Singularity University? Zamagni: “L’abbiamo sottovalutata, Trump non è pazzo e Thiel prepara una nuova classe dirigente’
(Adnkronos) – “La nascita della Singularity University fu un evento sottovalutato e di ciò siamo responsabili. La colpa è nostra se sono andati avanti. Abbiamo dormito troppo”. “In sede europea si pensi adesso allo sviluppo di una nuova ‘Università della Singolarità’, a un think tank che provveda, con aproccio critico, all’elaborazione di una alternativa neoumanista al transumanesimo prospettato dalla Singularity University”. “Dobbiamo aggredire il male alla sua radice”. Tanto più che “Peter Thiel (il capo squadra) è venuto a Roma per preparare una nuova classe dirigente”. A parlare è l’economista Stefano Zamagni, presidente emerito della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, che spiega all’Adnkronos la necessità impellente di un approccio critico che individuando ‘chi’ usa la tecnologia come strumento di dominio, contro-intuitivamente sveli la struttura silenziosa di potere che stesse nuove tecnologie portano iscritto nel loro dna. Ciò per riprendere in mano la barra del timone e virare dal transumanesimo – alle porte – a un neoumanesimo che rimetta l’essere umano al centro dello sviluppo e la tecnologia al servizio dell’uomo, non il viceversa.
Quale rischio si corre continuando ad ignorare l’esistenza di realtà come la Singularity University?
“Peter Thiel (mentore politico ed economico del vicepresidente Jd Vance – ndr) è una persona colta, laureato in filosofia e poi in legge, fu allievo del filosofo francese Girard, l’autore del libro ‘Vedo Satana cadere come la folgore’. Insieme ad altri ha portato avanti una linea di pensiero confluito nella Singolarity University, fondata nel 2007, che applica il cosiddetto punto di singolarità (termine mutuato dalla fisica per indicare il punto di rottura) alla sfera economica, politica e sociale, per predirre e individuare il cambiamento di fase e direzione dell’intero sistema innescato dalla velocità in crescita esponenziale del progresso tecnologico. Quanto è avvenuto nel 2007 e ciò che sarebbe accaduto in Europa fu sottovalutato. Così loro sono andati avanti alleandosi con le high tech della Silicon Valley, poi con le 7 sorelle, ben ‘patrimonializzando riserve di pensiero’. Quindi sono arrivati a stendere un Manifesto, la cui idea centrale è: libertà e democrazia non possono più andare d’accordo. Ed hanno scelto di puntare sulla promozione della libertà, sacrificando la democrazia che dal loro punto di vista fa perdere tempo e non è più funzionale al progresso. Hanno optato per forme di potere oligarchico o autocratico. Indirettamente sono senz’altro stati influenzati dalla Cina, dove non c’è democrazia ma c’è economia di mercato. Si sono detti: se andiamo avanti con i principi democratici Pechino ci soppianterà. Questo è lo strumento per decifrare e comprendere le azioni di Trump”.
Quindi Trump non è un “narcisita patologico” o un “pazzo” come affermano alcuni, ma il ‘prodotto’ delle forze tecnologiche, psicologiche e culturali teorizzate dai profeti dell’accelerazione esponenziale, alla base della ‘Singularity University’?
“Bisogna smetterla di pensare a Trump come a un pazzo. Non è vero, non lo è affatto! Il trumpismo è un movimento di idee che comincia il secolo scorso e confluisce nella Singularity University, in cui la ‘singularity’, termine mutuato dalla fisica per indicare il punto di rottura rispetto all’equilibrio precedente, è individuata per far voltare pagina in senso proprio. E’ troppo comodo buttarla in pazzia: Trump può anche scomparire, ma la linea di pensiero rimarrà, tanto che Thiel (il capo squadra) è venuto a Roma dove ha fatto un corso di alta formazione dedicato a pochi. Perché ritengono che occorra preparare una nuova classe dirigente che capisca che siamo a un punto di non ritorno, il punto di singolarità”.
Dove intravede un collegamento diretto tra l’azione politica di Donald Trump e la filosofia della Singolarità?
“Trump prende decisioni baipassando il Congresso. Applica il Manifesto del 2009 della Singularity University (in cui è stata formalizzata una missione volta a istruire leader capaci di guidare le tecnologie esponenziali per affrontare le grandi sfide dell’umanità, promuovendo l’uso dell’IA, delle biotecnologie, della robotica per risolvere problemi globali – ndr). Un altro personaggio da attenzionare è Marc Andreessen (uno dei più influenti investitori della Silicon Valley, creatore di Netscape, e sostenitore di Trump – ndr). Ha elaborato nel 2019 un altro Manifesto (smantellare lo Stato regolatore per permettere alle aziende high tech di correre verso l’IA suprema senza vincoli morali – ndr) indicando i nuovi dieci comandamenti. Si stanno verificando, tutti. Noi abbiamo sottovalutato. Se si fosse intervenuti nel 2007, con un pensiero critico all’altezza della situazione non staremmo qui a parlarne. La colpa è nostra. Adesso dobbiamo aggredire il male alla sua radice”.
E’ troppo tardi?
“Io sono convinto che non dureranno molto. L’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV (a cui la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali ha contribuito a stretto contatto con altri organismi vaticani) è un attacco a tutto ciò. Noi non vogliamo che il progresso tecnologico annulli la mente della persona. Ray Kurzweil (cofondatore della Singularity University – ndr) crede che con le nuove tecnologie si possa allungare la vita media (sconfiggendo la morte biologica ed estendendo la durata della vita indefinitivamente – ndr). Pensano questo, ma non potranno farcela. Nel fondo dell’essere umano c’è un desiderio alla piena autorealizzazione. Ad esempio nel lavoro, che è fondativo della persona. Se con le nuove tecnologie l’uomo ne è deprivato, gli si strappa la sua identità. I transumanisti conoscono un pò di filosofia, ma non abbastanza”.
Che deve fare l’Europa?
“In sede europea si pensi a preparare un centro di ricerca o una nuova ‘singularity university’, alternativa a quella transumanista della Silicon Valley. Si punti al neoumanesimo. Il fisico premio nobel Giorgio Parisi sta portando avanti una forte campagna culturale su questi valori. Noi abbiamo dormito troppo. Adesso abbiamo capito e dobbiamo svegliarci”. (di Roberta Lanzara)
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