Il Quarzo d’oro alla carriera a Giuseppe Lanci
(Adnkronos) – Il Quarzo d’Oro alla Carriera – riconoscimento attribuito ogni anno a una figura di straordinario rilievo artistico e professionale – per il 2026 va al direttore della fotografia Giuseppe Lanci. L’assegnazione arriva dalle Giornate della Luce, il festival di Spilimbergo (Pordenone), fondato da Gloria De Antoni e da lei diretto insieme a Donato Guerra. La dodicesima edizione è in programma dal 6 al 14 giugno.
Il Quarzo d’Oro, realizzato dalla Friul Mosaic, sarà consegnato a Giuseppe Lanci sabato 13 giugno al Cinema Miotto: “un autore della fotografia che ha saputo costruire nel corso della sua carriera uno stile elegante e profondamente espressivo, collaborando con alcuni dei più importanti registi del cinema italiano ed europeo”, come recitano le motivazioni. Nato a Roma nel 1942, Giuseppe Lanci si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia e inizia il suo percorso professionale negli anni Settanta. Nel corso della sua lunga carriera firma la fotografia di opere fondamentali del cinema d’autore, sviluppando un linguaggio visivo caratterizzato da una straordinaria attenzione alla composizione dell’immagine, alla naturalezza della luce e alla dimensione emotiva del racconto cinematografico. Il lavoro di Lanci si distingue per la capacità di coniugare rigore tecnico e profondità poetica, restituendo immagini essenziali, intense e mai decorative, sempre al servizio della verità emotiva dei personaggi e della forza narrativa del film. La sua fotografia ha attraversato generi, epoche e linguaggi differenti, mantenendo una coerenza stilistica che lo ha reso uno degli autori più riconoscibili e apprezzati del cinema europeo.
Determinante il suo sodalizio artistico con registi come Marco Bellocchio, con il quale realizza alcuni dei film più significativi, ma anche le collaborazioni con Nanni Moretti, Gianni Amelio, Mario Martone, Patrice Chéreau, Roberto Faenza, Paolo e Vittorio Taviani e Andrej Tarkovskij, che hanno trovato nella sua fotografia uno strumento espressivo di rara sensibilità. Nel corso della sua carriera, Lanci ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il David di Donatello per Un complicato intrigo di donne, vicoli e delittidi Lina Wertmüller, il Ciak d’Oro per Diavolo in corpo di Marco Bellocchio, il Globo d’Oro e la Grolla d’Oro per Il sole anche di notte dei fratelli Taviani e, successivamente, il Globo d’Oro e la Grolla d’Oroper La balia di Bellocchio. Per il lavoro realizzato con Andrej Tarkovskij in Nostalghiariceve inoltre il Premio Ubu. Nel 2006 gli viene assegnato il Premio Gianni Di Venanzo alla carriera.
“Giuseppe Lanci – commentano Gloria De Antoni e Donato Guerra – ha attraversato oltre cinquant’anni di cinema italiano ed europeo costruendo un’idea di fotografia come spazio dinamico, capace di modulare luce, tempo ed emozione all’interno dell’inquadratura. Dalla formazione al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove è poi tornato come docente trasmettendo un’etica del lavoro e delle relazioni, al lungo percorso accanto a maestri e autori – da Marco Bellocchio a Nanni Moretti, dai Taviani all’Andrej Tarkovskij di Nostalghia – il suo sguardo ha sempre coniugato rigore formale e apertura al reale. La sua ricerca, evidente da Salto nel vuoto fino a La stanza del figlio, è segnata da un uso espressivo del colore e da una tensione costante tra costruzione e naturalezza. A questo si affianca un impegno fondamentale nella conservazione e nella trasmissione del patrimonio cinematografico. Per la coerenza, la profondità e l’influenza di un percorso che ha fatto della luce uno strumento di pensiero, Le Giornate della Luce gli assegna il premio alla carriera”.
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