All’asta capolavoro della miniatura fiorentina del Trecento

(Adnkronos) – Un capolavoro della miniatura fiorentina del Trecento sarà tra i protagonisti dell’asta che Christie’s terrà mercoledì 8 luglio a Londra. Si tratta dell’iniziale istoriata “N” con i santi Pietro e Paolo, realizzata da Don Silvestro dei Gherarducci (1339-1399) tra il 1371 e il 1374 per un Graduale del monastero di Santa Maria degli Angeli di Firenze. La casa d’aste la propone con una stima di 150.000-200.000 sterline (circa 175.000-235.000 euro). 

L’opera, dipinta a tempera e oro su pergamena, misura circa 30 centimetri per lato e raffigura i due apostoli all’interno di una monumentale iniziale “N” decorata da un elaborato drago. San Pietro è rappresentato con le chiavi e la croce del martirio, mentre san Paolo tiene la spada e il libro. La miniatura introduce l’introito della messa per la festa dei santi Pietro e Paolo del 29 giugno, con l’incipit “Nunc scio vere, quia misit Dominus Angelum suum”. Secondo Christie’s, come riporta l’Adnkronos, si tratta di una delle più importanti miniature italiane comparse sul mercato negli ultimi anni. Lo stato di conservazione è definito pressoché eccezionale, con solo lievi perdite di colore e della doratura, nonostante i circa sei secoli e mezzo trascorsi dalla sua realizzazione. 

Il foglio apparteneva originariamente al Corale 2 del monastero camaldolese di Santa Maria degli Angeli, uno dei più importanti codici liturgici miniati prodotti nella Firenze del XIV secolo e oggi conservato, seppure mutilato, alla Biblioteca Medicea Laurenziana. Il manoscritto fu completato nel 1371 e decorato negli anni successivi da Don Silvestro, monaco del convento, che ne guidò lo scriptorium fino alla fine del secolo formando artisti destinati a diventare protagonisti della miniatura tardogotica, tra cui Lorenzo Monaco. La pagina venne staccata dal manoscritto probabilmente tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, durante le dispersioni che interessarono numerosi codici miniati nel periodo napoleonico. Da allora ha conosciuto una lunga e prestigiosa storia collezionistica. 

 

Tra i suoi proprietari figurano infatti William Young Ottley, tra i pionieri dello studio dell’arte italiana in Gran Bretagna e futuro conservatore del Dipartimento Stampe e Disegni del British Museum di Londra, il collezionista John Rushout, secondo Lord Northwick, e successivamente David Alexander Robert Lindsay, XXVIII conte di Crawford, protagonista della vita culturale britannica del Novecento e presidente del National Trust. 

Dal punto di vista artistico, gli studiosi considerano i corali miniati da Don Silvestro dei Gherarducci per Santa Maria degli Angeli il momento di piena maturità della sua produzione. In queste opere il miniatore abbandona progressivamente i modelli più severi della tradizione precedente per sviluppare uno stile caratterizzato da maggiore monumentalità, raffinate armonie cromatiche e una ricca decorazione gotica. Le figure solenni dei santi, i panneggi eleganti, l’uso del fondo oro e la fantasia ornamentale dell’iniziale testimoniano una qualità pittorica che avvicina la miniatura alla grande pittura contemporanea. 

L’ammirazione per il lavoro di Don Silvestro dei Gherarducci era già documentata nel Cinquecento. Giorgio Vasari ricordava infatti di aver osservato personalmente i codici miniati dall’artista, lodandone “l’accuratezza del disegno e la bellezza dell’esecuzione”. (di Paolo Martini) 

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