Mirabilandia rinnova Eurowheel: da insegna statica a LEDwall digitale

Eurowheel, la ruota panoramica di Mirabilandia e la più alta dell’Europa continentale, cambia volto e si trasforma in una piattaforma di comunicazione per i brand. Il parco ha infatti investito nel rinnovamento dello storico spazio pubblicitario collocato al centro dell’attrazione, sostituendo la tradizionale insegna statica con un LEDwall digitale da 150 mq. Posizionato a 45 metri di altezza e visibile fino a 10 km di distanza, il nuovo impianto apre la strada a un utilizzo più dinamico e flessibile del mezzo, consentendo la presenza di più brand e contenuti in continua evoluzione.

Sabrina Mangia

Un progetto che riflette la crescente affermazione del digital out of home e che punta a trasformare uno dei simboli del parco in un vero e proprio media landmark. Ne abbiamo parlato con Sabrina Mangia, Managing Director di Mirabilandia.

Eurowheel non è solo un’attrazione, ma è un vero e proprio media landmark. Quando avete capito che poteva diventare una piattaforma di comunicazione per i brand?
La ruota, attrazione storica e icona del parco, ha da sempre avuto l’insegna con un suo sponsor: prima è stato Tamoil, poi Motta e poi Algida. Con l’evolversi della tecnologia abbiamo deciso di cambiare l’insegna. Abbiamo dismesso quella vecchia che, essendo statica, non aveva la possibilità di cambiare spesso l’immagine. Si trattava di uno stampato con dei LED che raffigurava il logo del brand – il quale aveva la visibilità in esclusiva. Ora l’abbiamo sostituita con un LEDwall che ci dà la possibilità di non essere vincolati a un solo brand, ma di poterla rendere dinamica e appetibile per più realtà nello stesso momento. Questo investimento, avvenuto quest’inverno, è stato fatto da una parte perché la tecnologia si evolve e noi cerchiamo sempre di andare incontro e di seguire i trend del momento, dall’altro avevamo diverse richieste da parte dei brand per la ruota panoramica, ma eravamo sempre un po’ vincolati. La precedente insegna era molto cara, anche per il brand stesso, e questo rendeva difficile cambiarla spesso. Da qui la decisione di fare questo investimento, forti del fatto che la richiesta c’era e che avevamo già un partner intenzionato ad affiancarci per lo spazio – anche se non in esclusiva – in diversi mesi dell’anno.

Parliamo di un’altezza di 90 metri, visibilità fino a 10 chilometri, Ledwall di 1700 LED multicolor. Che tipo di impatto offre un mezzo di questo tipo rispetto ai formati tradizionali di DOOH? E quali tipologie di contenuti può ospitare?
È un mezzo iconico. Parliamo di 150 mq di insegna, non ne esistono su una ruota panoramica alta 90 metri. L’insegna si trova a metà della ruota, a 45 metri di altezza, quindi è molto visibile. Può ospitare loghi e animazioni semplici, come ad esempio messaggi, qualsiasi scritta, immagine o logo. La visibilità è maggiore nelle ore serali, infatti l’insegna resta poi accesa fino alle due di notte.

Oggi i brand cercano sempre più esperienze, non solo visibilità. In che modo Eurowheel risponde a questa evoluzione dell’outdoor advertising?
Eurowheel è l’attrazione più iconica del parco, visibile da dieci chilometri di distanza, la ruota panoramica più alta dell’Europa continentale, quindi è unica nel suo genere. La maggior parte degli spazi di outdoor o di digital outdoor che ci sono in Italia sono tutti molto equivalenti: si parla di grandi stazioni o di building – che sia Milano, Roma, Bologna, nel traffico, nelle maggiori arterie o altro. Mirabilandia e l’esperienza che si può vivere qui sono uniche e così anche questo spazio.

Quali sono i brand che hanno già scelto Eurowheel per le loro campagne?
Al momento siamo appena partiti con questo LEDwall, ma la ruota ha avuto la visibilità di un singolo brand dalla nostra nascita, nel ‘92. Come dicevo, ci sono stati prima Tamoil, poi Motta e l’ultima è stata Algida – dal 2011 al 2025. Da aprile abbiamo messo in funzione questa nuova insegna e i loghi che abbiamo attualmente sono quelli del gruppo di Mondelēz: Chipster, Oro Ciok, Fonzies e altri più avanti. Siamo inoltre in trattativa per l’estate con altri brand. 

Come avviene la gestione di questo spazio?
Per il momento lavoriamo direttamente con i brand perché essendo uno spazio così importante e iconico per il parco deve essere gestito da noi e non da una concessionaria, per questioni di esclusività merceologica e perché vogliamo essere noi a selezionare i brand. Puntiamo a brand che siano riconosciuti e abbiano una certa importanza sul mercato.

Nel media mix contemporaneo che ruolo sta assumendo oggi il DOOH e perché può fare la differenza nella strategia di comunicazione di un brand?
Già da qualche anno sta in parte sostituendo il tradizionale OOH. È una questione di evoluzione della tecnologia e bisogna assolutamente essere al passo con i tempi. Tutte le concessionarie proprietarie di spazi stanno cercando di cambiare gli impianti. Chiaramente con un costo importante, perché un conto è stampare un poster e avere un impianto fisso, un conto è avere uno spazio digitale. Ma il digital dà delle possibilità maggiori rispetto all’impianto tradizionale: sia in termini di creatività che nella possibilità di cambiare immagine più facilmente. Prima i poster si dovevano stampare con alcuni giorni d’anticipo, dovevano essere spediti, arrivare alla concessionaria, e poi essere attaccati. Questa filiera viene totalmente meno nel momento in cui si utilizza il DOOH. Per cui i brand sono sicuramente più flessibili e incentivati. Si riescono ad avere anche dei dati dei passaggi che prima difficilmente si riuscivano ad avere. È un mondo in divenire che cambierà ancora tanto e farà sempre parte del media mix di una qualsiasi azienda che vuole continuare a mantenere questo media, che da una parte è sempre stato riconosciuto come un media offline, come possono essere la radio o la televisione, ma strizza un po’ di più l’occhiolino a tutto il mondo digitale.

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