AI Gigafactory, Tim tra i leader della squadra della candidatura italiana

(Adnkronos) – Anche Tim nella squadra italiana che si candida a realizzare una delle Ai Gigafactory europee, con un ruolo di leadership: l’azienda (con Poste, che è già ora primo azionista del gruppo) è vicina ad essere l’operatore della nuova infrastruttura (dovrebbe essere da 500 MW) al centro di un progetto che da mesi vede nella squadra di aziende partecipanti Eni, Leonardo, Fibercop, Fastweb, con l’Ai4i di Torino e il Cineca di Bologna nel ruolo di coordinatori con le istituzioni. Lo riferiscono ad Adnkronos fonti vicine al dossier. La possibilità dell’ingresso di Tim è iniziata a circolare negli ambienti vicini alla partita gigafactory negli scorsi mesi, ma si sta definendo ora, mentre si avvicina la pubblicazione del bando Gigafactory da parte dell’Ue. La presentazione della squadra italiana dovrebbe avvenire tra un paio di mesi. L’ingresso di Tim si sta concretizzando dopo il cambio della guida di Leonardo, con l’addio di Roberto Cingolani. La squadra italiana per la gigafactory ha dovuto trovare un nuovo assetto interno. Contattata da Adnkronos, Tim non ha commentato.
 

L’ingresso di Tim, forte dell’esperienza maturata nel Psn (Polo strategico nazionale) scioglierebbe uno dei nodi principali del progetto, quello dell’individuazione di un operatore dell’infrastruttura di calcolo e dei data center che la comporranno. Un passo importante per poter sperare di aggiudicarsi uno dei 4-5 poli finanziati con 20 miliardi di euro (in tutto) dall’Ue, nel quadro di partenariati pubblico-privati, con il 30% di investimento da parte della Commissione Ue e degli Stati membri (a metà) e il 70% da soggetti industriali. Un progetto che, a grandi linee, varrebbe per l’Italia quindi circa 4 miliardi di euro, e che sarebbe per gradi: non si partirà subito dall’obiettivo di 500 Mw, ma da un primo rilascio da 95 Mw.
 

Sulle città che parteciperanno al progetto c’è ancora confusione. Al momento l’unico punto fermo è un mega data center targato Eni, previsto in Lombardia, vicino Pavia. Oltre ad avere in zona già un Green data center e due dei supercomputer più potenti al mondo, l’Hpc6 e l’Hpc7 appena inaugurato, Eni ha stretto un accordo un anno fa con gli emiratini di Khazna data centers per un AI Data Center Campus (capacità IT complessiva di 500 MW) a Ferrera Erbognone, e potrebbe essere questa la struttura fondamentale per una gigafactory italiana.  

Dallo scorso autunno la candidatura nostrana è stata però impostata con una logica ‘diffusa’. All’inizio l’altra città in lizza per ospitare parte dell’infrastruttura era Grottaglie, vicino Taranto, dove c’è un sito Leonardo ma dove l’infrastruttura sarebbe tutta da costruire. Ma negli ultimi mesi il prolungamento dell’attesa per la pubblicazione del bando da parte della European High-Performance Computing Joint Undertaking sulle gigafactory (previsto a febbraio, dovrebbe arrivare a luglio) ha dato modo di far crescere proposte alternative. 

Preme molto per entrare nel progetto anche Genova, tra le prime ad avanzare una candidatura, forte della presenza del mega-calcolatore della stessa Leonardo, davinci-1, e dell’Istituto italiano di tecnologia. La Liguria ha un suo sostenitore nel Governo, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Innovazione Alessio Butti, che ha menzionato la posizione centrale nel Mediterraneo, i cavi sottomarini, e l’ecosistema locale tra i punti di forza della candidatura. Negli ultimi giorni alcune dichiarazioni del ministro dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini hanno fatto pensare a un ruolo anche per Bologna, sede del tecnopolo che ospita tanti supercomputer, da Leonardo all’Ai factory (da non confondere con la Gigafactory, per quanto parte delle iniziative europee sul supercalcolo) chiamata It4lia. Tra le macchine di Bologna c’è Innovate, piccolo supercomputer AI pensato proprio per le imprese, quindi con la stessa filosofia delle gigafactory. Ma per dimensioni l’apporto al progetto sarebbe comunque residuo.  

Mentre la candidatura si definisce, il bando europeo si avvicina. Rispondendo recentemente a una domanda di Adnkronos il ministro del Mimit Adolfo Urso si è limitato a dire che la candidatura italiana dovrebbe essere definita “nelle prossime settimane”. (Di Alessandro Pulcini) 

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