Audiweb 2.0 “rimandata a settembre” dall’Agcom

Le criticità sollevate dall’Authority. Audiweb è “serena” e si organizza per correre ai ripari

Non una vera “bocciatura”, semmai una “debito” da riparare a settembre. Ma sempre dipende se il bicchiere si considera mezzo pieno o mezzo vuoto. Dopo un processo durato oltre un anno, Agcom ha preso una decisione relativa alla metodologia di rilevazione delle performance web dei principali editori italiani Audiweb 2.0, elaborata in collaborazione con Nielsen e Facebook.

Angelo Marcello Cardani

Pubblicata due giorni fa sul sito dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, la delibera pone l’accento su alcune criticità nella metodologia della ricerca. Agcom non impone ad Audiweb multe o divieti, ma pone precisi paletti e intima al consorzio di sottoporre a un vero audit tutte le fasi del processo, fasi che il soggetto certificatore deve anche essere in grado di replicare. E il meccanismo deve essere attivato entro 30 giorni.

Entro sei mesi, poi, Audiweb dovrà trasmettere una documentazione completa sul transito dei dati verso Facebook. Questo appare come l’aspetto più critico in quanto nella delibera e per ammissione della stessa Nielsen la disponibilità di Facebook a rendere trasparenti e certificabili i propri algoritmi è già stata definita come “impossibile”. Inoltre Audiweb è tenuta a fornire, entro 30 giorni, “dati certi e verificati” sulle rilevazioni censuarie e sui risultati della calibrazione Facebook.

Marco Muraglia

Audiweb ha più volte incontrato Agcom, fornendo documentazioni e approfondimenti sui controlli continui effettuati dal lancio della metodologia. Contattata da Touchpoint Today, Audiweb non ha una fornito una comunicazione ufficiale, ma non considera il fascicolo una “bocciatura”. In un clima di massima serenità saranno organizzati i lavori rispetto a quello che deve essere fatto per soddisfare le richieste di Agcom.

Gli aspetti critici

Secondo la ricostruzione di Adnkronos “l’attuale assetto dei rapporti che caratterizzano il funzionamento di Audiweb – in relazione al ruolo di Nielsen e di Facebook – non appare funzionale a fornire al mercato di riferimenti le garanzie proprie di un Jic (Joint Industry Committee, un organismo partecipato dalle associazioni di categoria rappresentative degli operatori del mercato: da un lato, gli editori e fornitori di contenuti online che fruiscono dei dati di audience per verificare le performance dei servizi offerti e valorizzare la pubblicità diffusa attraverso i propri siti; dall’altro, gli investitori e intermediari di pubblicità che utilizzano tali informazioni per la pianificazione pubblicitaria)”. È il punto 259 della delibera che, di fatto, costituisce la sconfessione totale dell’operato di Audiweb, ratificando che con l’assetto di questa metodologia Audiweb ha finito per perdere il ruolo di garante super partes delle misurazioni. AgCom ha infatti potuto constatare che tecnologia e dati non sono di proprietà di Audiweb ma di Nielsen, mentre in tutti gli altri Paesi i Jic – che sono i committenti della ricerca – li possiedono. Secondo AgCom, di conseguenza, Audiweb non può con questa metodologia misurare le performance del mercato garantendo una reale indipendenza e terzietà. L’impostazione di Audiweb 2.0 prevede il passaggio di dati personali da Audiweb a Nielsen e a Facebook. Questo transito di dati, originariamente smentito da Audiweb, poi ammesso parzialmente e infine definito basilare per il funzionamento dell’architettura, rischia di risultare non in linea con le norme del Gdpr. Inoltre, investigando su una particolare fascia d’età dei lettori (la 35-44 anni, nodale per gli investimenti pubblicitari) AgCom ha notato come il numero complessivo di chi si collega a Internet rilevato da Audiweb fosse più alto del totale della popolazione italiana di quella specifica età misurata da Istat, il che rivela non completa coerenza e instabilità.