La “nuova” Golin Ketchum svela la riorganizzazione

Matt Neale è CEO, Tamara Norman Presidente della nuova sigla. Obiettivo: diventare l’agenzia che definirà questo decennio

È stata ufficializzata la nascita, con effetto immediato, della nuova sigla Golin Ketchum, a seguito della fusione tra Golin e Ketchum. Il nuovo nome, che rende omaggio all’eredità di entrambi i brand, evidenzia l’ambizione della società di diventare «l’agenzia che definirà questo decennio», ha dichiarato il CEO Matt Neale, creando una «potenza della comunicazione con una creatività senza pari e una competenza di categoria impareggiabile al servizio dei clienti». 

Il completamento dell’integrazione segue l’acquisizione di Interpublic Group da parte di Omnicom avvenuta a novembre, che ha riunito il portafoglio delle società di PR dei due gruppi sotto una struttura unificata, Omnicom PR, guidata dal CEO Chris Foster. La decisione di combinare i nomi delle due agenzie è stata motivata dall’“incredibile valore” che entrambi i brand possiedono in differenti mercati e settori nel mondo, ha spiegato Neale. Negli ultimi sei mesi le agenzie hanno avviato numerose conversazioni con dipendenti e clienti, oltre ad analizzare dati e realizzare sofisticate attività di social listening, che hanno infine supportato la decisione di adottare il nome Golin Ketchum. 

Matt Neale e Tamara Norman, rispettivamente CEO e Presidente di Golin Ketchum

La riorganizzazione, ultimi sviluppi

A febbraio, Foster aveva illustrato la prima fase della riorganizzazione delle agenzie di Omnicom PR, annunciando la prevista integrazione tra Golin e Ketchum. Contestualmente, Porter Novelli è stata trasformata in un brand dedicato all’interno di FleishmanHillard, sotto la guida del CEO J.J. Carter. Come risultato della fusione tra Golin e Ketchum, il CEO di Golin Matt Neale è stato nominato CEO dell’agenzia combinata, mentre Tamara Norman, già CEO di Ketchum U.S., ha assunto il ruolo di Presidente globale.

Nella nuova struttura, Norman ricopre il ruolo di Presidente insieme a Brian Beck, che continua come CFO, ed Ellen Ryan Mardiks, che mantiene la carica di Chairman. Gary Rudnick, Presidente globale e COO di Golin, ha lasciato l’agenzia a metà aprile dopo 30 anni di carriera, ha dichiarato Neale. La nuova Golin Ketchum non prevede la figura del COO.

Ogni posizione di leadership della nuova organizzazione è stata assegnata seguendo il principio di una “meritocrazia del talento”, ha spiegato Neale, valutando migliaia di professionisti provenienti da entrambe le agenzie. “Ci siamo chiesti, indipendentemente dall’agenzia di provenienza, chi fosse la persona migliore in grado di incarnare la nostra cultura e guidare la nostra visione per servire al meglio i clienti”, ha spiegato.

Dawn Langeland di Golin continuerà a ricoprire il ruolo di presidente per il Nord America, mentre Jamey Peters di Ketchum sarà presidente delle operations e managing director di Golin Ketchum South negli Stati Uniti. A guidare le practice dell’agenzia saranno John Bradbury di Ketchum come managing director corporate affairs; Michele Peterson Murray come managing director food, agriculture and nutrition; e Samantha Schwarz come Managing Director Health.

Inoltre, Jaimee Reggio, Managing Director Healthcare di Golin negli Stati Uniti, assumerà anch’essa il ruolo di Managing Director Health accanto a Schwarz. Tra i responsabili globali delle specializzazioni figurano Jonny Bentwood di Golin come Chief Data and Analytics Officer; Jeff Beringer come Chief AI Officer; George Bryant come Chief Creative Officer; Paul Parton come Chief Strategy Officer; e Carrie von der Sitt come Chief Growth and Brand Officer. 

Da Ketchum arrivano invece Rob Bernstein come Chief Innovation Officer e Maxine Enciso come EVP Inclusion and Impact. 

