Crisi energetica: Bce e Lagarde, “fermo impegno per stabilizzare i prezzi”
(Adnkronos) – La Bce è “saldamente impegnata” ad assicurare la “stabilità dei prezzi” nell’area euro. Lo sottolinea la presidente della Bce Christine Lagarde, in conferenza stampa a Nicosia al termine dell’Eurogruppo. “Siamo impegnati per una politica monetaria che assicuri che l’inflazione” raggiunga l’obiettivo del 2%, aggiunge, specificando che la Bce sarà molto “attenta” a “tutti gli indicatori”, compreso “l’ancoraggio” delle aspettative relative all’inflazione.
Durante la riunione dell’Eurogruppo, continua Lagarde, “ho espresso il nostro fermo impegno per la stabilità dei prezzi, in un contesto di crescente incertezza derivante dallo shock energetico, che rappresenta certamente uno shock molto significativo, con effetti diretti e indiretti sulle nostre economie”.
“Ho fornito ai ministri presenti al tavolo (mancano i ministri di Germania e Francia, ndr) un aggiornamento sui recenti sviluppi dell’attività economica e dell’inflazione nell’area euro – ha continuato – nonché sull’ultima decisione di politica monetaria che abbiamo preso in aprile”.
Lagarde ha osservato che “mentre la crisi energetica sta spingendo al rialzo l’inflazione e pesando sull’economia, le aspettative di inflazione a lungo termine rimangono sostanzialmente ben ancorate. Le implicazioni di questa guerra per l’inflazione a medio termine e per l’attività economica dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock dei prezzi energetici e dalla portata dei suoi effetti indiretti, nonché dagli effetti secondari, ai quali prestiamo particolare attenzione”.
Alla fine di aprile, ha ricordato, “abbiamo deciso di mantenere invariati i tre principali tassi di interesse della Bce. Ci impegniamo per una politica monetaria che garantisca la stabilizzazione dell’inflazione al nostro obiettivo del 2% nel medio termine. Per coloro che desiderano ricevere indicazioni su cosa faremo l’11 giugno, mi dispiace ma non avrete molte indicazioni da parte mia, poiché continueremo a seguire un approccio basato sui dati e a valutare ogni singola riunione, per determinare l’orientamento di politica monetaria più appropriato per raggiungere il nostro obiettivo di medio termine del 2%”.
L’impatto della crisi, ha aggiunto Lagarde, “dipenderà dalla durata, dalla profondità e dalle ripercussioni sull’intera economia: noi prestiamo attenzione sia agli effetti diretti, indiretti che a quelli di secondo livello. Ma, anche se la crisi si risolvesse ora, e sentiamo diverse voci qua e là, ci sarebbero effetti ritardati che continuerebbero a manifestarsi semplicemente per la necessità di ripristinare la situazione precedente”.
Quindi, ha continuato Lagarde, “prima di tutto, gli effetti ritardati. In secondo luogo, non vi offenderò ricordandovi la distinzione tra livello dei prezzi e inflazione. Ed è probabile che i livelli dei prezzi saranno più alti alla fine di questa crisi, quando arriverà. Ora, la nostra missione, il nostro mandato è garantire la stabilità dei prezzi al 2%, e adotteremo le misure necessarie per farlo”.
Lagarde ha rimarcato che “presteremo molta attenzione a tutti i possibili indicatori per misurare due cose: gli effetti di secondo livello e l’ancoraggio delle aspettative. Questi sono due fattori chiave, non gli unici, ai quali presteremo particolare attenzione. Un altro aspetto da prendere in considerazione è il volume delle riserve disponibili, in particolare di petrolio, e il numero di giorni a nostra disposizione per rispondere alla domanda senza comprimerla”.
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