Crociere, italiani cambiano rotta per guerra Iran: boom Mediterraneo e Nord Europa

(Adnkronos) – Nonostante gli scenari di guerra in corso, gli amanti delle crociere non smettono di andare in vacanza in giro per il mondo, anche se cambiano le destinazioni. A dirlo all’Adnkronos è Sergio Senesi, presidente di Cemar Agency Network, l’agenzia marittima che si dedica all’assistenza delle navi da crociera per alcune delle maggiori compagnie nei porti italiani.  

Presidente Senesi, come stanno andando le prenotazioni, la guerra sta avendo un impatto?
 

“Le prenotazioni comunque, sono aumentate rispetto all’anno scorso, ma fare valutazioni su una situazione così contingente è difficile, noi riusciamo a farle su archi di tempo più ampi, è difficile dire come sta andando, ad esempio, l’ultimo mese “.  

Nel 2026 gli italiani stanno cambiando destinazioni per le vacanze in crociera?   

“Da quando è scoppiata la guerra non ci sono più navi e passeggeri a Dubai, ad Abu Dhabi o in Qatar, però la gente continua a viaggiare in crociera. Diverse navi che erano nel Golfo Persico sono state spostate in altre zone, alcune si trovano oggi nei Caraibi, altre sono nel Nord America e in Nord Europa. Sappiamo di certo che nel 2026 uno grossa fetta di italiani continuerà a visitare il Mediterraneo, anche perché la maggioranza delle crociere di questa area partono dall’Italia, la seconda e la terza destinazioni sono Nord Europa e Caraibi. L’Asia sta crescendo e anche il Sud America sta prendendo quota però se andiamo a vedere, anche storicamente, il Mediterraneo è sempre stato il punto di riferimento per gli italiani. In particolare i porti di Grecia, Spagna, Nord Africa, Tunisia e Turchia”. 

Cosa si prevede per il settore crocieristico in Italia nel 2026?
 

“Il settore delle crociere in Italia raggiungerà un nuovo record con 15,1 milioni di crocieristi accolti nei porti italiani, con un incremento del 2% sul 2025, secondo le ultime previsioni di Cemar presentate alla fiera mondiale delle Crociere lo scorso 14 aprile a Miami. Saranno 185 le navi operative nelle acque italiane (+6 rispetto allo scorso anno), in rappresentanza di 58 compagnie crocieristiche per un totale di 77 porti coinvolti. Al vertice della classifica si conferma Civitavecchia con 3,78 milioni di passeggeri, seguita da Napoli (1,78 milioni) e Genova (1,57 milioni). Completano la top 10 Palermo, Livorno, Savona, Messina, La Spezia, Cagliari e Venezia, a conferma della capillarità dell’offerta lungo tutta la penisola. Le prospettive di crescita sono confermate anche per il 2027: secondo le prime proiezioni, il prossimo anno il traffico crocieristico in Italia supererà i 15,2 milioni di passeggeri”. 

Non solo la guerra in Iran, ad aggravre la situazione c’è anche l’esclusione nel Mar Nero per la guerra in Ucraina. Quali sono le nuove rotte ?
 

“Nel Mar Nero certamente non ci sono più navi però a Istanbul si arriva tranquillamente e da lì si prosegue per altre destinazioni della Grecia e della Turchia, tutti luoghi dove non viene percepito il rischio di trascorrere una vacanza in crociera”.  

Che impatto ha il caro carburante sulle navi da crociera?
 

“Sicuramente c’è un impatto ma bisogna dire che le navi da crociera sono quelle che probabilmente subiscono un po’ meno l’impatto rispetto a tanti altri mezzi di trasporto, perché hanno sviluppato negli ultimi anni nuove tecnologie per l’utilizzo di combustibili diversi, oggi molte navi vanno a gas liquefatto, altre stanno andando a vela. Inoltre, vi sono navi alimentate ad energia elettrica e in tanti porti, soprattutto nel Nord America e Nord Europa, e adesso anche in Italia, c’è la possibilità di ricaricare i motori quando le navi sono ferme in banchina. Strategica è stata l’introduzione nelle flotte di navi di ultima generazione, sempre più efficienti e sostenibili, che consentono di ridurre in modo significativo le emissioni e di rafforzare l’impegno nella tutela del Mar Mediterraneo. 

L’hantavirus può influire negativamente sui flussi turistici sulle navi da crociera?
 

“Fino ad oggi non abbiamo registato disdette nelle prenotazioni, si è fatto tanto clamore per questa situazione però non è una cosa che può riguardare le crociere in generale, non vedo la connessione con la normale crociera. La nave da crociera in questione è relativamente piccola, appartiene a una categoria speciale di navi da esplorazione che vengono utilizzate per visitare zone fuori dal comune, esse partono dal sud dell’Argentina e prevedono anche costi elevati. Questo tipo di cose può succedere ovunque negli hotel, nei resort, sugli aerei….è una situazione che può interessare il turismo in generale”. (di Cristina Armeni) 

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