Cancellare l’Epatite C si può: lo racconta uno spot in onda sulla Rai firmato Diessecom

In occasione della Giornata Mondiale delle Epatiti promossa dall’OMS per il 28 luglio, SIMIT (Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali) e AISF (Associazione Italiana per lo Studio del fegato) hanno presentato uno spot sull’HCV, patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero della Salute, in onda dal 23 luglio fino a fine mese sui canali Rai radio e tv. Lo spot porta la firma di Diessecom Comunicazione & Media di Daniel Della Seta. «Il concetto che trasmettiamo nello spot è che è possibile, con le nuove cure, cancellare l’epatite proprio come si cancella dalla lavagna» dichiara Della Seta a Touchpoint Today. Partner della campagna sono Ferrovie dello Stato Italiane, che contribuirà ad amplificarne il messaggio diffondendo lo spot attraverso i propri canali, e Farma Magazine, la voce delle farmacie in Italia, che ha dedicato alla campagna la copertina e un ampio articolo nel suo organo di stampa disponibile in oltre 1 milione di copie presso 17mila farmacie in Italia.

Il fatto da comunicare è che per la prima volta a 30 anni dalla scoperta del virus è disponibile gratuitamente una cura per eradicare il virus dell’Epatite C in tempi rapidi e senza effetti collaterali.  «Abbiamo curato tantissime persone. Ora dobbiamo porci l’obiettivo di curare l’intero paese – ha affermato Massimo Galli, Presidente SIMIT -. Il percorso è sicuramente complicato, ma far emergere il sommerso e curare più persone possibile vuol dire ridurre in maniera sostanziale la circolazione del virus, fino a minimizzarne l’ulteriore diffusione. Virtualmente, cancellarlo dal Paese. Il risultato già ottenuto è rilevantissimo: 185mila persone, di cui il 97-98% è perfettamente guarito dal virus, sono già state curate. Siamo al secondo posto tra i paesi industrializzati per numero di trattamenti eseguiti, dopo gli Stati Uniti, una nazione ben più popolosa della nostra».

«La guarigione garantita dalle nuove terapie per l’HCV implica che il paziente torni sano: è uno dei pochi casi in medicina in cui si guarisce da una malattia cronica – evidenzia Alessio Aghemo, membro del Comitato Coordinatore AISF –. I pazienti presenti nei nostri centri sono stati trattati, ma resta una quota che non afferisce ai centri e non è seguita. Queste persone pur malate non possono accedere alla terapia: è su di loro che dobbiamo lavorare, aumentando il tasso di diagnosi e accelerando il percorso dalla diagnosi al trattamento».

L’agenzia Diessecom Comunicazione & Media è intanto già al lavoro nella realizzazione di una campagna di informazione sulla procreazione medica assistita. Vedrà la luce invece nel 2020 la comunicazione sulle malattie croniche intestinali, che sarà firmata da Paolo Genovese.