trarre vantaggio dal passaggio a una vita più “significativa”. Insomma, le parole e le azioni delle aziende di bellezza devono essere più che profonde.

 

*Intero panel globale. “Fresh Faces, The Global Beauty & Skincare Study 2019”, Teads