Se l’influencer bara rischia (anche) l’azienda

Nell’ambito delle campagne di social media marketing, messe in atto dalle imprese, il numero dei like e dei follower è pacificamente individuato come indicatore di successo di queste campagne.

Non sorprende allora che sia diventato sempre più fiorente il business legato alla vendita di “pacchetti” di account o like/traffico falsi. A fronte di questo fenomeno, si è posto tuttavia sempre più pressante il quesito circa i possibili profili di rischio per le imprese derivanti da questo strumento di aumento artificiale del traffico online.

Eugenio Bettella

L’utilizzo di account o like/traffico falsi per “dopare” il successo delle campagne di social media marketing è una pratica purtroppo oramai significativamente diffusa che in termini economici, a livello globale, vale miliardi di euro.

Ma soprattutto configura una pratica illegale già le cui prime vittime sono ovviamente i consumatori, ma anche le imprese sia dal lato della propria reputazione, qualora emergesse agli occhi del pubblico una pratica simile, (per quanto incolpevolmente laddove adottata dall’influencer per prezzare al rialzo la propria testimonianza), sia a livello di responsabilità civile laddove un giudice intravedesse una commistione tra influencer e impresa committente.

Attualmente in Europa assistiamo a un vuoto normativo in materia, ma negli USA ad esempio la Federal Trade Commission ha recentemente condannato una società per queste pratiche illegali sanzionandola per 2,5 milioni di dollari.

Nella pratica oggi sono le imprese che cercano di tutelarsi presso gli influencer che utilizzano, manlevandosi dalla responsabilità di pratiche illegali, ma la verifica della correttezza non è semplice. Da questo punto di vista, appare dunque sempre più ineludibile la necessità per le imprese di implementare al più presto adeguati codici di condotta, affinché i propri dipartimenti marketing evitino di utilizzare tali strumenti di aumento del traffico online, oltre che difese contrattuali specifiche nei rapporti con gli influencer, a tutela delle aziende ma anche dei consumatori e del mercato.

 

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