Ricerca, Ricceri (Eurispes): “Analisi quantitativa non basta più, ostacoli sono qualitativi”

(Adnkronos) – “L’analisi qualitativa è fondamentale per la qualità sociale. I termini quantitativi non sono più sufficienti. Ci si accorge che gli ostacoli oggi sono legati a processi di tipo qualitativo”. Lo ha detto Marco Ricceri, segretario generale dell’Eurispes, intervenendo a Roma alla presentazione del 38° Rapporto Italia 2026 dell’istituto. “Sulla sostenibilità siamo partiti anche a livello europeo con lo sviluppo verde, ma adesso stiamo facendo marcia indietro sui regolamenti – spiega il segretario generale –. Se andiamo a vedere cosa accade al di fuori del sistema europeo, ci accorgiamo che invece molti Paesi stanno puntando a diventare più competitivi e più sviluppati proprio lavorando su questo processo dell’economia verde. La Cina l’ha inserito nel suo piano, ma lo hanno fatto anche altre realtà, come ad esempio il Centro Asia. Allora la nuova competizione si sta determinando su questo: divento più verde o faccio marcia indietro? Questa è la sostanza del discorso”. 

La complessità globale, secondo Ricceri, “non si affronta se non si applica un’analisi sistemica. Su ogni questione trattata nel rapporto c’è sempre questo tipo di approccio, rafforzato dalle collaborazioni che stiamo portando avanti in Italia”. Come esempio concreto, il segretario generale cita l’area geopolitica: “Se noi studiamo la situazione del Mediterraneo, non possiamo non considerare cosa succede nel Mar Artico, con i nuovi attori che sono destinati a creare uno shock nel sistema mediterraneo. Le nostre politiche devono tener conto di quello che si evolve al di fuori”. In questo quadro complessivo, l’Europa mostra elementi di debolezza strategica: “L’Europa ha perduto l’iniziativa nel Mediterraneo, mentre Paesi come l’Egitto, l’Algeria e la Turchia guardano ormai con sempre maggiore interesse al blocco dei Brics”.  

Un ulteriore elemento di novità evidenziato dal palco riguarda la capacità di anticipare il futuro nel mondo dell’occupazione: “Negli ultimi due anni abbiamo visto che c’è in Europa, nei servizi pubblici e negli accordi tra servizi pubblici, sindacati, industrie e università, uno sforzo che comincia a essere veramente diffuso di elaborare gli scenari – illustra il segretario generale –. Non basta solo lavorare sui dati che confermano le tendenze, bisogna lavorare sugli scenari: questo significa avere tutta una cultura e un comportamento diversi”. 

“L’Eurispes svolge un ruolo di forza paziente e attenta di esplorazione sociale che porta alla luce fenomeni nascosti, trasformando la ricerca in un bene comune condiviso – conclude Ricceri –. Il lavoro dell’istituto è stato spesso la prima crepa nel guscio dell’ignoto da cui sono emerse nuove leggi, consapevolezza e una visione più chiara del futuro”. 

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