«A oggi, il 90% dei dipendenti globali dell’azienda utilizza quotidianamente la suite di strumenti di intelligenza artificiale dell’agenzia», ha spiegato Neale, che vede in questo approccio l’incarnazione dell’«apice della creatività umana e della tecnologia AI di nuova generazione». Ora che la fusione è completata, non sono previsti licenziamenti, ha precisato Neale. Tutte le attività richieste nell’ambito dell’acquisizione di IPG da parte di Omnicom sono state completate tra la fine dello scorso anno e l’inizio del 2026. 

I conflitti tra clienti

Oltre all’integrazione dei team di leadership, la nuova organizzazione si è trovata a gestire diversi potenziali conflitti tra clienti, in particolare la storica collaborazione di Golin con McDonald’s e quella di Ketchum con Wendy’s. Neale ha confermato che McDonald’s continuerà a essere cliente di Golin Ketchum, rifiutandosi però di commentare la situazione di Wendy’s e di altri clienti che potrebbero aver intrapreso percorsi differenti.

Nel portafoglio clienti di Golin figurano inoltre TaxAct e le acquisizioni del 2025 Colombia Avocado Board e Nissin Foods USA. Neale ha spiegato che i conflitti sono stati meno numerosi del previsto: circa una mezza dozzina di casi da gestire. Pur evitando di entrare nei dettagli, ha confermato che «tutti i potenziali conflitti legati alla nuova agenzia sono stati risolti» e che sono state individuate soluzioni differenti a seconda dei clienti coinvolti.

Nuova identità

Oltre al nuovo nome, Golin Ketchum ha adottato una nuova identità visiva, caratterizzata da una palette cromatica che include il colore distintivo “flare”, una tonalità rosso-arancio, e da un logo astratto che combina le lettere G e K. L’azienda non desidera tuttavia essere identificata con l’acronimo “GK”, ha precisato Neale, sottolineando il valore dei due nomi che oggi convivono nel nuovo brand.

Secondo il CEO, la nuova realtà potrebbe collocarsi tra le prime cinque agenzie al mondo per dimensioni e fatturato, ma il posizionamento in classifica non rappresenta l’obiettivo principale. Nel 2025 Golin ha registrato una crescita dell’8% dei ricavi globali, raggiungendo 435 milioni di dollari, e del 9% negli Stati Uniti, arrivando a 275 milioni di dollari. Ketchum ha invece registrato una flessione dell’8%, attestandosi a 530 milioni di dollari a livello globale e 330 milioni negli Stati Uniti. Guardando al resto del 2026, Neale ha dichiarato che Golin Ketchum beneficia di “venti favorevoli straordinari” e di un obiettivo chiaro: proseguire il proprio percorso di crescita per tutto il resto del decennio.

«Viviamo un momento turbolento per il settore e, come tutti, non siamo immuni da queste dinamiche. Ma tutto il lavoro di integrazione e consolidamento è terminato. Questo è il nostro nuovo brand, questa è la nostra proposta di valore e questa è la nostra chiara aspirazione: diventare l’agenzia che definirà questo decennio», ha concluso Neale.

Antonella Lupica, Managing Director di Golin Ketchum in Italia, ha commentato: «La collaborazione è il nostro superpotere. Lo è sempre stata. Non è una competenza che si insegna né un processo che si impone: è un atteggiamento culturale. Nasce dalla curiosità verso l’altro, dalla disponibilità ad ascoltare e dalla convinzione che le idee migliori emergano quando prospettive diverse si incontrano. Per questo guardiamo alla nascita di Golin Ketchum come a un’opportunità straordinaria di crescita culturale prima ancora che organizzativa. L’incontro tra esperienze, competenze e visioni differenti rappresenta un acceleratore di innovazione e di valore per i nostri clienti, per le nostre persone e per il nostro lavoro. Oggi il settore parla molto di scala, consolidamento e dimensione. Noi crediamo che la crescita più importante sia un’altra: quella che amplia gli orizzonti, arricchisce i punti di vista e rende le organizzazioni più aperte, inclusive e capaci di interpretare il cambiamento. La contaminazione non è un effetto collaterale del cambiamento: è il cambiamento. È il modo in cui siamo cresciuti fino a oggi e sarà il modo in cui continueremo a costruire il nostro futuro. Così siamo nati. Così andremo avanti».

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